|
Vi sono infiniti miti e leggende che esaltano
le relazioni esistenti tra l'uomo e la natura, evidenziando
il rapporto tra pensiero razionalistico ed ambiente
naturale.
La credenza nel potere magico dei vegetali
è notevolmente testimoniata fin dall'antichità.
L'uso non solo terapeutico, ma anche magico di erbe,
foglie e radici fu molto diffuso. La figura della
donna che conosceva le proprietà magiche delle
erbe e che preparava con loro dei filtri d'amore,
veleni o medicamenti (cfr. le leggende di Circe
e di Medea), ebbe grande fortuna letteraria.
Nondimeno le narrazioni nascosero i timori dell'immaginario
maschile per pratiche considerate per tradizione
tipiche della mentalità muliebre.
Un posto altrettanto importante nell'immaginario
della cultura antica occuparono le mitologie che
narrarono le metamorfosi in vegetali di molti personaggi.
Furono testimonianze di credenze e di cerimonie connesse
alla figura delle piante e degli alberi, memorie
di culti ancestrali che videro di certo l'unione
degli esseri umani con il mondo naturale circostante.
Secondo alcune interpretazioni antropologiche
le trasformazioni, ancor prima di diventare un modulo
narrativo, avrebbero costituito le rappresentazioni
mitiche di “riti di passaggio”: la pianta avrebbe
fornito agli iniziati ai culti la prova della metamorfosi
subita dall'eroe del racconto, e la trasformazione
funzionerebbe da indicatore magico di un luogo speciale,
ed adatto al compimento del prodigio.
|