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Gli stessi fenomeni sono all'opera per quanto concerne l'equilibrio
o lo squilibrio tra eccitazione ed inibizione.
- Segni equinoziali, (Ariete, Vergine, Bilancia, Pesci): le durate diurne
sono sensibilmente uguali alle durate notturne. Se le sue risposte a questo fenomeno
sono inadattate, l'individuo reagisce nervosamente a questo fenomeno con la fase
ugualitaria: percepisce nettamente che una cosa ed il suo opposto hanno esattamente
la stessa importanza: il giorno vale la notte, il bianco non è il nero,
il tuo vale il mio, il bene non vale il male. Da ciò dei dilemmi causati
per delle scelte impossibili, che ogni Segno risolve alla sua maniera.
- Segni del centro delle stagioni (Toro, Leone, Scorpione, Acquario): le durate
diurne sono sensibilmente più lunghe delle notturne e viceversa. Se le
sue risposte a questo fenomeno sono inadattate, l'individuo reagisce nervosamente
a questo fenomeno cocn la fase paradossale: percepisce che esiste una sproporzione
del giorno e della notte: vi è troppo bianco e poco nero (e viceversa),
troppo del mio non abbastanza del tuo (e viceversa). Da ciò delle reazioni
srpoporzionate, che esagerano o minimi no, supervalorizzano o sottovalutano la rispposta da dare a delle situazioni,
che ogni Segno risolve a suo modo.
- Segni solstiziali (Gemelli, Cancro, Sagittario, Capricorno): lo scarto tra
durate diurne e notturne è al suo massimo. Se le sue risposte a questo
fenomeno sono inadattate, l'individuo reagisce nervosamente a questo fenomeno
con la fase ultra-paradossale: perde completamente il senso degli antagonismi:
il giorno è la notte, il nero è bianco, il tuo è il mio,
il bene è il male, il permesso è vietato, i miei nemici sono miei
amici, ecc. Da ciò delle sintesi confuse, l'ambivalenza delle condotte,
il miscuglio dei generi, la confusione dei valori e l'impotenza di fare delle
scelte in modo chiaro, che ogni Segno risolve a suo modo.


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