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 di Fernanda Nosenzo Spagnolo

 

Nel linguaggio dei fiori la Viola, timida e soave è il simbolo dell'amore romantico ed anche dell'umiltà e della modestia.

Mostrandovi questo fiore il mio pensiero incontra lungo la via leggende e poesie che ne intensificano il significato e mi rivelano fra una bellezza di petali e accenni vari un mondo fiorito di parole mostrandomi a volte aspetti spirituali dove un nome, un colore diverso possono assumere anche in questo caso maggiore o minore importanza.

La viola è sempre stata uno dei fiori più apprezzati da tutti i popoli e in tutti i tempi. sia per l'aspetto estetico sia per il suo delicato profumo. infatti molti poeti l'hanno esaltato e inserito nelle proprie opere come uno dei fiori più belli e delicati ed altrettanto ricorrente è la rappresentazione del fiore in dipinti e decorazioni perché pur nella sua semplicità, infonde all'osservatore uno strano fascino.

E'un fiore originario dell'Etiopia, dell'Africa, dell'America del Sud, della Nuova Zelanda e dell'Australia. Alcuni affermano che potrebbe anche avere un'origine araba dato che tra quelle popolazioni era assai diffusa una pianta molto profumata chiamata "kheyry".

All'osservazione botanica si dice che molte sono le varietà corrispondenti al genere Viola ed appartenenti alla famiglia delle violacee che ne comprende nella sua classificazione circa 400 specie. Le viole sono molto diffuse ed allo stato spontaneo le troviamo nei nostri boschi e sulle nostre montagne.

Vi elenco solo alcune varietà: la Viola blifora, la Viola calcarata, la Viola speronatala, la Viola canina, la Viola cornuta che prende il nome dalla forma caratteristica del fiore, la Viola gracilis, la Viola odorata che è la notissima Viola mammola, timidamente nascosta fra l'erba che si palesa oltre che per il colore rilevante per l'intenso suo profumo, ed altre ancora che ogni libro di botanica riporta.

Da osservare anche la Viola papilionacea dai fiori viola con delicate sfumature lilla e le piccole foglie a forma di cuore, oppure la Viola tricolor o Viola del pensiero dalle infinite sfumature di colore e dalle caratteristiche macchie scure al centro del fiore.

Da ricordare poi le viole denominate Cheiranthus e Matthiola che crescono spontaneamente su rupi, muri, anfratti, luoghi sabbiosi, boschi e sulle nostre montagne.

Ricordiamo inoltre che gli antichi romani e le popolazioni arabe erano solite aggiungere alle bevande fiori di viola oppure estratti della stessa al fine di rendere più delicata e gradevole la consumazione ed ancor oggi molti pasticceri la usano per decorazioni candite su torte e pasticcini ed anche in vini aromatici e i gourmet d'alta classe in particolari ricette gastronomiche.

Ma famoso è soprattutto l'utilizzo dei suoi petali per ottenere profumi, raffinate essenze ed olii. E' accertato che da tempo grandi maestri profumieri con straordinarie mescolanze e mediante accurate distillazioni ne intensificano il profumo e rendono preziosa la sua estrazione.

Da anni, infatti, tramite connubi floreali di una particolare essenza se ne tramanda il nome e l'uso di generazione in generazione per cui si è imposta  con una preziosissima e invidiabile griffe indicativa di un'elevata ottimizzazione personale.

Si potrebbe parlare a lungo di questo fiore che anche in campo fitoterapico ha i suoi specialisti i quali affermano che nelle parti della Viola tricolore L. o Pensée selvaggia, in tutta la piantina fiorita ed anche nelle radici, si trovano dei principi attivi, quali i saponosidi che contengono salutari proprietà diuretiche e depurative, e che riescono a risolvere alcuni problemi di varia natura.

Giunta a questo punto potrei dire che di questo fiore abbiamo osservato alcune sue proprietà ma è su queste mie note che potete approfondire quanto ho in breve suggerito.

Ora però socchiudo gli occhi ed immagino un verde prato dove a breve farà capolino la prima viola che tremolando porgerà al prescelto il suo saluto.

 Apprezzatelo!

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