Le stelle e i complessi “astromitologici”
 parte seconda

 

Orione, il Toro e le Pleiadi

Orione è tanto vicino al Toro da costituire insieme ad esso un complesso astrale.

Nelle vicende terrene, quando qualche astro lento transita sui gradi del segno Toro o Gemelli che corrispondono a Orion, si rianima nella storia il mito di Orione. Può succedere che l’antico gigante risorga con la sua forza e la sua brama, e si spinga verso le Pleiadi (questo complesso di sette stelle si trova attualmente a una Longitudine che spazia tra 29° ? - Toro e 0° ? - Gemelli). In altri termini un astro più o meno lento che transiti sulla zona dell’eclittica che separa Orione dalle Pleiadi può farsi tramite tra l’uno e le altre. L’astro catalizzatore può essere anche un pianeta veloce che si è fatto lento durante un anello di sosta. Allora il mito di Orione si fa storia o attualità e la minaccia di un “gigante” storico può affacciarsi all’orizzonte.

Anche i tempi della guerra mondiale che partì dall’Europa ed ebbe l’epicentro a Berlino videro una folla di pianeti lenti sorvolare la zona celeste dell’occhio del Toro, Aldebaran, e passare poco sopra Orione e poco sotto le Pleiadi, le colombe celesti. Le Pleiadi sulla groppa del Toro sono forse come la fanciulla Europa rapita da Zeus, tramutato in Toro? E negli anni ’40 le Pleiadi non rappresentavano l’Europa dei popoli e delle repubbliche aggredite dai tiranni o dagli Orioni nazionalisti?

Nel culmine dell’ultima guerra mondiale e della potenza espansionista della Germania e dei suoi alleati (tra cui, ahimè, l’Italia) e nel pieno delle grida e delle gesta del “Toro” A. Hitler (peraltro aiutato dal “Leone” Mussolini), Giove, Saturno e Urano si muovevano proprio lì nella costellazione del Toro, tra Orione e le Pleiadi.

E nel 1943 -’44 al lento Urano si aggiunse il bellicoso Marte in un anello di sosta. La guerra terminò quando terminò il transito di quei pianeti nei gradi suddetti che vanno dalle vicinanze delle Pleiadi (ultimo grado del segno Toro) alla zona della stella Aldebaran (9° Gemelli). Quando infine anche Urano, dall’aprile del ‘45 in poi, cominciò ad allontanarsi dalla congiunzione con Aldebaran, la guerra d’Europa finì. Erano gli ultimi giorni dell’aprile del 1945 e Berlino fu occupata dall’esercito dell’Unione Sovietica.

Le luci del cielo ci raccontano la storia.

Molti anni dopo Marte replicò con un anello di sosta e si fermò vicinissimo alle Pleiadi: si rinnovò una sfida che esplose infine in una guerra.

Siamo nel ’90 e poi all’inizio del ’91 e il mito rivive ancora una volta. Il presidente irakeno Saddam Hussein (avente Sole, Urano e Mercurio natali in Toro), assume le sembianze del minaccioso gigante Orione, per invadere e occupare militarmente i pozzi petroliferi e le città del ricchissimo Kuwait. Siamo nel luglio del ’90.

Nel 6 agosto successivo si forma una croce fissa che coinvolge i due luminari, Marte e Plutone. In seguito Marte va avanti ma si ferma a 14°33’ del segno Gemelli e torna indietro, raggiungendo proprio il primo gennaio 1991 il secondo vertice dell’anello di sosta a 27°45’ Toro. L’anello di sosta di Marte riguardava quella zona del cielo dove brillano l’arco di Orione, la testa e parte delle corna del Toro, e soprattutto le Pleiadi. Il braccio del selvaggio Orione si protende verso le Pleiadi: è Marte il tramite che oscilla come un pendolo. Nel gennaio ’91, il pendolo è completamente spostato verso le sette sorelle: Marte riprende lentamente la sua marcia ed entra in congiunzione esatta con le sette suggestive stelline dal 15 al 21 gennaio.

Il 15 gennaio è la data dell’ultimatum delle potenze mondiali a Saddam H.; nella notte ci sarà un’eclissi. In quel tempo Marte è vicinissimo alle Pleiadi, e fa trigono con uno stellium composto da Sole, Luna, Saturno, (mentre restano più indietro Urano e Nettuno); vi è anche un’opposizione larga Marte – Plutone. Il reattivo Plutone si congiunge a Zuben Eschamali, “chela settentrionale” nella costellazione giustizialista della Bilancia. Le Pleiadi sono “le sette sorelle”: non è così che si chiamano le maggiori compagnie petrolifere dell’occidente? Queste stelle così fitte fanno pensare ai pozzi di petrolio per i quali, al di là delle dichiarazioni di principio, si combatterà. Le Pleiadi non sono soltanto le colombe aggredite. Il loro numero fa pensare ad un’alleanza, a una pluralità di soggetti che si coalizza, e che combatte in quella circostanza contro l’Irak.


Le molteplicità di stelle: gli ammassi stellari

    Le Pleiadi

Se guardate il cielo autunnale o invernale verso Sud, laddove di giorno splende il Sole e di notte circolano le costellazioni zodiacali e i pianeti, certo osserverete la maestosa figura quadrilatera di Orione, l’antico e fiero cacciatore che inseguì le Pleiadi, prima di essere ferito da uno Scorpione sorto dal profondo della terra. Il mito narra che le Pleiadi insidiate da Orione furono salvate da Artemide, trasformate in colombe e infine poste in cielo, come del resto il loro minaccioso nemico. E come nel mito, anche in cielo vedrete le Pleiadi vicino ad Orione e precisamente in alto a destra (vedi figura precedente), seguendo la linea che parte dalla spalla destra di Orione (Bellatrix: la guerriera!) e tocca Aldebaran, stella di prima grandezza che rappresenta l’occhio del Toro e che ha un colore rossastro.

In basso a sinistra rispetto a Orione troverete invece Sirio, la stella più luminosa del cielo. Sirio è “la sfavillante” e se osserverete questa stella vedrete che il suo nome non è dato a caso.


Il grappolo d’uva

Una madre parlando di sua figlia diceva che non era una sola, ma tante: che era un grappolo d’uva!  Le immagini del cuore umano ora nascono dalla terra, ora dal cielo. Qual è il grappolo d’uva celeste? Le Pleiadi sono un classico ammasso stellare aperto, cioè una molteplicità di stelle relativamente vicine nello spazio cosmico. Tra i tanti del cielo, l’ammasso M 45, cioè le Pleiadi, ha il vantaggio di essere ben visibile dalla terra. Infatti sono più o meno visibili 7 stelle su circa 400.

Il termine ammasso, che tecnicamente si usa per indicare questo gruppo di stelle, è poco adatto a descriverne la bellezza e la poesia. Meglio il termine Pleiadi, che significa “colombe”. Poiché il mondo non è solo numero ma anche immagine e bellezza, è naturale che per descrivere il cielo si debba far ricorso a miti, leggende o immagini.  

Tra le stelle più visibili ci sono le sette sorelle figlie di Atlante (ma una o due delle sette sono sfuggenti alla vista). Le sette sorelle sono: Alcione, Elettra, Maia, Merope, Taigete, Celeno e Sterope. A queste vanno aggiunte altre due stelle di luminosità comparabile, che si chiamano Atlante e Pleione, come i genitori delle sette sorelle. La più brillante del gruppo è Alcione, che ha una magnitudine uguale a 2.9.

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