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Koeln, Germania CHIESA
CATTEDRALE
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La cattedrale di Colonia (Koeln) è una delle più
belle e grandiose creazioni edili in stile gotico. La sua costruzione
iniziò nell'agosto del 1248 su commissione del potente vescovo
Konrad von Hochstadten, ed il progetto venne affidato a mastro Johannes
Gerhard.
I lavori di innalzamento che, secondo il progetto iniziale avrebbero
dovuto comporsi di ben cinque navate centrali, procedettero lentissimi.
Nel 1322 venne consacrata ed aperta al culto soltanto la parte absidale
della chiesa, mentre alcune altre parti furono solo parzialmente
ultimate nel 1560. In quell'anno la fabbrica fu sospesa di nuovo
fino al 1842.
Finalmente il sacro edificio venne ultimata nel 1880, con la realizzazione
della facciata e delle due torri simmetriche, che svettano ognuna
per ben 156 metri.
Il quindici ottobre dello stesso anno l'imperatore tedesco Guglielmo
I inaugurò solennemente la cattedrale.
Le strutture della chiesa sono molto simili a quelle delle costruzioni
gotiche francesi, in particolare della cattedrale di Amiens. Tuttavia
gli architetti tedeschi rifecero quasi ex novo il sistema francese,
riportandolo alle sue caratteristiche fondamentali e liberandolo
dai molteplici orpelli architettonici che ne celavano la linea.
Ma l'imitazione dello stile non fu tutto, anzi costituì
la minima parte dell'opera. Infatti nella chiesa di Colonia sono
stati ampiamente introdotti dei simbolismi iconografici che richiamarono
le allegorie francesi, implicitamente connesse agli antichissimi
culti della terra. Gli stessi che, evidentemente, furono noti e presenti
anche nei territori degli antichi popoli germanici. Difatti, nella
cattedrale di Colonia quasi tutte le sculture e gli ornamenti allegorici
si aprono in modo aperto ed implicito ad allegorie telluriche, soltanto
in parte alterate dai principi della religione cristiana. Peraltro,
è tradizione medievale che nel sottosuolo del duomo di Colonia,
sul quale esisteva una chiesa preesistente dedicata al culto di una
“madonna nera” distrutta da un incendio nel 1217, si diramino delle
vie ideali di energia tellurica chiamati dalla popolazione locale
"sentieri delle fate".

I sentieri darebbero luogo, in occasione di certe condizioni atmosferiche
collegate a transiti astronomici, a fenomeni di risonanza tellurica
che, anticamente, si ritenevano interferenze della sfera del soprannaturale.
La fantasia popolare ha cavalcato le sensazioni avvertite all'interno
della chiesa, tanto che i “sentieri delle fate” hanno originato e
giustificato numerose leggende, come quella del chierico Ugo che,
nella cattedrale avrebbe stipulato un patto empio non già
con il demonio - un tema onnipresente nella cultura germanica - ma
con la regina delle fate, Sofia, per ottenere da lei la conoscenza
del bene e del male.
Il racconto, di cui venne eseguita una riduzione teatrale nel
secolo XVIII, va interpretato in chiave allegorica, come peraltro
venne fatto in teatro.
Sul finire dello stesso secolo, sull'onda della celebrità
delle concezioni bio-magnetiche di Anton Mesmer, nella città
tedesca di Brema furono pubblicati alcuni strani resoconti, verosimilmente
basati su tradizioni orali e su dicerie popolari, sulle manifestazioni
che si sarebbero verificate all'interno della cattedrale di Colonia
in secoli precedenti.
Tra gli altri fatti singolari, vennero narrati fenomeni di luminescenza
spontanea, fenomeni acustici e visivi, manifestazioni di presunte
possessioni diaboliche o spiritiche.

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