IL
PIANO DEL SOGGETTO Quello
del nostro punto di vista, al primo come al secondo grado.
Feudo degli psicologi d’ogni tipo e centro contemplativo
dell’ambiente astrologico questo referenziale è anche
l’humus dell’artista. Con il Topocentro questo Referenziale
trova un luogo d’espressione.
IL PIANO DELL’OGGETTO
Indipendentemente dal nostro punto di vista
soggettivo, ciò che è in sé, per sé
e che le Scienze tentano di formalizzare riducendo al massimo
le alterazioni soggettive, perlomeno in teoria. E’ certo
che l’Oggetto preesiste al Soggetto, l’Universo fu creato
prima di noi. Ma senza soggetto per testimoniare del reale
e del suo Creatore noi non sappiamo assolutamente niente di
loro. Dio non si è accontentato di restare solo
davanti allo spettacolo della sua creazione. Gli sono serviti
degli attori degni di LUI.
IL PIANO DELLA RELAZIONE Rapporti
dei duo-duali precedenti, è questo un rapporto di rapporti
dove il Tempo fa la sua entrata in scena. I suoi giochi e
i suoi Poteri stanno nelle Scienze, nella Politica, nella
Sociologia, nell’Economia e nella Storia e perfino nella Religione.
L’oggetto della volontà di potenza e di dominio
del mondo con le istituzioni sociali ed i Soggetti che lo
compongono. La Relazione d’Amore, base della Santa Trinità,
resta il solo Saluto veramente efficace in quest’arena cruenta
che è questo referenziale.
IL PIANO DELL’INTEGRAZIONE Il
più grande di tutti, la somma (e più che la
somma) dei tre precedenti. A volte Fonte e Finalità,
la sua teologia apre tutte le prospettive della Divina Libertà. Il
rischio maggiore che essa esige è chiamato “Salto dell’Integrazione”
in ragione della distanza da superare in rapporto al nostro
egocentrismo e gregari d’aiuto, frutti del peccato originale.
Di conseguenza, è spesso quello dei più grandi
errori e follie umane. Le integrazioni sciupate, vale
a dire senza Dio, sono il “peccato del mondo”, che porta dritto
alla disintegrazione mortifera, finalità del demone.
Solo la Chiesa di Cristo ha vinto la morte. Evidentemente,
la più grande e la più bella integrazione possibile
non può essere che in DIO.
|
I
REFERENZIALI ASTRONOMICI DEL SORI
|
Dopo qualche ragguaglio sul SORI, osserviamo più
da vicino i piani astronomici. Sappiate che esistono numerosi
sistemi di coordinate per altri usi (coordinate cartesiane,
orarie, polari, eliografiche, sferiche, galattiche), ma non
è senza ragione che abbiamo legato questi 4 sistemi
seguenti ai 4 piani del S.O.R.I.
Le coordinate topocentriche, locali od orizzontali
(referenziale SOGGETTO), dove la ripartizione delle
direzioni planetarie è osservata dal centro della sfera
locale del luogo esatto di nascita (topos=luogo in greco). I
suoi parametri sono l’Azimut (Sud-Nord ed Est-Ovest,
del campo azimutale terrestre) e l’Altezza diurna o
notturna dei pianeti in rapporto con l’orizzonte astronomico
del luogo. L’atout maestro di questo referenziale è
quello d’essere assolutamente preciso sulle levate, tramonti
e culminazioni degli astri. Una particolarità,
in rapporto agli altri, concerne il suo effetto microscopio:
gli ammassi planetari si allontanano quando sono raggruppati
altrove o inversamente, si raggruppano se essi sono ampi negli
altri referenziali soprattutto nelle latitudini tropicali.
Solamente, essi non s’interpretano del tutto nello stesso modo,
la conseguenza dell’effetto microscopio del “Soggetto” ben
spiega dei “microscopi”, dovuti soprattutto alla nostra grandissima
oggettività.
Le coordinate geo-equatoriali (Referenziale OGGETTO)
in cui la direzione dei pianeti è vista questa volta
unicamente dopo il centro terrestre. La sfera celeste equatoriale
è una semplice proiezione nel cielo della sfera terrestre,
considerevolmente ingrandita: l’equatore e i poli nord-sud
celesti sono un prolungamento dei terrestri. I suoi parametri:
l’Ascensione Retta (o longitudine equatoriale) e la Declinazione
(o latitudine equatoriale). La singolarità del
sistema equatoriale risiede nella sua universalità e
relativa semplicità: esso è valevole per tutta
la terra! E’ senza dubbio per questo che è apprezzato
dagli astronomi. Ricordiamo che l’asse dei poli della terra
è attualmente inclinato di “23°44’ in rapporto al
piano dell’eclittica. Un tratto specifico, dovuto all’inclinazione
dell’asse dei poli, è la scoperta dell’induzione oggettiva:
la posizione del Sole all’inizio o alla fine dei segni equatoriali
al centro delle stagioni (Toro, Leone, Scorpione, Acquario)
cambia di qualche grado in rapporto ai segni geo-eclittici
(2°). Ne risulta che quello che si credeva “inizio Toro”
è un Ariete equatoriale! Un “fine Leone” si ritrova
in Vergine . Idem per gli altri.
Le coordinate topocentriche (referenziale RELAZIONE)
sono considerate fin’ora il tema degli astrologi dove, vista
dalla terra, la sfera locale è proiettata sul piano
dell’eclittica che non è altro che il piano dell’orbita
terrestre attorno al Sole!
E’ certamente quest’inadatta ragione che fa la sua indifferenza
nell’ambiente astronomico. Ad esempio Le Boureau des Longidudes
français, non ne parla sul suo Minitel… Mentre la
traiettoria orbitale descrive pertanto bene la storia della
relazione gravitazionale d’un corpo planetario attorno al suo
centro d’attrazione.
Longitudine e Latitudine eclittiche sono i suoi parametri,
ai quali occorre aggiungere, poiché noi proiettiamo
la sfera locale su questo Piano, l’Orizzonte ed il Meridiano
(con la loro “Angolarità) che non è altro che
un allungamento direzionale con le assi costitutive della
sfera locale). Ed è questa proiezione del locale sull’eclittica
che rende così scettici gli astronomi. Ma quando si
vuole legare il proprio carro, si dice che……
Il tema astrale classico possiede, dunque, DUE centri e
DUE piani astronomici riuniti nello stesso referenziale d’osservazione
che è quello della Relazione. Questo indica già
il clima conflittuale che regna nel mondo astrologico, come
d’altronde nel Mondo e dona un primario gusto dei cerchi viziosi
inflazionisti di questo referenziale.
Le coordinate eliocentriche (Referenziale INTEGRAZIONE)
sono quelle che ci permettono d’osservare la posizione dei
pianeti oltre il centro del sole (helios= sole, in greco). Il
piano dell’eclittica è quello del contatto tra tutte
le orbite dei pianeti del sistema solare, in più è
quello dove avvengono le eclissi.
Parametri: Longitudine e Latitudine eliocentriche,
ai quali noi aggiungiamo per la prima volta in astrologia i
Raggi Vettori eliocentrici ( o distanze dei pianeti
al sole) che permettono la misurazione della relativa influenza
gravitazionale dei pianeti (IG = massa su raggio vettore al
quadrato), formula molto semplificata. L’eliocentrismo fa
apparire il “sistema Sole-Luna” all’opposto (180°) della
posizione del Sole geocentrico. Senza dimenticare le importanti
modificazioni della longitudine eclittica dei pianeti lenti,
vedono la loro longitudine cambiare (da 1 a 7°). Utili
per la precisione di quelli che sono all’inizio o alla fine
dei Segni eclittici. Non dimentichiamo che le coordinate
eliocentriche sono la base dei calcoli astronomici per tutti
gli altri referenziali: ciò è perfettamente evidente
nella realizzazione dei programmi informatici astronomici,
dove le equazioni di conversione d’un sistema di coordinate
ad un altro, si fonda principalmente sui calcoli eliocentrici. La
luna non ha esattamente le stesse longitudini e latitudini
eliocentriche della terra secondo le fasi del rapporto sole-luna,
variano perfino fino a 0,5° di differenza. Solo le eclissi
totali sono degli allineamenti perfetti. In più degli
intercicli dei pianeti lenti lo spostamento multimillenario
dell’asse delle absidi e dei nodi planetari (Vedere Spira absidale)
introduce un’altra dimensione dell’astrologia mondiale, importante
per la Storia sacra.
Ponendo delle considerevoli e insolubili problemi d’interpretazione
agli astrologi senza Dio, la Terra assume tutto il suo significato
astrologico quando ci si volge verso Cristo: egli ha realizzato
e realizza ancora per noi, il modello perfetto dell’Uomo integrale.
Tra l’altro, quello di cui l’anima terrestre si è interamente
affrancata dalle apparenze e dalle illusioni dell’orgoglio,
questo pallone gonfiato dell’”ego separatore con la Fonte”,
ben rappresentato dal “segno solare”, per volgersi definitivamente
verso Dio il Padre, autore della più bell’Integrazione
finale possibile, scopo stesso del Saluto. Ad ogni uomo,
discepolo di Cristo, la conseguenza diretta, visibile e concreta
della sua conversione, è proprio quest’immensa carità,
vera panacea universale e rimedio salutare a tutti i mali dell’inflazione
galoppante del referenziale Relazione.
Per gli uomini di Scienza e gli uomini di Fede che escono
dalle loro astrofobie e vanno verso la risonanza del sistema
solare, è della più grande importanza studiare
seriamente il tema eliocentrico.
|