VEDERE IL  MONDO IN UN GRANELLO DI SABBIA,

E IL CIELO IN UN FIORE DI CAMPO,

TENERE L’INFINITO NEL PALMO DELLA TUA MANO,

E L’ETERNITA’ IN UN’ORA.

William Blake

 

Dare corpo al passato, nominarlo nel presente, conoscere il futuro, è un’ipotesi fantasiosa, una folklorica superstizione, oppure una reale prospettiva? Può la divinazione svelarci con i giochi della ricombinazione ciò che da sempre l’uomo desidera conoscere?

L’ENIGMA DELLA VITA

 

Anticamente sotto l’enigma il profeta e la sibilla “posseduti dagli dei” annunciavano il mistero, l’inesprimibile, il cui significato ed interpretazione erano giudicati sacri; ed infatti solo i sacerdoti ne erano gli interpreti.

Notissima fu la famosa sacerdotessa che portava il nome di Pizia o Pitonessa, interprete dell’oracolo di Delfi.
Altre profetesse, chiamate comunemente sibille, furono in seguito autorizzate alle sacre interpretazioni. La più antica fu Cassandra (Eschilo – Agamennone); la più celebre quella di Cuma ( Virgilio , Eneide VI) .

Ricordiamo la Pitonessa di Endor, poi la nota sibilla Eritrea, la quale predisse ai Greci che avrebbero preso e bruciato la città di Priamo, poi la Sibilla Cimeria o Italica, la Sibilla Cumana, detta dagli storici Amaltea, Erofile o Demofile, che avrebbe dato a Tarquinio Prisco i famosi “Libri sibillini”, la Sibilla Caldea o Persiana che, secondo S.Giustino, era la figlia dello storico Berosio, il che fa supporre che nei libri sibillini siano contenute cognizioni delle arcaiche tradizioni mesopotamiche; ed ancora abbiamo la Sibilla Frigia, che abitava a Tibu o Tivoli, ed infine la Sibilla Albunea o Tiburtina che proferiva i suoi oracoli sul Teverone, senza peraltro dimenticare che, nell’antica Roma, era venerata dall’11 al 15 gennaio la dea Carmenta, madre di Evandro, così chiamata perché aveva il dono di “cantare il futuro” (carmina), in virtù del quale predisse, prima dell’avvento di Enea, la futura grandezza e potenza di Roma.

Ma oggigiorno, per entrare nel mondo affascinante del mistero, non è necessario avere una civetta sulla spalla sinistra, oppure tenere appisolato sulle ginocchia un gatto nero, sinonimi di potere occulto, come spesso i disegnatori satirici ci presentano la pitonessa di turno, da loro trasformata con un semplice segno di matita, in oggetto di riso e di scherno. >> segue >>

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