Le stelle e i complessi “astromitologici”
di Marco Gambassi
 parte prima


L’affresco della volta stellata è un insieme di simboli e di segni non compiuti e isolati in se stessi, ma intrecciati in un complesso organismo vitale. Nel cielo, l’uno si scinde nel multiforme ma rimane uno.
A proposito di costellazioni, è possibile parlare di “complessi astromitologici”. Essi sono insiemi di stelle e costellazioni, vicine o lontane, che vibrano sincronicamente e contestualmente nel disegno mitologico celeste. Queste pluralità di stelle e di asterismi intrecciano trame sottolineate dall’episodico o duraturo passaggio dei pianeti erranti: trame e passaggi che trovano la loro sintesi terrena nell’evento storico.
Vediamo qualche esempio.

Il complesso di Perseo e Andromeda

Nel nostro emisfero Nord spazia un complesso di costellazioni che richiamano alla mente una stessa leggenda. Sono quelle di Perseo, Pegaso, Andromeda, Cefeo, Cassiopea, Cetus. L’eroe greco Perseo, fuggendo col cavallo alato Pegaso dopo una sua impresa, intravide la figlia del re Cefeo e della regina Cassiopea, la fanciulla Andromeda esposta su una roccia, vittima sacrificale al mostro marino Cetus. Perseo fu rapito dalla bellezza di Andromeda. Dunque Perseo uccise Cetus e sposò Andromeda.

Le suddette costellazioni non sono zodiacali, ma abbastanza vicine all’eclittica perché sia avvertibile il riflesso delle loro stelle sul piano del Sole… Plutone, nel suo viaggio obliquo attraverso il cielo, ora alto e ora “subacqueo”, è transitato per lunghi periodi nella costellazione della Balena (Cetus). L’ultimo suo transito in questa costellazione risale a quel lunghissimo arco di tempo che indicativamente sta tra gli anni 1815 e 1870. Quel tempo fu particolarmente disastroso per i cetacei dei nostri oceani; fu un periodo in cui l’uomo più spavaldamente e potentemente si gettava alla conquista e allo sfruttamento dei mari, cacciando le balene nel modo più indiscriminato e crudele.

Dal 1848 al 1851 Plutone si congiunse con la pulsante Mira Ceti, “stella mirabile della Balena”. Herman Melville, che aveva lavorato come mozzo nelle baleniere, concepì e scrisse e nell’ottobre del ’51 pubblicò “Moby Dick”, il romanzo epico che tratta di una meravigliosa e potente balena bianca. E Plutone è simbolo della potenza, ma anche del biancore perché pare che il pianeta sia coperto dal ghiaccio, come se possedesse un mitico elmo di Ade che lo rende invisibile. Quando, ogni 257 anni circa, il “subacqueo” Plutone si congiunge alla stella Mira, la dimensione del meraviglioso si intreccia con la storia e la creatività umana. Nel 1848 vi furono infatti anche i famosi e sorprendenti moti europei che diedero il via al risorgimento dei popoli.

Anche le stelle transitano lungo i segni zodiacali, sia pure a ritmi lentissimi. Nell’ottocento Mira si trovava al finire del segno Ariete, mentre attualmente si trova a 1°30’ Toro e a 15°56’ di Latitudine Sud. L’ingresso di Mira nel segno “economico” del Toro risale proprio al finire dello stesso ottocento. E’ da allora che l’economia si è aperta alla dimensione del meraviglioso e le ricchezze umane si sono amplificate a dismisura, mentre si è dilatata la forbice che divide le economie dei paesi “sviluppati” dalle economie dei paesi “in via di sviluppo”. Va tenuto conto che Mira è una pulsante che si gonfia e si sgonfia e il suo transito in Toro corrisponde ad un’alternanza di crescite enfatiche e di riflussi economici.

E ancora: il transito in Toro di Mira e delle altre stelle della Balena invita a riflettere sulla straordinaria ricchezza costituita dai grandi animali del mare.


Il mare celeste

In una regione del cielo che fu definita il mare stanno varie costellazioni “acquatiche” come quella dei Pesci, o come Cetus, la Balena, o Piscis Austrinus, Pesce meridionale, o Aquarius, Portatore d’acqua, o Delphinus, il Delfino. E non a caso Capricornus, posto vicino alle stelle oceaniche, enuncia il principio dell’isola: è la capra con la coda di pesce. E’ il simbolo dell’evoluzione che porta ad aggrapparsi alla terra della propria realizzazione con gli zoccoli anteriori senza rinunciare al contatto della coda con l’acqua primigenìa.

Il Capro affonda dunque la sua coda nell’oceano celeste, per sollevarsene con gli zoccoli anteriori. Come osserva Geoffrey Cornelius, quando Nettuno fu scoperto si trovava presso Deneb Algedi, la coda di pesce propria del Capricorno, ai margini del mare celeste. Forse Nettuno aveva l’acqua fino alla cintola e il tridente in pugno…


Dove si trova attualmente Deneb Algedi

Attualmente la costellazione Capricornus transita nel segno Acquario. Ha il Sole congiunto a Deneb Algedi, la coda del Capro, chi è nato nell’ultima decade del segno Acquario, e precisamente tra i giorni 11 e 14 febbraio.

La stella Deneb Algedi è singolare perché configura un rapporto intenso con il mare delle origini, e quindi potrebbe essere associata a qualità intuitive e ad un buon rapporto con l’elemento acquatico e con i fluidi in genere. E’ una cosa da ricercare e verificare.

Deneb Algedi si trova vicino ad un’altra stella dal nome singolare: Nashira, portatrice di buone notizie. Una stella di questo tipo è evidentemente di buon auspicio per una carriera nelle poste e nelle comunicazioni, anche se finora non ho trovato adeguate verifiche. Forse un buon giornalista dovrebbe avere una buona posizione di Nashira nel suo cielo, e a questo riguardo ho già trovato diverse conferme. Non sempre prevale la propensione a dare buone notizie, ma non possiamo attribuirne sempre la colpa ai giornalisti…

La luce simbolica di Nashira, ricordando “la buona novella”, rappresenta anche i Vangeli o altri testamenti morali e spirituali.
Ha il Sole congiunto a Nashira chi è nato tra il 9 e il 12 febbraio; per questi sarà importante e vitale seguire la strada indicata da una “buona novella”. 

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