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Dal libro "Storia della divinazione" di Giordano Berti

COME GLI UOMINI NEI SECOLI HANNO INDAGATO IL FUTURO

 

divinazione la sibilla

 

Fra gli studiosi è ormai consolidata la consapevolezza che le tecniche divinatorie si siano sviluppate nel passato a partire dall’osservazione di singoli aspetti della realtà, ciascuno dei quali era considerato sottoposto al dominio di una divinità.
Anticamente gli uomini, ritenendo che gli dei comunicassero con loro tramite segni e prodigi, si sforzarono dunque di interpretare e catalogare questi messaggi.

In sostanza la divinazione fu in origine un rito magico-religioso generato da questioni che da sempre assillano gli esseri umani: il timore dell’ignoto e in particolare del futuro; il desiderio di conoscerlo e infine la convinzione che ciò sia possibile grazie all’intervento di entità superiori. Il dialogo con tali entità era riservato alla casta sacerdotale e lo stesso avveniva con l’esercizio delle arti divinatorie.

In certi casi i sacerdoti si trovavano sottoposti all’autorità del sovrano, oppure era il sovrano stesso a rivestire il ruolo di grande sacerdote. Non erano rare comunque le élite spirituali, ovvero i gruppi di fedeli devoti a una specifica tradizione religiosa, che godevano di ampia autonomia del potere temporale in quanto custodi del culto e quindi garanti dell’efficacia dei riti che ponevano gli uomini in rapporto con gli dei.

Certamente, anche presso il popolo furono praticate forme di divinazione slegate dal potere civile e religioso, ma le testimonianze storiche in questo senso sono assai scarse soprattutto per ciò che riguarda l’antichità più remota.

Queste premesse sono sufficienti a chiarire come la storia della divinazione sia intimamente legata alla dimensione spirituale; perciò solo conoscendo l’ambiente in cui si sono sviluppati miti, credenze e dottrine religiose si possono comprendere i diversi modi con cui i vari popoli si sono rapportati, nel corso dei millenni, al mondo soprannaturale. Non a caso il termine “divinazione”, se ci si attiene all’etimologia latina, indica propriamente un atto, un’azione o un rito finalizzato a interrogare una divinità o un’entità spirituale per conoscere i segreti del passato, del presente e del futuro o anche per avere istruzioni sul comportamento da tenere in una determinata circostanza. Nel mondo greco le pratiche e le finalità della divinazione erano dette mantiké –téchne, “tecniche mantiche”.
La definizione stessa suggerisce in qualche modo che i riti, svolti secondo regole e procedimenti ben definiti (meccanici, chimici, matematici, medici, ecc), avevano lo scopo di ottenere segni interpretabili in modo certo, senza ambiguità.

Proprio il carattere tecnico delle mantiche impone di non inserire, nella storia della divinazione, quella particolare categoria di interpreti del destino umano che furono i profeti e le figure ad essi assimilabili. Costoro infatti non basavano le predizioni sull’osservazione di segni e simboli ricercati con metodi empirici, ma si abbandonavano ad un’ispirazione che sorgeva durante la preghiera o la meditazione. Il messaggio divino in questo caso nasceva nella mente dell’interrogante per una sorta di estasi, di frenesia, o di invasamento momentaneo e solo in alcuni casi particolari si attribuiva un valore divinatorio a quanto osservato nel corso del rituale.

In questa opera quindi, si sono tralasciate le forme di “rivelazione personale”, ovvero d’ispirazione profetica, concentrando invece l’attenzione sulle tecniche di “divinazione indiretta”, basate cioè sulla ricerca dei segni o sull’interpretazione razionale di fenomeni naturali che si manifestano nel corso di un’osservazione svolta sia nel contesto di un apposito rituale, sia in modo fortuito e occasionale.

La divinazione indiretta può essere suddivisa in tre categorie principali:

Divinazione artificiale:

basata sull’uso di simboli, segni grafici, forme geometriche o figure di diverso tipo impresse su particolari strumenti ( pietre, conchiglie, bastoncini, dadi, fogli di carta e così via)

Divinazione naturale:

incentrata sull’osservazione di fenomeni naturali e sulla loro interpretazione ( movimenti degli astri, apparizioni di comete e meteore, segni su corpo umano o nelle viscere di animali, ecc);

Divinazione occasionale:

consiste nell’interpretazione di fatti accidentali ( starnuti, brevi frasi, sogni, incontri casuali con animali, persone o oggetti, incidenti di vario genere).

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