|
Pianta
arborea molto comune nelle regioni fredde dell'emisfero
boreale. Si è istallata in Europa più
di 10.000 anni fa, dopo il periodo glaciale. La varietà
più diffusa e più rappresentativa è
la “betulla bianca” (o pendula), dalla corteccia
di colore argenteo con macchie pressappoco orizzontali
e scure, con rami pendenti e con foglie triangolari
vagamente seghettate. La corteccia possiede proprietà
medicamentose, da cui si estraggono tannini e un olio
balsamico.
La betulla fu l'albero sacro per eccellenza delle
popolazioni siberiane e finniche, presso le quali raffigurò
il simbolo dell'"asse del mondo” come il
frassino lo fu presso i popoli scandinavi. Nella cosmologia
di queste culture, la betulla s'identificò nel
sostegno cosmico nel quale furono incise dal creatore
i nove segni - altre leggende ne riportarono sette,
altre dodici - a raffigurazione dei nove livelli del
cielo.
In occasione delle cerimonie d'iniziazione, gli sciamani
siberiani piantavano un grosso ramo di betulla al centro
di una tenda circolare (yurta) e da questa posizione
era fatto sbucare dalla sua sommità attraverso
un'apertura. Il foro avrebbe simboleggiato la “porta
del cielo”, attraverso il quale si sarebbe usciti
in direzione della stella polare.
L'albero
di betulla fu anche simbolo allegorico della primavera,
del rinnovamento della natura dopo i rigori dell'inverno.
Fu associato spesso all'amore
delle fanciulle per i giovani cacciatori, e conformemente
a questa linea concettuale, all'unione della luna e
del sole. Una concezione che, secondo la complicata
mitologia degli antichi popoli uro-finnici, era preludio
alla discesa dal cielo dell'energia vitale del sole,
e alla sua successiva risalita verso la volta celeste
notturna dominata dalla luna. Nelle tradizioni celtiche,
il simbolismo della betulla fu tuttavia essenzialmente
funerario. Sarebbe stato di betulla il legno della barca
che, stando a certi racconti bretoni antichi, avrebbe
condotto le anime dei morti al passaggio tra la dimensione
umana e quella ultramondana.
Un testo gallese dell'undicesimo secolo dal titolo
“Gad Goddeu” (Il Combattimento degli Alberi)
contiene un passo enigmatico nel quale la betulla è
presentata come incaricata di ricoprire con i suoi rami
le spoglie mortali degli eroi caduti in battaglia. Sotto
una luce differente, tuttavia, i versi starebbero ad
indicare come l'albero fosse considerato annunciatore
del trasferimento delle anime dei morti in un nuovo
stato d'essere, più beato e più colmo
di gloria guerresca.
Secondo
Plinio il Vecchio, storico naturalista romano, la betulla
avrebbe costituito una sorta di totem tutelare di molte
tribù dell'antica Gallia settentrionale. Nella
sua "Historia naturalis", Plinio scrisse
che questo legno era stato largamente impiegato per
la costruzione delle torce usate nel corso delle cerimonie
nuziali.
Altre curiose notizie: in Lapponia si affumica ancor
oggi con questo legno, il pesce pescato che acquista
così un particolare aroma, mentre in Boemia con
la sua linfa si prepara un pregevole tonico rivitalizzante
per la pelle.
Secondo l'Astrologia tradizionale protegge i nati
il 24 maggio e nell'alfabeto oghamico, il più
antico alfabeto irlandese, corrisponde alla lettera
B, Beth che nella sua definizione dona molte correlazioni
e proprietà.
|