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di Fernanda Nosenzo Spagnolo

 

Vi sono infiniti miti e leggende che esaltano le relazioni esistenti tra l'uomo e la natura, evidenziando il rapporto tra pensiero razionalistico ed ambiente naturale.

 La credenza nel potere magico dei vegetali è notevolmente testimoniata fin dall'antichità. L'uso non solo terapeutico, ma anche magico di erbe, foglie e radici fu molto diffuso. La figura della donna che conosceva le proprietà magiche delle erbe e che preparava con loro dei filtri d'amore, veleni o medicamenti (cfr. le leggende di Circe e di Medea), ebbe grande fortuna letteraria. Nondimeno le narrazioni nascosero i timori dell'immaginario maschile per pratiche considerate per tradizione tipiche della mentalità muliebre.

Un posto altrettanto importante nell'immaginario della cultura antica occuparono le mitologie che narrarono le metamorfosi in vegetali di molti personaggi. Furono testimonianze di credenze e di cerimonie connesse alla figura delle piante e degli alberi, memorie di culti ancestrali che videro di certo l'unione degli esseri umani con il mondo naturale circostante.

Secondo alcune interpretazioni antropologiche le trasformazioni, ancor prima di diventare un modulo narrativo, avrebbero costituito le rappresentazioni mitiche di “riti di passaggio”: la pianta avrebbe fornito agli iniziati ai culti la prova della metamorfosi subita dall'eroe del racconto, e la trasformazione funzionerebbe da indicatore magico di un luogo speciale, ed adatto al compimento del prodigio.

ALBERI

FIORI

PIANTE ERBACEE

 Quercia

 Rosa

 Vischio

 Betulla

 Peonia

 Mandragora

 

 Viola

 

 

 Rododendro

 

 

 

 

 

 

 

 

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