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Liberiamo la mente dalle poche o molte notizie che l’affollano,
torniamo indietro nel tempo…
Dal lontano culto dei crani e delle ossa di orsi delle
caverne da parte dei paleontropi, dagli arcaici procedimenti
divinatori cinesi, ad esempio quello delle interpretazioni
di segni e screpolature del guscio della tartaruga, simbolo
del cielo, dalla osservazione di steli di achillea o di quello
di visceri umani dopo cruenti sacrifici, o di animali, ricordiamo
che sin dai tempi più remoti, l’uomo ha percepito le
forze primordiali della natura, forze che hanno determinato
le basi esistenziali di ognuno di noi: il legno, il fuoco,
la terra, l’acqua e l’aria, servendosi di questi elementi
naturali per trarre anche oracoli presagi ed aurispici.
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Infatti è nei vortici magici suggeriti dal movimento
e dal colore delle acque, dalle guizzanti e distruttrici
fiamme del fuoco, nelle tracce della terra, nelle sinuose
volute di fumo, da ceneri di piante sacrali bruciate, da
inebrianti aromi, nel frusciare e nel fischiare del vento,
dalle tempeste di neve, dall’azzurro ghiaccio spendente
al sole come malachite, nell’abbandono lucido dell’alba
o nel blu notturno, nei lucenti specchi naturali delle
cascate ghiacciate, o dal volo di uccelli migratori, simbolo
esoterico dello spirito che va e ritorna, o da quello di
stilizzati o vistosi uccelli dalle piume iridescenti, o
nella criniera obliqua di selvaggi sauri sfrenati nel galoppo,
ed ancora nei metalli, considerati carichi di potenza divina,
e nelle pietre preziose che l’uomo ha saputo (e volendo
sa trarre) indicazioni e presagi.
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Per penetrare nei segreti di questo misterioso e magico
mondo, possiamo usare un linguaggio armonioso che ci permetterà
di l “leggere” nell’impegnativo e complesso interrogativo,
già rinchiuso nel quotidiano ritmo delle pulsazioni
vitali, nell’alternanza del giorno e della notte, nell’incanto
delle mutevoli stagioni, nelle fasi della luna, nelle stelle,
nei punti cardinali ed ancora nelle poetiche raffigurazioni
della ruota zodiacale, ciò che è scritto in
cielo per noi.
Quale codice di lettura, useremo il simbolo, infatti tra
una miriade di concetti, idee, metafore, allegorie e forme,
il simbolo sicuramente riuscirà a stimolare in noi
quel quid di sensazioni arcaiche o di latenti facoltà,
parapsicologiche. Deve però essere immediatamente premesso
che, per comprendere a fondo il vero significato di quanto
non è visibile, è necessario “capire” il valore
simbolico di alcune rappresentazioni o raffigurazioni base. Forme,
figure, cifre, linee, punti, spirali, cerchi, stelle, triangoli
o quadrati hanno un loro intimo significato che deve necessariamente
venire ben compreso ed in seguito concretizzato.
E’ dunque necessario conoscere a fondo questo linguaggio
figurato, ricco di grazia, di candore, di favola, ma anche
di desiderio e di sessualità, perché sarà
proprio dalla sua analisi che noi tutti potremo trarre una
morale che possa servire a dare un senso supremo di valorizzazione
al graffiante significato della parola: DESTINO. segue
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