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L’affresco della volta stellata è un insieme di simboli
e di segni non compiuti e isolati in se stessi, ma intrecciati
in un complesso organismo vitale. Nel cielo, l’uno si scinde
nel multiforme ma rimane uno. A proposito di costellazioni,
è possibile parlare di “complessi astromitologici”. Essi
sono insiemi di stelle e costellazioni, vicine o lontane, che
vibrano sincronicamente e contestualmente nel disegno mitologico
celeste. Queste pluralità di stelle e di asterismi intrecciano
trame sottolineate dall’episodico o duraturo passaggio dei pianeti
erranti: trame e passaggi che trovano la loro sintesi terrena
nell’evento storico. Vediamo qualche esempio.
Il complesso
di Perseo e Andromeda
Nel nostro emisfero Nord spazia un complesso di costellazioni
che richiamano alla mente una stessa leggenda. Sono quelle di
Perseo, Pegaso, Andromeda, Cefeo, Cassiopea, Cetus. L’eroe greco
Perseo, fuggendo col cavallo alato Pegaso dopo una sua impresa,
intravide la figlia del re Cefeo e della regina Cassiopea, la
fanciulla Andromeda esposta su una roccia, vittima sacrificale
al mostro marino Cetus. Perseo fu rapito dalla bellezza di Andromeda.
Dunque Perseo uccise Cetus e sposò Andromeda.
Le suddette costellazioni non sono zodiacali, ma abbastanza
vicine all’eclittica perché sia avvertibile il riflesso
delle loro stelle sul piano del Sole… Plutone, nel suo viaggio
obliquo attraverso il cielo, ora alto e ora “subacqueo”, è
transitato per lunghi periodi nella costellazione della Balena
(Cetus). L’ultimo suo transito in questa costellazione risale
a quel lunghissimo arco di tempo che indicativamente sta tra
gli anni 1815 e 1870. Quel tempo fu particolarmente disastroso
per i cetacei dei nostri oceani; fu un periodo in cui l’uomo
più spavaldamente e potentemente si gettava alla conquista
e allo sfruttamento dei mari, cacciando le balene nel modo più
indiscriminato e crudele.
Dal 1848 al 1851 Plutone si congiunse con la pulsante Mira
Ceti, “stella mirabile della Balena”. Herman Melville, che aveva
lavorato come mozzo nelle baleniere, concepì e scrisse
e nell’ottobre del ’51 pubblicò “Moby Dick”, il romanzo
epico che tratta di una meravigliosa e potente balena bianca.
E Plutone è simbolo della potenza, ma anche del biancore
perché pare che il pianeta sia coperto dal ghiaccio,
come se possedesse un mitico elmo di Ade che lo rende invisibile.
Quando, ogni 257 anni circa, il “subacqueo” Plutone si congiunge
alla stella Mira, la dimensione del meraviglioso si intreccia
con la storia e la creatività umana. Nel 1848 vi furono
infatti anche i famosi e sorprendenti moti europei che diedero
il via al risorgimento dei popoli.
Anche le stelle transitano lungo i segni zodiacali, sia pure
a ritmi lentissimi. Nell’ottocento Mira si trovava al finire
del segno Ariete, mentre attualmente si trova a 1°30’ Toro
e a 15°56’ di Latitudine Sud. L’ingresso di Mira nel segno
“economico” del Toro risale proprio al finire dello stesso ottocento.
E’ da allora che l’economia si è aperta alla dimensione
del meraviglioso e le ricchezze umane si sono amplificate a
dismisura, mentre si è dilatata la forbice che divide
le economie dei paesi “sviluppati” dalle economie dei paesi
“in via di sviluppo”. Va tenuto conto che Mira è una
pulsante che si gonfia e si sgonfia e il suo transito in Toro
corrisponde ad un’alternanza di crescite enfatiche e di riflussi
economici.
E ancora: il transito in Toro di Mira e delle altre stelle
della Balena invita a riflettere sulla straordinaria ricchezza
costituita dai grandi animali del mare.
Il mare celeste
In una regione del cielo che fu definita il mare stanno varie
costellazioni “acquatiche” come quella dei Pesci, o come Cetus,
la Balena, o Piscis Austrinus, Pesce meridionale, o Aquarius,
Portatore d’acqua, o Delphinus, il Delfino. E non a caso Capricornus,
posto vicino alle stelle oceaniche, enuncia il principio dell’isola:
è la capra con la coda di pesce. E’ il simbolo dell’evoluzione
che porta ad aggrapparsi alla terra della propria realizzazione
con gli zoccoli anteriori senza rinunciare al contatto della
coda con l’acqua primigenìa.
Il Capro affonda dunque la sua coda nell’oceano celeste,
per sollevarsene con gli zoccoli anteriori. Come osserva Geoffrey
Cornelius, quando Nettuno fu scoperto si trovava presso Deneb
Algedi, la coda di pesce propria del Capricorno, ai margini
del mare celeste. Forse Nettuno aveva l’acqua fino alla cintola
e il tridente in pugno…
Dove si trova
attualmente Deneb Algedi
Attualmente la costellazione Capricornus transita nel segno
Acquario. Ha il Sole congiunto a Deneb Algedi, la coda del Capro,
chi è nato nell’ultima decade del segno Acquario, e precisamente
tra i giorni 11 e 14 febbraio.
La stella Deneb Algedi è singolare perché configura
un rapporto intenso con il mare delle origini, e quindi potrebbe
essere associata a qualità intuitive e ad un buon rapporto
con l’elemento acquatico e con i fluidi in genere. E’ una cosa
da ricercare e verificare.
Deneb Algedi si trova vicino ad un’altra stella dal nome
singolare: Nashira, portatrice di buone notizie. Una stella
di questo tipo è evidentemente di buon auspicio per una
carriera nelle poste e nelle comunicazioni, anche se finora
non ho trovato adeguate verifiche. Forse un buon giornalista
dovrebbe avere una buona posizione di Nashira nel suo cielo,
e a questo riguardo ho già trovato diverse conferme.
Non sempre prevale la propensione a dare buone notizie, ma non
possiamo attribuirne sempre la colpa ai giornalisti…
La luce simbolica di Nashira, ricordando “la buona novella”,
rappresenta anche i Vangeli o altri testamenti morali e spirituali.
Ha il Sole congiunto a Nashira chi è nato tra il
9 e il 12 febbraio; per questi sarà importante e vitale
seguire la strada indicata da una “buona novella”.
segue >>>
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