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 ANGELI E DEMONI - parte seconda

 Nelle tradizioni mitologiche in seno ai corpi religiosi antichissimi, i Demoni furono concepiti non già con la caratterizzazione negativa tipica della teologia cristiana, ma com'entità soprannaturali simili agli dei, di valenza etica sostanzialmente amorfa.

Nel pensiero greco, ad esempio, il termine demone fu identificato con la volontà divina e, di conseguenza, con lo stesso destino degli uomini. Secondo il pensiero religioso romano, i Demoni avrebbero dovuto essere identificati con le anime dei defunti, le quali avrebbero svolto un'opera di mediazione tra gli uomini e gli dèi. Inoltre, ad ogni uomo sarebbe stato collegato un demone, altrimenti detto genio, con le mansioni di consigliere segreto dell'animo, delle azioni e delle convinzioni personali in tema di culto e di religiosità. In questo senso, il demone delle tradizioni arcaiche era concepito altresì come un ispiratore, per certi versi come un dono divino protettore d'ogni individualità. Si può notare come la concezione demoniaca arcaica si colleghi a quella dell'Angelo Custode, quest'ultima sviluppatasi in special modo in seno alle tradizioni religiose mediorientali.

I Demoni furono simboli dell'illuminazione interiore, un mezzo spirituale che avrebbe permesso all'uomo di compiere azioni basate sull'intuizione e sul suo stato d'animo, al di fuori delle esperienze razionalistiche vissute e dai dettami della logica. Sotto tale aspetto, la figura del Demone assurse al significato di trasgressione dell'ordine imposto dalle leggi, d'autorizzazione a violare le regole della ragione in nome di una luce trascendente la materialità, luce osservata come facente parte non solo dell'ordinamento della conoscenza, ma anche dell'ordine del destino individuale e collettivo. C'è tuttavia da dire che accanto alla primitiva concezione "interiorista" dei Demoni, le tradizioni mitologiche del Mediterraneo - e generalmente di tutta Europa - elaborarono delle credenze soprannaturali per le quali i Demoni sarebbero stati entità della natura ben distinti dall'interiorità dl singolo uomo. Avrebbero posseduto caratteristiche etiche benefiche e malefiche ma più spesso sarebbero stati improntati né al bene, né al male.

Questi Demoni della natura avrebbero popolato la realtà invisibile, ma sovente si sarebbero manifestati in forma o con caratteristiche umane o antropomorfe. I Demoni così concepiti, avrebbero altresì animato ogni essere vivente - animale, vegetale, minerale e aeriforme che fosse - qualora fosse stato loro consentito lo avrebbero anche distrutto, o ne avrebbero fatto loro dimora.

la caduta degli angeli

Per la demonologia cristiana delle origini, i Demoni sarebbero Angeli che avrebbero tradito la loro natura e il loro creatore, ma che non sarebbero malvagi per origine né per sostanza. Lo Pseudo-Dionigi, in tal senso, ne ha fornito una teoria ampia e dettagliata. Infatti, è scritto: .se essi fossero naturalmente cattivi non deriverebbero dal bene, che è Dio, non figurerebbero tra le creature di Dio. D'altronde come si sarebbero potuti separare dagli Angeli buoni se la loro natura fosse stata da sempre malvagia? La razza di Demoni non è, dunque, cattiva in quanto si conforma alla sua natura, ma in quanto non vi si conforma.
Le teorie dello Pseudo-Dionigi sono rimaste sostanzialmente seguite dalla teologia cristiana disparate e fantasiose teorizzazioni sull'origine, sulla natura e sulla presenza dei Demoni nella realtà materiale e soprannaturale. 

Le teorie dello Pseudo-Dionigi sono rimaste sostanzialmente seguite dalla teologia cristiana disparate e fantasiose teorizzazioni sull'origine, sulla natura e sulla presenza dei Demoni nella realtà materiale e soprannaturale. Durante il Medioevo, i Demoni - il cui concetto era stato ormai identificato con quello del Diavolo, di Satana - furono considerati i responsabili d'ogni male fisico e spirituale, d'ogni catastrofe naturale o sociale che possa essere stata.

 Tali credenze popolari fomentate d'attualità dai rappresentanti della religione egemone, gradatamente condussero alla formulazione di un corpus demonologico assai complesso. Vennero scritte composizioni letterarie sulla natura e sulle caratteristiche dei Demoni, sulla loro nomenclatura, sui compiti a loro riservati nell'Inferno e tra gli uomini. Simili trattati fantasiosi fornirono la base giuridica per trattati ponici reiterati e per l'opera legalizzata degli inquisitori in occasione dei processi agli accoliti reali o presunti, di Satana.

Queste composizioni furono spesso chiosate dai demonologhi nei periodi successivi. Tale opera si rivelò davvero ispiratrice per le teorie e le pratiche della magia cerimoniale ed evocativa concernenti i Demoni, diffuse ancor oggi in Europa. C'è da dire che le dottrine cristiane e le credenze popolari sui Demoni, sviluppatosi e protrattesi fino ai giorni nostri dal Medioevo, non si sono sostanzialmente differenziate nei secoli.

Ma ormai del tutto identificati i Demoni con i diavoli ebraico-cristiani, con Satana - etimologicamente l'avversario dell'uomo, personificazione del male - attualmente l'attenzione dei demonologi si è incentrata non sulla loro nomenclatura o sulle loro caratteristiche, o sull'azione che essi potrebbero svolgere - o che manifestino - nel mondo materiale o soprannaturale, bensì sulla valenza etica che i Demoni hanno nella società degli uomini. Tale presupposto ci porta necessariamente alla disamina del concetto di Male. La questione del male da sempre ha rappresentato per i filosofi, per i teologi e per i demonologi più acuti, un problema davvero complicato ed assillante. Essenzialmente due sono i presupposti intorno ai quali ruota il concetto: o il male è illusione, quindi non-essere e non conoscenza, oppure consiste in una realtà obiettiva che trova la sua genesi delle cosmogonie di quasi tutte le tradizioni religiose. Sotto quest'ultimo aspetto, sorgerebbe allora il problema della coerenza e del potere del Creatore stesso, poiché limitato nella sua opera dal male medesimo. Affermare la superiorità di Dio sul male, non basterebbe a giustificare l'esistenza di un principio del male e delle sue personificazioni - Satana o i Demoni - che non sia già stata una creazione, un effetto di Dio.

Esiste, peraltro, una concezione esoterica del male basata sulla sua contraddizione con il bene.

Occorre fare delle considerazioni generali. Il termine demone riflette la figura, del resto già delineata poco fa, di un'entità ribelle all'ordine costituito, ma anche una sorta di voce della coscienza - e della conoscenza - d'ogni uomo. Il mito di Lucifero ci ha insegnato che quest'entità, ancor prima di esser diventata un angelo ribelle decaduto, un demone in senso ebraico-cristiano, fosse stata un'entità portatrice della luce della conoscenza. Il mito di Lucifero contiene, nella sua essenza, l'idea esoterica della cosiddetta "coesistenza" del male e del bene, come forme di un'unica realtà spirituale. Nella tradizione biblica apocrifa, inoltre, sono state menzionate due identità di un unico serpente, l'animale malefico per eccellenza di vari culti mediorientali, il serpente del bene e quello del male. Le due entità sono state rese simbolo nella figura del "caduceo", ovvero il bastone del potere lungo il quale sono attorcigliati due serpenti di colore differente.

Tale raffigurazione è presente anche nella mitologia religiosa induista, qui il serpente striscia a terra, ma potrebbe anche drizzarsi - si consideri la figura della kundalini - e risalire lungo la colonna vertebrale dell'uomo per attivare i chakra, ovvero i punti vitali dell'essere e del risveglio iniziatico, fino alla totale apertura o ri-apertura del loto dai mille petali. Il serpente, simbolo di malvagità, è però anche l'ouroboros, il drago zodiacale che secondo le tradizioni iniziatiche vitalizzerebbe l'universo divorando in continuazione se stesso.

Nelle più accreditate tradizioni esoteriche, l'accesso alla conoscenza del male instaura una trascendenza che è quella stessa di Dio e, ai livelli di sapere cosmologico e antropologico la dialettica del male sostiene il processo della manifestazione degli esseri.

 Il confronto con le regioni infere, demoniache e malefiche dell'inconscio dell'uomo, è pertanto necessario affinché si realizzino l'equilibrio spirituale, l'armonia e l'organicità dell'essere umano. Questo però comporta la chiara visione dei poli antagonisti del bene e del male e del cammino individuale verso un altro livello di percezione della realtà materiale e spirituale.

Tale livello, realizzando l'unità dei contrari - la famosa coincidentia oppositorum, degli ermetismi - si pone al di sopra sia del bene sia del male. In questo senso il male, reso necessario dalla fondamentale ambivalenza della natura e dei sentimenti dell'uomo, si svela come una realtà interiore essenziale al cammino spirituale d'ogni persona. Come l'equilibrio etico dell'uomo, secondo la concezione esoterica del male, risiederebbe nel controllo della dualità, così l'equilibrio dell'Universo presenterebbe una dualità propria ad ogni sua manifestazione materiale e soprannaturale.

Tale ideazione nasce dalla teoria della compenetrazione tra microcosmo e macrocosmo dalla loro sostanziale equivalenza sul piano ideale. Il male, pertanto, sarebbe una categoria dell'essere creato. Ciò equivale ad affermare che non esiste il male senza la presenza del bene e viceversa.

 Il celebre esoterista francese Eliphas Levi, nel suo libro Le Grand Arcane, così scrisse:
l'immagine di Dio ha due facce, una di luce e l'altra di tenebra e la sua armonia risulta dall'analogia dei contrari. La faccia di luce è la figura dolce e sorridente di Maria, la faccia di tenebra è la smorfia ghignante di un demone.

L'approccio al problema del male in termini esoterici appare, dunque, valido e gratificante anche sotto il profilo puramente filosofico. Come in ottica esoterica, del resto dovrebbero essere valutate le figure sia degli Angeli, sia dei Demoni. Personalmente sono convinta che al di là delle cosmogenesi e dei miti a loro relativi e al di sopra delle disquisizioni teoriche degli angelologi e dei demonologi antichi e contemporanei, queste entità spirituali sono due aspetti di un'unica realtà metafisica che comprende il tutto, presente sia nelle tradizioni religiose e mitologiche d'ogni popolo della terra, sia nell'animo d'ogni persona. E, in quanto presenti, Angeli e Demoni certamente operano a favore dell'uomo per la sua vera evoluzione spirituale.

Parte prima (Angeli)

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