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Nelle tradizioni mitologiche in seno ai corpi religiosi
antichissimi, i Demoni furono concepiti non già con la
caratterizzazione negativa tipica della teologia cristiana, ma
com'entità soprannaturali simili agli dei, di valenza etica
sostanzialmente amorfa.
Nel pensiero greco, ad esempio,
il termine demone fu identificato con la volontà divina
e, di conseguenza, con lo stesso destino degli uomini. Secondo
il pensiero religioso romano, i Demoni avrebbero dovuto essere
identificati con le anime dei defunti, le quali avrebbero svolto
un'opera di mediazione tra gli uomini e gli dèi. Inoltre,
ad ogni uomo sarebbe stato collegato un demone, altrimenti detto
genio, con le mansioni di consigliere segreto dell'animo, delle
azioni e delle convinzioni personali in tema di culto e di religiosità.
In questo senso, il demone delle tradizioni arcaiche era concepito
altresì come un ispiratore, per certi versi come un dono
divino protettore d'ogni individualità. Si può notare
come la concezione demoniaca arcaica si colleghi a quella dell'Angelo
Custode, quest'ultima sviluppatasi in special modo in seno alle
tradizioni religiose mediorientali.

I Demoni furono simboli dell'illuminazione
interiore, un mezzo spirituale che avrebbe permesso all'uomo di
compiere azioni basate sull'intuizione e sul suo stato d'animo,
al di fuori delle esperienze razionalistiche vissute e dai dettami
della logica. Sotto tale aspetto, la figura del Demone assurse
al significato di trasgressione dell'ordine imposto dalle leggi,
d'autorizzazione a violare le regole della ragione in nome di
una luce trascendente la materialità, luce osservata come
facente parte non solo dell'ordinamento della conoscenza, ma anche
dell'ordine del destino individuale e collettivo. C'è tuttavia
da dire che accanto alla primitiva concezione "interiorista"
dei Demoni, le tradizioni mitologiche del Mediterraneo - e generalmente
di tutta Europa - elaborarono delle credenze soprannaturali per
le quali i Demoni sarebbero stati entità della natura ben
distinti dall'interiorità dl singolo uomo. Avrebbero posseduto
caratteristiche etiche benefiche e malefiche ma più spesso
sarebbero stati improntati né al bene, né al male.
Questi Demoni della natura
avrebbero popolato la realtà invisibile, ma sovente si
sarebbero manifestati in forma o con caratteristiche umane o antropomorfe.
I Demoni così concepiti, avrebbero altresì animato
ogni essere vivente - animale, vegetale, minerale e aeriforme
che fosse - qualora fosse stato loro consentito lo avrebbero anche
distrutto, o ne avrebbero fatto loro dimora.
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Per la demonologia cristiana
delle origini, i Demoni sarebbero Angeli che avrebbero tradito
la loro natura e il loro creatore, ma che non sarebbero malvagi
per origine né per sostanza. Lo Pseudo-Dionigi,
in tal senso, ne ha fornito una teoria ampia e dettagliata.
Infatti, è scritto: .se essi fossero naturalmente
cattivi non deriverebbero dal bene, che è Dio, non figurerebbero
tra le creature di Dio. D'altronde come si sarebbero potuti
separare dagli Angeli buoni se la loro natura fosse stata da
sempre malvagia? La razza di Demoni non è, dunque, cattiva
in quanto si conforma alla sua natura, ma in quanto non vi
si conforma. Le teorie dello Pseudo-Dionigi sono
rimaste sostanzialmente seguite dalla teologia cristiana disparate
e fantasiose teorizzazioni sull'origine, sulla natura e sulla
presenza dei Demoni nella realtà materiale e soprannaturale.
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Le teorie dello Pseudo-Dionigi
sono rimaste sostanzialmente seguite dalla teologia cristiana
disparate e fantasiose teorizzazioni sull'origine, sulla natura
e sulla presenza dei Demoni nella realtà materiale e soprannaturale.
Durante il Medioevo, i Demoni - il cui concetto era stato ormai
identificato con quello del Diavolo, di Satana - furono considerati
i responsabili d'ogni male fisico e spirituale, d'ogni catastrofe
naturale o sociale che possa essere stata.
Tali credenze popolari
fomentate d'attualità dai rappresentanti della religione
egemone, gradatamente condussero alla formulazione di un corpus
demonologico assai complesso. Vennero scritte composizioni
letterarie sulla natura e sulle caratteristiche dei Demoni, sulla
loro nomenclatura, sui compiti a loro riservati nell'Inferno e
tra gli uomini. Simili trattati fantasiosi fornirono la base giuridica
per trattati ponici reiterati e per l'opera legalizzata degli
inquisitori in occasione dei processi agli accoliti reali o presunti,
di Satana.
Queste composizioni furono
spesso chiosate dai demonologhi nei periodi successivi. Tale opera
si rivelò davvero ispiratrice per le teorie e le pratiche
della magia cerimoniale ed evocativa concernenti i Demoni, diffuse
ancor oggi in Europa. C'è da dire che le dottrine cristiane
e le credenze popolari sui Demoni, sviluppatosi e protrattesi
fino ai giorni nostri dal Medioevo, non si sono sostanzialmente
differenziate nei secoli.

Ma ormai del tutto identificati
i Demoni con i diavoli ebraico-cristiani, con Satana - etimologicamente
l'avversario dell'uomo, personificazione del male - attualmente
l'attenzione dei demonologi si è incentrata non sulla loro
nomenclatura o sulle loro caratteristiche, o sull'azione che essi
potrebbero svolgere - o che manifestino - nel mondo materiale
o soprannaturale, bensì sulla valenza etica che i Demoni
hanno nella società degli uomini. Tale presupposto ci porta
necessariamente alla disamina del concetto di Male. La questione
del male da sempre ha rappresentato per i filosofi, per i teologi
e per i demonologi più acuti, un problema davvero complicato
ed assillante. Essenzialmente due sono i presupposti intorno ai
quali ruota il concetto: o il male è illusione, quindi
non-essere e non conoscenza, oppure consiste in una realtà
obiettiva che trova la sua genesi delle cosmogonie di quasi tutte
le tradizioni religiose. Sotto quest'ultimo aspetto, sorgerebbe
allora il problema della coerenza e del potere del Creatore stesso,
poiché limitato nella sua opera dal male medesimo. Affermare
la superiorità di Dio sul male, non basterebbe a giustificare
l'esistenza di un principio del male e delle sue personificazioni
- Satana o i Demoni - che non sia già stata una creazione,
un effetto di Dio.
Esiste, peraltro, una concezione
esoterica del male basata sulla sua contraddizione con il bene.
Occorre fare delle considerazioni
generali. Il termine demone riflette la figura, del resto già
delineata poco fa, di un'entità ribelle all'ordine costituito,
ma anche una sorta di voce della coscienza - e della conoscenza
- d'ogni uomo. Il mito di Lucifero ci ha insegnato che quest'entità,
ancor prima di esser diventata un angelo ribelle decaduto, un
demone in senso ebraico-cristiano, fosse stata un'entità
portatrice della luce della conoscenza. Il mito di Lucifero contiene,
nella sua essenza, l'idea esoterica della cosiddetta "coesistenza"
del male e del bene, come forme di un'unica realtà spirituale.
Nella tradizione biblica apocrifa, inoltre, sono state menzionate
due identità di un unico serpente, l'animale malefico per
eccellenza di vari culti mediorientali, il serpente del bene e
quello del male. Le due entità sono state rese simbolo
nella figura del "caduceo", ovvero il bastone
del potere lungo il quale sono attorcigliati due serpenti di colore
differente.
Tale raffigurazione è
presente anche nella mitologia religiosa induista, qui il serpente
striscia a terra, ma potrebbe anche drizzarsi - si consideri la
figura della kundalini - e risalire lungo la colonna vertebrale
dell'uomo per attivare i chakra, ovvero i punti vitali
dell'essere e del risveglio iniziatico, fino alla totale apertura
o ri-apertura del loto dai mille petali. Il serpente, simbolo
di malvagità, è però anche l'ouroboros,
il drago zodiacale che secondo le tradizioni iniziatiche
vitalizzerebbe l'universo divorando in continuazione se stesso.

Nelle più accreditate
tradizioni esoteriche, l'accesso alla conoscenza del male instaura
una trascendenza che è quella stessa di Dio e, ai livelli
di sapere cosmologico e antropologico la dialettica del male sostiene
il processo della manifestazione degli esseri.
Il confronto con le
regioni infere, demoniache e malefiche dell'inconscio dell'uomo,
è pertanto necessario affinché si realizzino l'equilibrio
spirituale, l'armonia e l'organicità dell'essere umano.
Questo però comporta la chiara visione dei poli antagonisti
del bene e del male e del cammino individuale verso un altro livello
di percezione della realtà materiale e spirituale.
Tale livello, realizzando
l'unità dei contrari - la famosa coincidentia oppositorum,
degli ermetismi - si pone al di sopra sia del bene sia del male.
In questo senso il male, reso necessario dalla fondamentale ambivalenza
della natura e dei sentimenti dell'uomo, si svela come una realtà
interiore essenziale al cammino spirituale d'ogni persona. Come
l'equilibrio etico dell'uomo, secondo la concezione esoterica
del male, risiederebbe nel controllo della dualità, così
l'equilibrio dell'Universo presenterebbe una dualità propria
ad ogni sua manifestazione materiale e soprannaturale.
Tale ideazione nasce dalla
teoria della compenetrazione tra microcosmo e macrocosmo dalla
loro sostanziale equivalenza sul piano ideale. Il male, pertanto,
sarebbe una categoria dell'essere creato. Ciò equivale
ad affermare che non esiste il male senza la presenza del bene
e viceversa.

Il celebre esoterista
francese Eliphas Levi, nel suo libro Le Grand Arcane, così
scrisse: l'immagine di Dio ha due facce, una di luce
e l'altra di tenebra e la sua armonia risulta dall'analogia dei
contrari. La faccia di luce è la figura dolce e sorridente
di Maria, la faccia di tenebra è la smorfia ghignante di
un demone.
L'approccio al problema del
male in termini esoterici appare, dunque, valido e gratificante
anche sotto il profilo puramente filosofico. Come in ottica esoterica,
del resto dovrebbero essere valutate le figure sia degli Angeli,
sia dei Demoni. Personalmente sono convinta che al di là
delle cosmogenesi e dei miti a loro relativi e al di sopra delle
disquisizioni teoriche degli angelologi e dei demonologi antichi
e contemporanei, queste entità spirituali sono due aspetti
di un'unica realtà metafisica che comprende il tutto, presente
sia nelle tradizioni religiose e mitologiche d'ogni popolo della
terra, sia nell'animo d'ogni persona. E, in quanto presenti, Angeli
e Demoni certamente operano a favore dell'uomo per la sua vera
evoluzione spirituale.
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