ENTRIAMO NEL FIABESCO MONDO DEGLI GNOMI
di Fernanda Nosenzo Spagnolo
Non a caso ho scelto di parlare di gnomi, ma bensì perché essi sono senza dubbio i maggiori rappresentanti del Piccolo Popolo, di quel mondo fatato abitato dal fate, elfi, folletti e da tutti quei personaggi che il nostro immaginario fin dall’infanzia incontra.
Gli gnomi, infatti sono molto conosciuti, la loro figura è presente in moltissime tradizioni e leggende popolari e senza alcun dubbio di questo mondo delle meraviglie sono i più simpatici.
Sono immaginati in forma di vecchietti dalla lunga barba bianca, alti non più di cinquanta centimetri, grassottelli, con il viso rubicondo dal colorito roseo, estremamente longevi – si dice che vivrebbero fino a cinquecento anni - e dotati di una saggezza eccezionale.
Vestono di solito abiti di colore rosso acceso, portano in testa un cappello di panno a forma di cono, o anche floscio secondo il grado gerarchico rivestito in seno alla singola loro comunità, di colore simile , oppure blu scuro o marrone.
Vivono principalmente nelle grandi buche della terra e tra le radici degli alberi, comunque sempre nelle grandi foreste semi inesplorate dall'uomo. Alcuni racconti nordici hanno parlato di una specie di gnomi che hanno costruito i propri villaggi sui rami dei grandi abeti e delle splendide betulle.
Sono esseri molto riservati e come tali sfuggono ad ogni contatto con gli uomini tuttavia spesso li aiutano, nell'ombra, nelle vicissitudini della vita quotidiana.
Altre volte, per testimoniare la loro reale esistenza, si renderebbero visibili solo ad alcune persone che potrebbero in vari modi divulgare la loro norma di vita, la loro saggezza.
Si dice che siano governati da molti capi, che rispondono del loro operato ad un Re supremo la cui reggia ha sede in una misteriosa località della Finlandia.
Amministrano la giustizia attraverso duchi, conti e marchesi e il prestigio sociale ricoperto dal singolo gnomo in seno alla comunità è proporzionato alla grandezza della pancia che possiede.
Io ne conosco diversi ma fra tutti ve ne voglio presentare cinque, simpatici ma soprattutto saggi, cinque gnomi che custodiscono cinque pietre magiche dai poteri straordinari, poteri che però donano solo a chi li merita!
Dice la leggenda che un lontanissimo giorno il Re degli Gnomi percorrendo la Foresta incantata, pensò di scegliere fra tutti i suoi sudditi cinque gnomi, i più saggi, capaci di custodire con la massima cura cinque pietre dai grandissimi poteri, affinché di questi non ne venisse mai fatto un uso cattivo.
Ognuna di queste cinque Pietre Magiche fu perciò affidata allo Gnomo prescelto che la porta con sé rinchiusa in una borsa da centinaia di anni, in attesa di donarla al più meritevole degli uomini. Preciso che ogni pietra eserciterebbe un’influenza positiva solo su chi riesce a farsela regalare ed il segreto per riuscirvi é custodito gelosamente dagli stessi gnomi.
Ma tramite i bisbigli degli abitanti del bosco, ho saputo che essi lo riveleranno soprattutto a chi riuscirà a conquistare la loro amicizia ed il loro affetto.
Passo a presentarli:
MALACHIA Il potente
Custodisce una pietra rossa, il rubino, colore del cuore, del sangue, del fuoco,della fiamma ed anche del desiderio.
E’ un colore energetico, aggressivo, eccitante, provocatorio
Chi possiede questa pietra che permette di comandare agli Esseri immateriali, può ottenere ricchezza, prestigio e ardore,
GEREMIA Il sagace.
Custodisce la Pietra Gialla, il Topazio, colore del sole, della luce mediatrice fra Dio e gli uomini, dell’oro, dell’intelligenza cosmica, del germe, anche della coscienza, della realizzazione, dell’eternità.
Questa pietra propizia le ricchezze e può trasformare in oro i vili metalli.
Fa ritrovare tesori nascosti e favorisce le vincite al gioco.
TOBIA Il riservato
Custodisce la pietra verde, lo smeraldo che dona bellezza, fascino e amore
Verde è un colore enigmatico e misterioso, dal significato a volte oscuro, ma è anche il colore dell’acqua che purifica, del suo eco, delle foglie delle piante che resistono alle intemperie come l’acacia e il lauro, della gioventù, del colore del Graal, la coppa di smeraldo o di cristallo verde che conteneva il sangue di Cristo alla cui ricerca si dedicarono i Cavalieri della Tavola Rotonda.
Questa pietra favorisce i viaggi, e i piaceri di ogni genere.
ZACCARIA Il sapiente
Custodisce la pietra azzurra, lo zaffiro, colore della verità, della serenità ed anche della spiritualità. Sfumando nel blu si muta nel colore del vento, dell’aria, della provvidenza, della libertà e della pace, del sogno, dell’immortalità. Di questo colore è anche la tiara della Regina Nefertiti
Questa pietra permette di conoscere il passato e il futuro e risponde a qualsiasi domanda. Suscita visioni e favorisce l’arte, la medicina ed anche la musica.
EZECHIELE Il parsimonioso, da alcuni giudicato anche avaro.
Custodisce la pietra viola, l’ametista, che dona benessere, salute ed eterna giovinezza.
Questo colore nato dall’unione del rosso del fuoco e del blu dell’etere, rappresenta la metamorfosi attiva, mistica o magica
Troviamo le sue tracce nel fantastico, nello spirituale, nell’occulto, nell’esoterico.
Inoltre questa pietra permette, a chi detiene il potere stregonico dell’aura violetta, di diventare invisibili e di realizzare i desideri più intensi.
Ed ora? Forse qualcuno percorrendo la via delle meraviglie avrà la fortuna d’incontrarli.
Aspetto notizie!
Fernanda
LA LEGGENDA DI ALCIONE
Alcione, figlia di Eguale e di Eolo, custode
Dei venti, andò in sposa a Ceice di
Trachis, figlio della Stella del Mattino.
I due giovani erano così felici nella loro
Unione che osarono prendere i nomi di
Era e di Zeus. Ma sull’Olimpo grande
fu l’ira degli Dei.
La nave che portava Ceice a consultare
un oracolo fu travolta da una tempesta ed
Il giovane annegò.
Il suo fantasma apparve ad Alcione che,
a malincuore, era stata persuasa a
rimanere a Trachis. Sconvolta dal dolore,
ella si gettò nei flutti. Un nume pietoso
li mutò entrambi in alcioni.
Da allora, ogni inverno, la femmina
Dell’alcione, con alte strida,
celebra le esequie del compagno morto.
Poi, con gli aculei dell’aguglia, intreccia
un solido nido, lo sospinge sulle onde,
vi depone le uova ed alleva i piccoli nati.
Tutto questo si compie nei Giorni
Alcionii – i sette che precedono e i sette
che seguono il solstizio d’inverno –
quando Eolo proibisce ai suoi venti di
turbare le acque.