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Osservazioni e precisazioni astro-psicologiche-religiose e astrometriche

S O R I
I differenti sistemi di coordinate astronomiche qui presentati definiscono, per lo stesso tempo, le sfere del Soggetto, dell’Oggetto, della Relazione e dell’Integrazione. Per meglio dire possiamo osservare il tema in esame attraverso la varia immensità dei fenomeni che ci svelano la natura e la cultura in ogni sua particolarità. Questo schema aspira a restituire una cosmologia atta a riscrivere anche quella d’ogni religione in accordo con la scienza e la filosofia al fine di permettere agli esseri umani di prendere coscienza della propria missione in questo mondo e di aprire la via verso una coesistenza armoniosa con l’universo e la natura così come verso la non violenza e la pace.

     S.O.R.I.
    Soggetto Oggetto Rappresentazione Integrazione

Il SORI è l’acronimo dei quattro piani di riferimento dedotto all’origine dai significati tradizionali delle case astrologiche da J.P. Nicola.
Le sue definizioni interpretative standard, possono variare d’intensità secondo l’apporto dell’interprete con osservazioni personali psicologiche, filosofiche o come in questo caso religiose.


    IL PIANO DEL SOGGETTO
    Quello del nostro punto di vista, al primo come al secondo grado.
    Feudo degli psicologi d’ogni tipo e centro contemplativo dell’ambiente astrologico questo referenziale è anche l’humus dell’artista. Con il Topocentro questo Referenziale trova un luogo d’espressione.

    IL PIANO DELL’OGGETTO
    Indipendentemente dal nostro punto di vista soggettivo, ciò che è in sé, per sé e che le Scienze tentano di formalizzare riducendo al massimo le alterazioni soggettive, perlomeno in teoria.
    E’ certo che l’Oggetto preesiste al Soggetto, l’Universo fu creato prima di noi. Ma senza soggetto per testimoniare del reale e del suo Creatore noi non sappiamo assolutamente niente di loro.
    Dio non si è accontentato di restare solo davanti allo spettacolo della sua creazione. Gli sono serviti degli attori degni di LUI.

    IL PIANO DELLA RELAZIONE
    Rapporti dei duo-duali precedenti, è questo un rapporto di rapporti dove il Tempo fa la sua entrata in scena. I suoi giochi e i suoi Poteri stanno nelle Scienze, nella Politica, nella Sociologia, nell’Economia e nella Storia e perfino nella Religione.
    L’oggetto della volontà di potenza e di dominio del mondo con le istituzioni sociali ed i Soggetti che lo compongono.
    La Relazione d’Amore, base della Santa Trinità, resta il solo Saluto veramente efficace in quest’arena  cruenta che è questo referenziale.

    IL PIANO DELL’INTEGRAZIONE
    Il più grande di tutti, la somma (e più che la somma) dei tre precedenti.
    A volte Fonte e Finalità, la sua teologia apre tutte le prospettive della Divina Libertà.
    Il rischio maggiore che essa esige è chiamato “Salto dell’Integrazione” in ragione della distanza da superare in rapporto al nostro egocentrismo e gregari d’aiuto, frutti del peccato originale. Di conseguenza, è spesso quello dei più grandi errori e follie umane.
    Le integrazioni sciupate, vale a dire senza Dio, sono il “peccato del mondo”, che porta dritto alla disintegrazione mortifera, finalità del demone. Solo la Chiesa di Cristo ha vinto la morte.
    Evidentemente, la più grande e la più bella integrazione possibile non può essere che in DIO.

I REFERENZIALI ASTRONOMICI DEL SORI

Dopo qualche ragguaglio sul SORI, osserviamo più da vicino i piani astronomici. Sappiate che esistono numerosi sistemi di coordinate per altri usi (coordinate cartesiane, orarie, polari, eliografiche, sferiche, galattiche), ma non è senza ragione che abbiamo legato questi 4 sistemi seguenti ai 4 piani del S.O.R.I.

    IL REFERENZIALE LOCALE

Le coordinate topocentriche, locali od orizzontali (referenziale SOGGETTO), dove la ripartizione delle direzioni planetarie è osservata dal centro della sfera locale del luogo esatto di nascita (topos=luogo in greco).
I suoi parametri sono l’Azimut (Sud-Nord ed Est-Ovest, del campo azimutale terrestre) e l’Altezza diurna o notturna dei pianeti in rapporto con l’orizzonte astronomico del luogo.
L’atout maestro di questo referenziale è quello d’essere assolutamente preciso sulle levate, tramonti e culminazioni degli astri.
Una particolarità, in rapporto agli altri, concerne il suo effetto microscopio: gli ammassi planetari si allontanano quando sono raggruppati altrove o inversamente, si raggruppano se essi sono ampi negli altri referenziali soprattutto nelle latitudini tropicali. Solamente, essi non s’interpretano del tutto nello stesso modo, la conseguenza dell’effetto microscopio del “Soggetto” ben spiega dei “microscopi”, dovuti soprattutto alla nostra grandissima oggettività.

    IL REFERENZIALE GEO-EQUATORIALE

Le coordinate geo-equatoriali (Referenziale OGGETTO) in cui la direzione dei pianeti è vista questa volta unicamente dopo il centro terrestre.
La sfera celeste equatoriale è una semplice proiezione nel cielo della sfera terrestre, considerevolmente ingrandita: l’equatore e i poli nord-sud celesti sono un prolungamento dei terrestri.
I suoi parametri: l’Ascensione Retta (o longitudine equatoriale) e la Declinazione (o latitudine equatoriale).
La singolarità del sistema equatoriale risiede nella sua universalità e relativa semplicità: esso è valevole per tutta la terra! E’ senza dubbio per questo che è apprezzato dagli astronomi.
Ricordiamo che l’asse dei poli della terra è attualmente inclinato di “23°44’ in rapporto al piano dell’eclittica.
Un tratto specifico, dovuto all’inclinazione dell’asse dei poli, è la scoperta dell’induzione oggettiva: la posizione del Sole all’inizio o alla fine dei segni equatoriali al centro delle stagioni (Toro, Leone, Scorpione, Acquario) cambia di qualche grado in rapporto ai segni geo-eclittici (2°). Ne risulta che quello che si credeva “inizio Toro” è un Ariete equatoriale! Un “fine Leone” si ritrova in Vergine . Idem per gli altri.

    IL REFERENZIALE GEO ECLITTICO

Le coordinate topocentriche (referenziale RELAZIONE) sono considerate fin’ora il tema degli astrologi dove, vista dalla terra, la sfera locale è proiettata sul piano dell’eclittica che non è altro che il piano dell’orbita terrestre attorno al Sole!

E’ certamente quest’inadatta ragione che fa la sua indifferenza nell’ambiente astronomico. Ad esempio Le Boureau des Longidudes français, non ne parla sul suo Minitel…
Mentre la traiettoria orbitale descrive pertanto bene la storia della relazione gravitazionale d’un corpo planetario attorno al suo centro d’attrazione.

Longitudine e Latitudine eclittiche sono i suoi parametri, ai quali occorre aggiungere, poiché noi proiettiamo la sfera locale su questo Piano, l’Orizzonte ed il Meridiano (con la loro “Angolarità) che non è altro che un allungamento direzionale con le assi  costitutive della sfera locale). Ed è questa proiezione del locale sull’eclittica che rende così scettici gli astronomi. Ma quando si vuole legare il proprio carro, si dice che……

Il tema astrale classico possiede, dunque, DUE centri e DUE piani astronomici riuniti nello stesso referenziale d’osservazione che è quello della Relazione.
Questo indica già il clima conflittuale che regna nel mondo astrologico, come d’altronde nel Mondo e dona un primario gusto dei cerchi viziosi inflazionisti di questo referenziale.

     IL REFERENZIALE ELIO-ECLITTICO

Le coordinate eliocentriche (Referenziale INTEGRAZIONE) sono quelle che ci permettono d’osservare la posizione dei pianeti oltre il centro del sole (helios= sole, in greco).
Il piano dell’eclittica è quello del contatto tra tutte le orbite dei pianeti del sistema solare, in più è quello dove avvengono le eclissi.

Parametri: Longitudine e Latitudine eliocentriche, ai quali noi aggiungiamo per la prima volta in astrologia i Raggi Vettori eliocentrici ( o distanze dei pianeti al sole) che permettono la misurazione della relativa influenza gravitazionale dei pianeti (IG = massa su raggio vettore al quadrato), formula molto semplificata.
L’eliocentrismo fa apparire il “sistema Sole-Luna” all’opposto (180°) della posizione del Sole geocentrico.
Senza dimenticare le importanti modificazioni della longitudine eclittica dei pianeti lenti, vedono la loro longitudine cambiare (da 1 a 7°). Utili per la precisione di quelli che sono all’inizio o alla fine dei Segni eclittici.
Non dimentichiamo che le coordinate eliocentriche sono la base dei calcoli astronomici per tutti gli altri referenziali: ciò è perfettamente evidente nella realizzazione dei programmi informatici astronomici, dove le equazioni di conversione d’un sistema di coordinate ad un altro, si fonda principalmente sui calcoli eliocentrici.
La luna non ha esattamente le stesse longitudini e latitudini eliocentriche della terra secondo le fasi del rapporto sole-luna, variano perfino fino a 0,5° di differenza. Solo le eclissi totali sono degli allineamenti perfetti.
In più degli intercicli dei pianeti lenti lo spostamento multimillenario dell’asse delle absidi e dei nodi planetari (Vedere Spira absidale) introduce un’altra dimensione dell’astrologia mondiale, importante per la Storia sacra.

Ponendo delle considerevoli e insolubili problemi d’interpretazione agli astrologi senza Dio, la Terra assume tutto il suo significato astrologico quando ci si volge verso Cristo: egli ha realizzato e realizza ancora per noi, il modello perfetto dell’Uomo integrale. Tra l’altro, quello di cui l’anima terrestre si è interamente affrancata dalle apparenze e dalle illusioni dell’orgoglio, questo pallone gonfiato dell’”ego separatore con la Fonte”, ben rappresentato dal “segno solare”, per volgersi definitivamente verso Dio il Padre, autore della più bell’Integrazione finale possibile, scopo stesso del Saluto.
Ad ogni uomo, discepolo di Cristo, la conseguenza diretta, visibile e concreta della sua conversione, è proprio quest’immensa carità, vera panacea universale e rimedio salutare a tutti i mali dell’inflazione galoppante del referenziale Relazione.

Per gli uomini di Scienza e gli uomini di Fede che  escono dalle loro astrofobie e vanno verso la risonanza del sistema solare, è della più grande importanza studiare seriamente il tema eliocentrico.

 

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