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 di Fernanda Nosenzo Spagnolo

 

Rhododendron ferrugineum o Rododendro rosso

Appartiene alla Famiglia delle ERICACEE.
Fiorisce in giugno-Luglio a Quota: (700) 1500-2500 mt.
Il suo Habitat: le Brughiere alpine e i Monti dell'Europa meridionale. In Italia su Alpi e Appennino settentrionale.

Il nome, Rhododendron, deriva del greco rhodon= rosa e dendron= albero, ovvero albero delle rose. La sua origine è antichissima, infatti frammenti di questa pianta sono stati recuperati in Cina e in Caucaso; tuttavia le prime notizie scritte risalgono al Cinquecento. In Europa giunse soltanto nell'Ottocento.

I botanici inglesi iniziarono a produrne specie ibride. Un notevole contributo fu fornito da George Forrest, inviato della Royal Horticultural Society, che durante la sua lunga permanenza nello Yunnan, scoprì varietà non ancora conosciute. A causa della fragilità dei suoi fiori, al rododendro è attribuito il significato di fragile incanto; alcuni ritengono sia l'emblema della prima dichiarazione d'amore.

Il Rododendro è diffuso prevalentemente sulle Alpi centrali e sugli Appennini tra i 1500 e i 2400 mt. e cresce prevalentemente su pietraie e in boschi misti di conifere, cirmolo, mugo e aghifoglie, lariceti e nella fascia arbustiva di transizione verso le praterie e la vegetazione d'altitudine.

E' il componente essenziale delle brughiere subalpine cresce su suoli acidi, soprattutto su pendii freschi e con buon innevamento. E' un arbusto sempreverde con rami tortuosi alto fino a 150 cm. Le foglie sono piccole, ovali, glabre, coriacee ellittico spatolate intere, con margine ripiegato verde scuro nella parte superiore, color ruggine in quella sottostante.

I fiori, riuniti a mazzetti di colore rosa scuro, hanno un piccolo calice a 5 lobi. Saldati a tubo nella parte inferiore, rosso purpureo profumati di resina.
Il frutto è a capsula ovale.
Osservando bene le parti inferiori delle foglie si possono riscontrare delle escrescenze tondeggianti, giallognole e rosate, le "galle" dovute a un fungo parassita. Le foglie e le galle sono diaforetiche, diuretiche, sudorifere, depurative ed antireumatiche.

Rhododendron hirsutum

Altri tipi di Rododendri ritrovabili nei mugheti e macereti a quota 1000-2700: il Rhododendron hirsutum (più raro) e la sua forma ibrida, nota come Rhododendron intermedium Taush.

Ed ora, invitandovi ad approfondire l'argomento qui esposto in breve, riporto una vecchia e curiosa leggenda ladina proprio su questo fiore.

In un castello di ghiaccio, fra le montagne, viveva la regina della neve che aveva un figlio grande e bello: il principe della neve. Un giorno il principe, impegnato nella caccia, arrivò in una piana paradisiaca cosparsa di fiori dove gli apparve una fanciulla così leggiadra che se ne innamorò.

<<Chi sei? Come ti chiami?>>
<<Sono la principessa dei fiori e vivo nella valle dove è sempre primavera.>>. Detto questo, piroettò su un piede solo e scomparve.
Potete immaginarvi come rimase il povero giovane, che tornò al castello mogio mogio per raccontare alla madre quel che gli era successo.
<<La voglio sposare>> ripeteva monotono. La madre si recò dalla principessa per chiederle la mano, ma si sentì rispondere che lei non avrebbe mai abitato in un castello dove non fiorivano fiori tutto l'anno.
<<Ma sarai tu a farli fiorire>> insistette la regina.
<<Non posso>> rispose la principessa mentre le sue ciglia s'imperlavano di lacrime.

Quando il figlio seppe di quel rifiuto s'intristì fino ad ammalarsi. La regina preoccupata cominciò a visitare tutte le vivene e le bregostane dei dintorni, ma nessuno era capace di aiutarla. Quel continuo camminare avanti e indietro non soltanto le fece consumare la suola della scarpette, ma le ferì i piedi che cominciarono a sanguinare.

Quando il principe la vide tornare si accorse meravigliato che ai piedi della madre erano spuntati innumerevoli fiori di un bel rosso sangue, mentre dalle lacrime cadute per terra erano sbocciate piccole palle bianche, le stesse che si vedono in primavera sui cespugli dei rododendri. Così anche il Castel del Ghiaccio ebbe i suoi fiori e il principe poté finalmente sposare la principessa dei fiori.

di Simon de Giulio (SORAPERA) - I Flores da la sita

TROVATO

Andavo per il bosco
Così per mio conto,
non cercar nulla
era il mio intento.

Quando vidi nell’ombra
Un piccolo fiore,
lucente come stella,
bello come gli occhi.

Volevo coglierlo,
e lui con grazia,
disse: per appassire
devo essere colto?

Lo divelsi con tutte
le teneri radici;
lo portai nel giardino
della bella casetta.

Lo trapiantai di nuovo
In un posto tranquillo:
ora fa sempre foglie
e continua a fiorire.

Goethe

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