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Rhododendron
ferrugineum o Rododendro rosso
Appartiene alla Famiglia delle ERICACEE. Fiorisce
in giugno-Luglio a Quota: (700) 1500-2500 mt. Il
suo Habitat: le Brughiere alpine e i Monti
dell'Europa meridionale. In Italia su Alpi e Appennino
settentrionale.
Il nome, Rhododendron, deriva del greco
rhodon= rosa
e dendron= albero,
ovvero albero delle rose. La sua origine è
antichissima, infatti frammenti di questa pianta
sono stati recuperati in Cina e in Caucaso; tuttavia
le prime notizie scritte risalgono al Cinquecento.
In Europa giunse soltanto nell'Ottocento.
I botanici inglesi iniziarono a produrne specie
ibride. Un notevole contributo fu fornito da George
Forrest, inviato della Royal Horticultural
Society, che durante la sua lunga permanenza nello
Yunnan, scoprì varietà non ancora conosciute.
A causa della fragilità dei suoi fiori, al
rododendro è attribuito il significato di
fragile incanto; alcuni ritengono sia l'emblema della
prima dichiarazione d'amore.

Il
Rododendro è diffuso prevalentemente sulle
Alpi centrali e sugli Appennini tra i 1500 e i 2400
mt. e cresce prevalentemente su pietraie e in boschi
misti di conifere, cirmolo, mugo e aghifoglie, lariceti
e nella fascia arbustiva di transizione verso le
praterie e la vegetazione d'altitudine.
E' il componente essenziale delle brughiere subalpine
cresce su suoli acidi, soprattutto su pendii freschi
e con buon innevamento. E' un arbusto sempreverde
con rami tortuosi alto fino a 150 cm. Le foglie sono
piccole, ovali, glabre, coriacee ellittico spatolate
intere, con margine ripiegato verde scuro nella parte
superiore, color ruggine in quella sottostante.
I fiori, riuniti
a mazzetti di colore rosa scuro, hanno un piccolo
calice a 5 lobi. Saldati a tubo nella parte inferiore,
rosso purpureo profumati di resina. Il frutto
è a capsula ovale. Osservando bene le parti
inferiori delle foglie
si possono riscontrare delle escrescenze tondeggianti,
giallognole e rosate, le "galle"
dovute a un fungo parassita. Le foglie e le galle
sono diaforetiche, diuretiche, sudorifere, depurative
ed antireumatiche.

Altri tipi di Rododendri ritrovabili nei mugheti
e macereti a quota 1000-2700: il Rhododendron
hirsutum (più raro) e la sua forma ibrida,
nota come Rhododendron intermedium Taush.
Ed ora, invitandovi ad approfondire l'argomento
qui esposto in breve, riporto una vecchia e curiosa
leggenda ladina proprio su questo fiore.

In un castello di ghiaccio, fra le montagne, viveva
la regina della neve che aveva un figlio grande e
bello: il principe della neve. Un giorno il principe,
impegnato nella caccia, arrivò in una piana
paradisiaca cosparsa di fiori dove gli apparve una
fanciulla così leggiadra che se ne innamorò.
<<Chi sei? Come ti chiami?>> <<Sono
la principessa dei fiori e vivo nella valle dove
è sempre primavera.>>. Detto questo,
piroettò su un piede solo e scomparve. Potete
immaginarvi come rimase il povero giovane, che tornò
al castello mogio mogio per raccontare alla madre
quel che gli era successo. <<La voglio sposare>>
ripeteva monotono. La madre si recò dalla
principessa per chiederle la mano, ma si sentì
rispondere che lei non avrebbe mai abitato in un
castello dove non fiorivano fiori tutto l'anno. <<Ma
sarai tu a farli fiorire>> insistette la regina. <<Non
posso>> rispose la principessa mentre le sue
ciglia s'imperlavano di lacrime.
Quando il figlio seppe di quel rifiuto s'intristì
fino ad ammalarsi. La regina preoccupata cominciò
a visitare tutte le vivene e le bregostane dei dintorni,
ma nessuno era capace di aiutarla. Quel continuo
camminare avanti e indietro non soltanto le fece
consumare la suola della scarpette, ma le ferì
i piedi che cominciarono a sanguinare.
Quando il principe la vide tornare si accorse
meravigliato che ai piedi della madre erano spuntati
innumerevoli fiori di un bel rosso sangue, mentre
dalle lacrime cadute per terra erano sbocciate piccole
palle bianche, le stesse che si vedono in primavera
sui cespugli dei rododendri. Così anche il
Castel del Ghiaccio ebbe i suoi fiori e il principe
poté finalmente sposare la principessa dei
fiori.
di Simon de Giulio (SORAPERA) -
I Flores da la sita

TROVATO
Andavo per il bosco Così
per mio conto, non cercar nulla era il mio
intento.
Quando vidi nell’ombra Un piccolo
fiore, lucente come stella, bello come gli
occhi.
Volevo coglierlo, e lui con
grazia, disse: per appassire devo essere colto?
Lo divelsi con tutte le teneri
radici; lo portai nel giardino della bella
casetta.
Lo trapiantai di nuovo In un
posto tranquillo: ora fa sempre foglie e continua
a fiorire.
Goethe

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