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Quando l'astrologia nacque in Mesopotamia, più di
cinquemila anni fa, l'individualità umana veniva considerata
legata alla Natura terrestre e cosmica. Il Cielo era sacro
e gli astri mobili o apparentemente immobili che lo popolavano,
erano visti come divinità misteriose che dettavano la
legge, decidevano la guerra o la pace, i buoni raccolti o le
carestie, la siccità o le inondazioni.
L' io umano era sottomesso all'influenza fasta o nefasta
dei capricci degli Dei, e tra di loro, gli "dei-pianeti",
che erano allora la Luna, il Sole, Mercurio, Venere, Marte,
Giove e Saturno; l'io umano era, in grande misura, il giocattolo
passivo, privo di libero arbitrio. La psiche umana era attraversata
da queste forze oscure, divine e magiche che la strutturavano.
L'individuo non aveva nessuna importanza particolare e la psicologia
era un sapere sconosciuto dai preti-astrologi babilonesi...
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L'astrologia e l'astronomia costituivano per loro un unico
ed identico sapere che dimostrava l'ordine divino. E' così
che l'astrologia, per millenni, fu essenzialmente reale, collettiva
e profetica. E' soltanto molto più tardi (verso il
420 a.C.) che apparvero i primi oroscopi personalizzati e con
loro, i rudimenti di una proto-psicologia come, ad esempio,
in questi testi babilonesi che risalgono approssimativamente
a tale epoca: "Se un bambino nasce con la Luna ascendente,
la sua vita sarà gioiosa, perfetta, regolare e lunga...
Se un bambino nasce con Giove ascendente, la sua vita sarà
regolare, felice... Se un bambino nasce con Saturno ascendente,
la sua vita sarà cupa, oscura, ammalata e limitata...
Se un bambino nasce con Venere ascendente, e Giove discendente,
sua moglie sarà più forte di lui... Se un bambino
nasce con Marte ascendente e Giove discendente, la mano del
suo nemico personale lo renderà prigioniero".
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L'incontro tra l'astrologia babilonese, la mitologia ed il
pensiero greco si verificò qualche decennio più
tardi. I filosofi ed i medici ellenistici avevano già,
a quell'epoca, scoperto la famosa teoria dei "quattro elementi"
(Fuoco-Terra-Aria-Acqua), nonché i principi elementari
che, associandosi, costituiscono questi ultimi (Caldo-Freddo-Secco-Umido).
Naturalmente, gli astrologhi greci reinterpretarono il sapere
astrologico babilonese in funzione della propria cultura (che
era fino ad allora completamente estranea all'astrologia). E'
così che, da una parte, cercarono nel proprio pantheon
gli equivalenti diretti degli "dei-pianeti" sumeri,
li ribattezzarono con il nome delle divinità greche ed
applicarono all'astrologia la propria teoria dei quattro elementi,
classificando così ciascun Segno e Pianeta nelle categorie
del Fuoco, della Terra, dell'Aria e dell'Acqua.
Tutto questo sapere astrologico greco-mesopotamico è
stato raccolto da Tolomeo verso il 200 dopo Cristo nel suo celebre
Tetrabiblos. Leggendolo attentamente, si percepisce chiaramente
che nella sua mente, come in quella di tutti gli studiosi dell'epoca,
astrologi o meno, i quattro elementi costituivano principi fisici,
concreti, la cui combinazione doveva tener conto di tutte le manifestazioni
naturali e non delle entità metafisico-poetiche astratte
come pretendono la maggior parte degli astrologi contemporanei.
In altre parole, era con l'utilizzo di concetti fisici del suo
tempo che cercava di spiegare razionalmente e naturalmente le
cause e le modalità dell'influenza astrologica: "Salteremo
alle assurdità superflue del volgare, che mancano di ogni
plausibilità, a profitto delle cause naturali fondamentali".
Inoltre, Tolomeo sottolineava diverse volte fino a che punto questa
influenza sia da mettere al condizionale: "Poi, la diversità
dei paesi produce una grande differenza, benché i semi
siano uguali, come lo vediamo negli uomini. Ed anche se la costituzione
del cielo sia anch'essa identica, ciò nonostante esiste
una grande somiglianza nelle diverse regioni, sia dei corpi che
degli spiriti".
Una astrologia fedele alla tradizione e allo spirito di Tolomeo,
il "principe degli astrologhi", deve dunque imperativamente,
per non apparire come una "assurdità superflua che
manca di ogni plausibilità", preoccuparsi di fondare
i significati planetari e zodiacali sulle "cause naturali
fondamentali", e riconoscere esplicitamente che l'effetto
astrale varia nella sua espressione in funzione di altri parametri
extra-astrologici quali, ad esempio, il sesso, la cultura, l'età
ecc.
Ora, si trova che la teoria dei quattro Elementi non sia più
pertinente per descrivere le "cause naturali fondamentali"
alle quali Tolomeo fu così attaccato.
Modello efficace per capire e descrivere le forze della natura
durante quasi due millenni, da allora superato da nuovi concetti
della fisica: si sa oggi con certezza che la Natura non è
fatta esclusivamente di Fuoco, di Terra, di Aria e di Acqua, ma
di particelle subatomiche che si raggruppano in atomi, i quali
agglomerandosi, danno vita a molecole ecc. La tabella periodica
degli elementi di Mendeleïev sostituisce oramai i quattro
Elementi tradizionali.
L'astrologia moderna, per rimanere fedele allo spirito di Tolomeo,
deve dunque cercare di trovare le "cause naturali fondamentali"
dell'influenza astrale, integrando tutte le vertiginose scoperte
scientifiche di questi ultimi due secoli. Ciò significa
che deve abbandonare la teoria dei quattro Elementi, definitivamente
obsoleta. Deve anche obbligatoriamente essere condizionalista,
cioè riconoscere, come Keplero (astronomo-astrologo, 1571-1630),
che l'effetto astrale "agisce sull'uomo durante la sua vita
come gli spaghi che un contadino annoda intorno alle zucche del
suo campo: i nodi non fanno crescere la zucca, ma determinano
la sua forma. E lo stesso è per il cielo: non dà
all'uomo le sue abitudini, la sua storia, la sua felicità,
i suoi figli, la sua ricchezza, sua moglie... ma ne facilita la
possibilità".
L'
ASTROLOGIA CONDIZIONALISTA >>
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Per saperne di
più, Vi consiglio la lettura completa del libro
presentato QUI. Avrete
modo di conoscere i vari significati di Pianeti, Aspetti,
Case, etc. e le loro denominazioni astro-condizionaliste.
Fernanda
Nosenzo Spagnolo
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