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Nel linguaggio dei
fiori la Viola, timida e soave è il simbolo
dell'amore romantico ed anche dell'umiltà
e della modestia.

Mostrandovi questo fiore il mio pensiero incontra
lungo la via leggende e poesie che ne intensificano
il significato e mi rivelano fra una bellezza di
petali e accenni vari un mondo fiorito di parole
mostrandomi a volte aspetti spirituali dove un nome,
un colore diverso possono assumere anche in questo
caso maggiore o minore importanza.

La viola è
sempre stata uno dei fiori più apprezzati
da tutti i popoli e in tutti i tempi. sia per l'aspetto
estetico sia per il suo delicato profumo. infatti
molti poeti l'hanno esaltato e inserito nelle proprie
opere come uno dei fiori più belli e delicati
ed altrettanto ricorrente è la rappresentazione
del fiore in dipinti e decorazioni perché
pur nella sua semplicità, infonde all'osservatore
uno strano fascino.
E'un fiore originario dell'Etiopia, dell'Africa,
dell'America del Sud, della Nuova Zelanda e dell'Australia.
Alcuni affermano che potrebbe anche avere un'origine
araba dato che tra quelle popolazioni era assai diffusa
una pianta molto profumata chiamata "kheyry".

All'osservazione botanica si dice che molte sono
le varietà corrispondenti al genere Viola
ed appartenenti alla famiglia delle violacee che
ne comprende nella sua classificazione circa 400
specie. Le viole sono molto diffuse ed allo stato
spontaneo le troviamo nei nostri boschi e sulle nostre
montagne.
Vi elenco solo alcune varietà: la Viola
blifora, la Viola
calcarata, la Viola
speronatala, la Viola
canina, la Viola
cornuta che prende il nome dalla forma
caratteristica del fiore, la Viola
gracilis, la Viola
odorata che è la notissima Viola
mammola, timidamente nascosta fra l'erba
che si palesa oltre che per il colore rilevante per
l'intenso suo profumo, ed altre ancora che ogni libro
di botanica riporta.

Da osservare anche la Viola
papilionacea dai fiori viola con delicate
sfumature lilla e le piccole foglie a forma di cuore,
oppure la Viola tricolor
o Viola del pensiero dalle infinite sfumature di
colore e dalle caratteristiche macchie scure al centro
del fiore.
Da ricordare poi le viole denominate Cheiranthus
e Matthiola che
crescono spontaneamente su rupi, muri, anfratti,
luoghi sabbiosi, boschi e sulle nostre montagne.
Ricordiamo
inoltre che gli antichi romani e le popolazioni arabe
erano solite aggiungere alle bevande fiori di viola
oppure estratti della stessa al fine di rendere più
delicata e gradevole la consumazione ed ancor oggi
molti pasticceri la usano per decorazioni candite
su torte e pasticcini ed anche in vini aromatici
e i gourmet d'alta classe in particolari ricette
gastronomiche.
Ma famoso è soprattutto l'utilizzo dei
suoi petali per ottenere profumi, raffinate essenze
ed olii. E' accertato che da tempo grandi maestri
profumieri con straordinarie mescolanze e mediante
accurate distillazioni ne intensificano il profumo
e rendono preziosa la sua estrazione.
Da anni, infatti, tramite connubi floreali di
una particolare essenza se ne tramanda il nome e
l'uso di generazione in generazione per cui si è
imposta con una preziosissima e invidiabile
griffe indicativa di un'elevata ottimizzazione personale.

Si potrebbe parlare a lungo di questo fiore che
anche in campo fitoterapico ha i suoi specialisti
i quali affermano che nelle parti della Viola
tricolore L. o Pensée
selvaggia, in tutta la piantina fiorita
ed anche nelle radici, si trovano dei principi attivi,
quali i saponosidi che contengono salutari proprietà
diuretiche e depurative, e che riescono a risolvere
alcuni problemi di varia natura.
Giunta a questo punto potrei dire che di questo
fiore abbiamo osservato alcune sue proprietà
ma è su queste mie note che potete approfondire
quanto ho in breve suggerito.
Ora però socchiudo gli occhi ed immagino
un verde prato dove a breve farà capolino
la prima viola che tremolando porgerà al prescelto
il suo saluto.
Apprezzatelo!

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