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Ogni neurone puo' ad ogni momento essere stimolato da un elemento interno
del corpo (ad esempio: fa caldo internamente: ho la febbre) o esterno al corpo
(ad esempio: esternamente fa caldo: e' estate). A queste stimolazioni, esso risponde
fondamentalmente su un modo binario: e' si o e' no. Se il neurone dice "si",
vale a dire se accetta di rispondere, si dice allora che è in stato d'eccitazione.
Se dice no, se rifiuta di tenere in considerazione e di trasmettere l'informazione
che gli e' stata indirizzata, e' in stato d'inibizione.
Eccitazione ed inibizione sono i due meccanismi piu' fondamentali dell'attivita
nervosa. Per eccitazione occorre intendere consenso, accettazione, stato d'apertura
alle sollecitazioni esterne. In quanto all'inibizione, essa significa rifiuto,
retrazione, stato di chiusura verso le sollecitazioni esterne. Eccitazione ed
inibizione sono due processi attivi: per cui sarebbe un errore pensare che (inibizione,
vale a dire la potenza del rifiuto del ritiro, sia un processo inerte. Saper dire
di no ad una tentazione dannosa per l'equilibrio non e' un comportamento inerte,
ma un comportamento attivo di rifiuto adattato.
A seconda che i meccanismi d'eccitazione o d'inibizione siano dominanti nel
comportamento d'un individuo, si avra' a che fare sia con qualcuno in cui la
necessita' o l'attitudine ad aprirsi al mondo esterno e' preponderante, sia con
qualcuno in cui la riserva o il rifiuto di partecipazione sono una caratteristica
comportamentale maggiore.
Esistono quattro grandi tipi d'eccitazione e d'inibizione che si rispondono
e si corrispondono dialetticamente all'intemo del nostro universo neuronico.
Quando un neurone risponde spontaneamente ad uno stimolo, si parla allora di
eccitazione-dispendio , indicante che all'occasione vi e' un dispendio d'energia.
Energia che va a recuperare mettendosi in stato d'inibizionerecupero. Quando
un neurone e' saturo, vale a dire che non ha piu la capacita' energetica di rispondere
ad uno stimolo, esso si mette in inibizione bloccante. Ma se la situazione lo
esige,
a questo processo puo succedere l"'eccitazione sbloccante: esce dall'inerzia
auto-protettrice dove si era rifugiato, fa "uno sforzo" per rispondere.
Quando e' in "eccitazione associativa" il nostro neurone non accetta di aprirsi
ad uno stimolo se non nella misura in cui l'informazione che questo stimolo gli
trasmette e' legata, associata ad altre informazioni che gli sono trasmesse. Infine
esso si mette in inibizione differenziale quando rifiuta temporaneamente di reagire
ad uno stimolo, il tempo di fare una scelta, una differenziazione tra le diverse
informazioni che gli sono trasmesse. Infine si mette in "inibizione estintiva"
quando rifiuta categoricamente di rispondere a qualsiasi stimolo che sia: "estinto",
rifiuto di reagire all'informazione che gli e' trasmessa, ritenendo che non abbia
alcun interesse. A questa fase d'inibizione estintiva puo' allora succedere una
fase di eccitazione- ricreatrice: se il minimo segnale che proviene dal mondo
esterno gli sembra degno d'interesse, esce dalla sua inerzia per rispondere,
per contrasto, con maggior entusiasmo ai nuovi stimoli
Evidentemente, qui abbiamo esageratamente "personificato" le reazioni
del nostro neurone. Ma l'immagine d'insieme resta esatta. I lavori sperimentali
di Pavlov hanno permesso di dimostrare che questi differenti tipi d'eccitazione
e d'inibizione neuroniche corrispondono anche a dei "tipi" comportamentali
umani: gli individui in cui predomninano i meccanismi d'eccitazione-dispendio
hanno piu' di altri tendenza ad andare spontaneamente di fronte al mondo esterno
per ostentare la loro energia, mentre gli individui in inibizione-recupero,
piu' circospetti, preferiscono capitalizzare questa energia per economizzarla
o investirla su dei precisi obiettivi. Quando nei comportamenti di un individuo
predomina l'inibizione bloccante, piu di altri egli ha il senso delle frontiere,
dei limiti da non superare; se e' l'eccitazione sbloccante che segna con il suo
sigillo i suoi rapporti con il mondo, egli preferisce generalmente adottare delle
condotte che gli permettono di affrancarsi da ogni limite. I soggetti in cui
l'eccitazione associativa e' predominante si aprono al mondo esterno allo scopo
di operarvi dei legami; se e' l'inibizione differenziale che predomina , siamo
al contrario in presenza d'individui in cui la selettivita', il gusto delle scelte
precise, che implicano dei rifiuti piuttosto precisi, dominano le attitudini.
Infine, l'inibizione estintiva dominante nei comportamenti fra le persone che
si caratterizzano per la potenza dei loro rifiuti, la loro attitudine a dire
sistematicamente "no" a cio' che a loro non conviene, mentre gli specialisti
dell'eccitazione ricreatrice, nelle informazioni
provenienti dal mondo esterno, hanno una netta tendenza a non svelare altro che quanto
essi giudicano interessante e promettente.
Eccitazione ed inibizione si caratterizzano anche per la loro mobilita'. Vale
a dire per la rapidita' o la lentezza con la quale questi meccanismi si sbloccano.
Un comporameno d'eccitazione rapida, che esso sia neuronico o psicologico, si
traduce con delle reazioni d'apertura, d'accettazione istantanea. Un comporamento
d'eccitazione lenta induce delle reazioni d'apertura, d'accettazione progressiva,
differente. L'inibizione rapida favorisce delle pronte reazioni di chiusura, l'arte
immediata dello svignarsela. Infine, un'inibizione lenta provoca dei riflessi di chiusura
e dei rifiuti progressivi e sistematici.

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