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Orione, il
Toro e le Pleiadi
Orione è tanto vicino al Toro da costituire insieme
ad esso un complesso astrale.
Nelle vicende terrene, quando qualche astro lento transita
sui gradi del segno Toro o Gemelli che corrispondono a Orion,
si rianima nella storia il mito di Orione. Può succedere
che l’antico gigante risorga con la sua forza e la sua brama,
e si spinga verso le Pleiadi (questo complesso di sette stelle
si trova attualmente a una Longitudine che spazia tra 29°
? - Toro e 0° ? - Gemelli). In altri termini un astro più
o meno lento che transiti sulla zona dell’eclittica che separa
Orione dalle Pleiadi può farsi tramite tra l’uno e le
altre. L’astro catalizzatore può essere anche un pianeta
veloce che si è fatto lento durante un anello di sosta.
Allora il mito di Orione si fa storia o attualità e la
minaccia di un “gigante” storico può affacciarsi all’orizzonte.
Anche i tempi della guerra mondiale che partì dall’Europa
ed ebbe l’epicentro a Berlino videro una folla di pianeti lenti
sorvolare la zona celeste dell’occhio del Toro, Aldebaran, e
passare poco sopra Orione e poco sotto le Pleiadi, le colombe
celesti. Le Pleiadi sulla groppa del Toro sono forse come la
fanciulla Europa rapita da Zeus, tramutato in Toro? E negli
anni ’40 le Pleiadi non rappresentavano l’Europa dei popoli
e delle repubbliche aggredite dai tiranni o dagli Orioni nazionalisti?
Nel culmine dell’ultima guerra mondiale e della potenza espansionista
della Germania e dei suoi alleati (tra cui, ahimè, l’Italia)
e nel pieno delle grida e delle gesta del “Toro” A. Hitler (peraltro
aiutato dal “Leone” Mussolini), Giove, Saturno e Urano si muovevano
proprio lì nella costellazione del Toro, tra Orione e
le Pleiadi.
E nel 1943 -’44 al lento Urano si aggiunse il bellicoso Marte
in un anello di sosta. La guerra terminò quando terminò
il transito di quei pianeti nei gradi suddetti che vanno dalle
vicinanze delle Pleiadi (ultimo grado del segno Toro) alla zona
della stella Aldebaran (9° Gemelli). Quando infine anche
Urano, dall’aprile del ‘45 in poi, cominciò ad allontanarsi
dalla congiunzione con Aldebaran, la guerra d’Europa finì.
Erano gli ultimi giorni dell’aprile del 1945 e Berlino fu occupata
dall’esercito dell’Unione Sovietica.
Le luci del cielo ci raccontano la storia.
Molti anni dopo Marte replicò con un anello di sosta
e si fermò vicinissimo alle Pleiadi: si rinnovò
una sfida che esplose infine in una guerra.
Siamo nel ’90 e poi all’inizio del ’91 e il mito rivive ancora
una volta. Il presidente irakeno Saddam Hussein (avente Sole,
Urano e Mercurio natali in Toro), assume le sembianze del minaccioso
gigante Orione, per invadere e occupare militarmente i pozzi
petroliferi e le città del ricchissimo Kuwait. Siamo
nel luglio del ’90.
Nel 6 agosto successivo si forma una croce fissa che coinvolge
i due luminari, Marte e Plutone. In seguito Marte va avanti
ma si ferma a 14°33’ del segno Gemelli e torna indietro,
raggiungendo proprio il primo gennaio 1991 il secondo vertice
dell’anello di sosta a 27°45’ Toro. L’anello di sosta di
Marte riguardava quella zona del cielo dove brillano l’arco
di Orione, la testa e parte delle corna del Toro, e soprattutto
le Pleiadi. Il braccio del selvaggio Orione si protende verso
le Pleiadi: è Marte il tramite che oscilla come un pendolo.
Nel gennaio ’91, il pendolo è completamente spostato
verso le sette sorelle: Marte riprende lentamente la sua marcia
ed entra in congiunzione esatta con le sette suggestive stelline
dal 15 al 21 gennaio.
Il 15 gennaio è la data dell’ultimatum delle potenze
mondiali a Saddam H.; nella notte ci sarà un’eclissi.
In quel tempo Marte è vicinissimo alle Pleiadi, e fa
trigono con uno stellium composto da Sole, Luna, Saturno, (mentre
restano più indietro Urano e Nettuno); vi è anche
un’opposizione larga Marte – Plutone. Il reattivo Plutone si
congiunge a Zuben Eschamali, “chela settentrionale” nella costellazione
giustizialista della Bilancia. Le Pleiadi sono “le sette sorelle”:
non è così che si chiamano le maggiori compagnie
petrolifere dell’occidente? Queste stelle così fitte
fanno pensare ai pozzi di petrolio per i quali, al di là
delle dichiarazioni di principio, si combatterà. Le Pleiadi
non sono soltanto le colombe aggredite. Il loro numero fa pensare
ad un’alleanza, a una pluralità di soggetti che si coalizza,
e che combatte in quella circostanza contro l’Irak.
Le molteplicità
di stelle: gli ammassi stellari
Le Pleiadi

Se guardate il cielo autunnale o invernale verso Sud, laddove
di giorno splende il Sole e di notte circolano le costellazioni
zodiacali e i pianeti, certo osserverete la maestosa figura
quadrilatera di Orione, l’antico e fiero cacciatore che inseguì
le Pleiadi, prima di essere ferito da uno Scorpione sorto dal
profondo della terra. Il mito narra che le Pleiadi insidiate
da Orione furono salvate da Artemide, trasformate in colombe
e infine poste in cielo, come del resto il loro minaccioso nemico.
E come nel mito, anche in cielo vedrete le Pleiadi vicino ad
Orione e precisamente in alto a destra (vedi figura precedente),
seguendo la linea che parte dalla spalla destra di Orione (Bellatrix:
la guerriera!) e tocca Aldebaran, stella di prima grandezza
che rappresenta l’occhio del Toro e che ha un colore rossastro.
In basso a sinistra rispetto a Orione troverete invece Sirio,
la stella più luminosa del cielo. Sirio è “la
sfavillante” e se osserverete questa stella vedrete che il suo
nome non è dato a caso.
Il grappolo
d’uva
Una madre parlando di sua figlia diceva che non era una sola,
ma tante: che era un grappolo d’uva! Le immagini del cuore
umano ora nascono dalla terra, ora dal cielo. Qual è
il grappolo d’uva celeste? Le Pleiadi sono un classico ammasso
stellare aperto, cioè una molteplicità di stelle
relativamente vicine nello spazio cosmico. Tra i tanti del cielo,
l’ammasso M 45, cioè le Pleiadi, ha il vantaggio di essere
ben visibile dalla terra. Infatti sono più o meno visibili
7 stelle su circa 400.
Il termine ammasso, che tecnicamente si usa per indicare
questo gruppo di stelle, è poco adatto a descriverne
la bellezza e la poesia. Meglio il termine Pleiadi, che significa
“colombe”. Poiché il mondo non è solo numero ma
anche immagine e bellezza, è naturale che per descrivere
il cielo si debba far ricorso a miti, leggende o immagini.
Tra le stelle più visibili ci sono le sette sorelle
figlie di Atlante (ma una o due delle sette sono sfuggenti alla
vista). Le sette sorelle sono: Alcione, Elettra, Maia, Merope,
Taigete, Celeno e Sterope. A queste vanno aggiunte altre due
stelle di luminosità comparabile, che si chiamano Atlante
e Pleione, come i genitori delle sette sorelle. La più
brillante del gruppo è Alcione, che ha una magnitudine
uguale a 2.9.
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