|  Insomma, il Regno Latino di Gerusalemme era diventato l'immagine dell'Europa feudale, dove ogni sovrano doveva fare i conti con i vassalli riottosi. Tuttavia nell'Oriente cristiano la riluttanza dei feudatari superava ogni limite di correttezza. I baroni si battevano contro altri baroni con la determinazione tipica di chi, fino al giorno prima, non aveva posseduto nulla. Soltanto nei momenti di grande emergenza la cristianità opponeva un fronte compatto. Conquistata Gerusalemme, Goffredo di Buglione lasciò al fratello Baldovino di Boulogne l'onere di assurgere al potere. Si dice che avesse rifiutato il trono perché non si sentiva meritevole di regnare sulla città in cui Gesù Cristo era stato crocifisso, ma era morto pochi dopo mesi dopo l'impresa.  A differenza del fratello, Baldovino mancava di zelo religioso, ma in compenso era dotato di autocontrollo e di intuito politico quanto a Goffredo era mancato. Tali doti gli servirono per gettare le fondamenta dello stato cristiano di Terra Santa e rafforzare gli effetti dell'impresa del fratello. Morì sul finire dell'anno 1118 dopo una vita piuttosto dissoluta, proprio mentre papa Pasquale II pensava di scomunicarlo per bigamia.  I grandi feudatari chiamarono a succedergli il cugino Baldovino di Bourg, diventato conte di Edessa in terra orientale. Come Baldovino II, anch'egli diede prova di grandi capacità. Mise termine a certe pratiche simoniache del suo predecessore e tenne egregiamente a bada i feudatari. Sotto il suo governo fu istituito l'Ordine dei Templari, l'unica forza armata su cui i sovrani di Gerusalemme poterono sempre fare affidamento, e portò i confini del regno alla massima estensione.  Proprio quando Baldovino ormai vecchio, malato e privo di figli maschi, lasciò aperto il problema della successione al trono, intervenne il re di Francia Luigi VI a dimostrare che il Regno Latino di Gerusalemme fosse un accessorio orientale della monarchia francese. Il monarca di Francia fece da sensale inducendo Folco d'Anjou a chiedere in moglie Melisenda, figlia di re Baldovino. Folco aveva superato i quaranta anni d'età e per il tempo poteva essere considerato un anziano. Era vedovo da tre anni e soprattutto era un potente feudatario, la cui presenza in territorio francese dava preoccupazioni al sovrano. Folco, di cui i cronisti dell'epoca forniscono un'immagine fisica quasi raccapricciante, sposò Melisenda e grazie a successive negoziazioni diplomatiche divenne re di Gerusalemme.  Appena cinta la corona, egli si accorse che la cognata Alice era un'intrigante della peggiore specie. Reggente del principato di Antiochia, ella tramava per spodestare la figlia minorenne che avrebbe di lì a poco assunto il potere appoggiandosi a due uomini ambiziosi per quanto incapaci: Jocelin di Edessa e Pons di Tripoli. Resosi conto che le trame della cognata erano nefaste, Folco mosse guerra a Pons, che nel frattempo si era costituito un esercito personale, assediandolo nella fortezza di Baarin. Ma a causa delle manovre militare dell'atabeg mussulmano Zengi che, approfittando delle lotte interne mirava a conquistare Antiochia, re Folco dovette desistere dal punire Pons e dovette rientrare precipitosamente nella città minacciata. Peraltro, la giovane moglie Melisenda non fu estranea a procurare difficoltà sia al menage familiare che a quelli di governo. La donna era cresciuta in rapporto affettivo con un nobile suo coetaneo, tale Hugues de Puiset, al quale il padre, prima di morire, aveva affidato la contea di Giaffa. Le malelingue non tardarono ad insinuare che l'amicizia d'infanzia tra i due si fosse tramutata in piacevole intimità. Re Folco si sentì morso dalla gelosia e cominciò a trattare con rudezza il conte di Giaffa, il quale per ritorsione cominciò a raccogliere intorno alla sua persona tutti quelli che osteggiavano la politica del sovrano. Avvenne però che un fedelissimo di re Folco, tale Gualtieri da Cesarea, smascherò il complotto che si era ormai creato intorno al sovrano. Hugues de Puiset dovette chiedere aiuto prima al sultano dell'Egitto, e successivamente al patriarca di Gerusalemme che riuscì a fargli comminare soltanto una pena d'esilio invece della condanna a morte. Hugues sfuggì anche ad un attentato ordito da sicari che, scoperti, furono gravemente puniti dallo stesso sovrano. Simili episodi, pur non essendo una caratteristica specifica del Regno Latino di Gerusalemme, indebolirono tuttavia il giovane regno di Terra Santa ed avrebbero costituito, in un certo senso, i prodromi della futura rovina politica. Alla morte di Folco d'Anjou, l'atabeg Zengi si impadronì di Edessa ed iniziò ad unificare nel segno della mezzaluna musulmana tutti i territori della Siria. |