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TRASCENDENZA ESTENSIVA
FUNZIONE PLUTONIANA


Formula positiva. Trascendenza della Trascendenza: mantenimento, rinforzamento e auto-regolazione del livello “T”.

 Il multiplo rinvia al multiplo, il complesso al complesso. Il mistero s'intensifica, la dispersione è al massimo, l'eterogeneità rimane. Più informazioni si ripetono all'infinito, come apprenderne il senso, il significato?

 L'oscurità è totale... Questa è la densità assoluta, la profondità ottimale, il totale non conosciuto.

 A livello psicologico, l'individuo si riduce all'essenziale, all'invisibile, all'impalpabile e al non conosciuto: il suo essere, la sua autenticità irriducibile alla sua apparenza, ai suoi condizionamenti sociali, al suo modo d'esistere.

 Parlare di Plutone è come tradirlo poiché la funzione tT si trova agli antipodi di ogni significato, di ogni simbolizzazione, di ogni verbalizzazione umana.

 Plutone è meglio come anti: è l'anti-norma, l'anti-modello, l'anti­-certezza, l'anti- apparenza.

 Plutone si riconosce informalmente, senza passare dall'immagine che di sé dà agli altri, senza passare attraverso l'immagine deformante che dà a se stesso e di se stesso e che potrebbe indicarci la sua vera identità.  Ma Plutone non si identifica né col suo sembrare, né col suo essere. Sa ciò che è, e solo questo conta.

 Il plutoniano è fondamentalmente refrattario, marginale, singolare. Non dà ascolto che all'istinto o al destino. E' ricco della molteplicità delle tendenze che lo animano, è in contatto segreto e permanente con la realtà con l'Universo, con l'anima delle cose o degli esseri, o semplicemente con l'ignoto.

 Al limite possiamo dire che ha la “scienza infusa”, è colui che non ha bisogno d'apprendere per conoscere, è direttamente sintonizzato con l'assoluto, con l'essenziale.

 Plutone è nella notte, amante della notte e transita fino alla fine della notte.

 Per lui, le apparenze visibili, come pure le testimonianze degli altri sensi che fanno apparire il mondo come solido, materiale, concreto, non sono altro che illusione, in fondo soltanto il segreto riesce a mantenersi d'epoca in epoca, impenetrabile, mentre ogni destino non è che l'incerta fuga verso l'ignoto.

 Plutone è ricco d'una indicibile coerenza interiore, mentre visto dall’esterno sembra moltiplicare le sue maschere, le sue esperienze senza un apparente filo conduttore, in una totale e permanente discontinuità.  Non ha linee direttrici, né principi, né certezze, segue il filo d'Arianna della sua verità interiore, oscura, istintiva, densa e profonda. Non cerca d'essere autentico, semplicemente non lo è.

 Plutone è il multiplo, riesce a nasconderci la sua unità profonda, come il Sole unico, ci nasconde la sua molteplicità.

 tT, (trascendenza della Trascendenza) è questa formula della distanza assoluta che rende possibile la massima obiettività.

 Se ha del giudizio, questo è impietosamente, freddamente e sicuramente obiettivo.

  Plutone può essere totalmente democratico o anarchico, per lui il vero problema non è di conformarsi ad una legge artificiale ed abusivamente unificatrice.

Ad ognuno la sua vita, a ciascuno i propri valori, la propria morale e al termine della vita terreste Dio se ve ne è uno, riconoscerà i suoi.  Se invece non vi è un Dio non cambia nulla, resta solo il fatto di dover rendere conto alla propria coscienza, la più implacabile e la maggiormente e terribilmente equilibrata, perché non si può sfuggire a quanto in noi è profondamente inciso.

 Paradossalmente, la funzione tT (il collettivo che rinvia al collettivo) incita ad un iper-individualismo selvaggio. Il paradosso, infatti, non è che apparente. Si tratta di preservare l'irriducibile originalità del proprio essere, della propria anima per cui è necessario prendere una certa distanza tanto nei confronti dei propri condizionamenti etnici quanto da quelli sociali, non ci si deve fondere o riconoscere in qualche assoggettamento, in qualche emblema, linguaggio o bandiera che sia.

 L’essere puro e universale deve purtroppo pagare un prezzo e dobbiamo riconoscere che il plutoniano anche se nascosto dietro ad un apparente cinismo, resta ipersensibile alla tragicità del destino umano…

 Evidentemente, l'abbiamo già visto nella Teoria dell'Età, non è difficile per un plutoniano porsi al di fuori e al di là di ogni opinione, di ogni norma e prevenzione, in breve di tutto il "conosciuto" socio-­culturale del proprio ambiente come pure della propria epoca. Esiste per radicalmente relativizzare ciò che sembra il più certo ed il meglio stabilito e per rimettere totalmente in discussione, a priori, tutte le certezze e tutto ciò che può sembrare ovvio e che invece non lo è.

 Plutone è la pura trasmutazione ed anche il meccanismo d'auto­ripetizione della stessa trasmutazione, vale a dire il rinnovo permanente.

 Abbiamo inoltre notato che non è per niente facile integrare al livello individuale le realtà plutoniane, in pratica, una posizione forte di Plutone non è sempre facile da definire, perchè è necessario essere già ad un cero livello di conoscenza per interessarsi ai settori plutoniani. E' proprio per questa ragione che bisogna essere prudenti e rimanere sul piano caratteriale immaginando un Plutone dalla dimensione usuale, immaginarlo anche come un piccolo scorpione inquisitore, segreto, freddo e caldo, amante dei pericoli, molto adattato al notturno e geloso della propria originalità (Nicola).

Formula negativa. non E, non R
 non Esistenza, non Rappresentazione

 E' impossibile o inaccettabile viverlo o parlarne, Plutone negativo e votato al non fare ed al silenzio. Soltanto l'inconscio lo avvolge e può avvincerlo in una forma di fatalità oscura che toglie ogni volontà d' azione o di comprensione.

 Plutone negativo si prenderà cura di rovesciare la nostra artefatta scenografia. Sarà indifferente, amorale, cinico, corrotto o folle, anomalo, deviante.

 Radicalmente marginale, non integrabile, inaccettabile. Non - E, Plutone rifiuta o è incapace di ogni confronto, di ogni scambio, di ogni rapporto affettivo. Non può adattarsi alle esigenze della vita quotidiana, economica, materiale rifiuta il combattimento ed il coraggio.

 Distrugge o si auto-distrugge.

 Non-R, non può accettare di mettersi in sintonia con lo status sociale. Non ha né scopi, né progetti, non viene e non va da nessuna parte, attraversa la vita come un perfetto estraneo che non sa né da dove viene, né dove va.

 E' completamente abulico, equivoco o complicato, non s'impegna e non si appassiona a niente, non ha nessun punto di riferimento. Vaga nell'oscurità completa, prigioniero dei suoi ripensamenti non formulati...

 Non è il caso d' insistere, rileggete il Plutone della Teoria dell’Età

 Nell'impersonale

 A livello della società, Plutone rappresenta la base, il collettivo in sé, anonimo, segreto, deleterio, incomprensibile, irriducibile all'organizzazione sociale.

 E’ in stretta relazione con coloro che sono piuttosto lontani da ogni centro decisionale di potere, politico o economico: i poveri, i barboni, i folli, gli emarginati, i reprobi, i senza identità, cioè tutti quelli che non hanno nessun altro potere se non quello d'essere se stessi, senza apparenza e senza ricchezza materiale.

 Sul piano scientifico, Plutone interesserà l'oggetto in sé, la realtà dell'Universo, la natura nascosta delle cose, il mondo fisico non percepibile o che sfugge alle nostre percezioni vale a dire l'obiettivo stesso della scienza perché questo fine è d’essenza metafisica e sta al di là di ogni esperienza (Max Planck, Plutone all'Ascendente).

 Questa immensità che è inaccessibile, in effetti, la formula tT, informa che ci si dirige verso il lungo termine ma non vi si arriva mai e l'ignoto (T) rimane ignoto (t)...

 Plutone è anche la democrazia, la collettività. Si autoregola senza aver bisogno di nessuna organizzazione centrale.  Un mito allo stato attuale delle cose!

 Può significare il caos, l'anarchia, la disorganizzazione assoluta, il rifiuto di ogni autorità, di ogni ideologia, di ogni norma e direttiva.

 Sul piano metafisico, ed è veramente a questo livello che Plutone è maggiormente a suo agio, la formula tT implica la metafisica pura, la Trascendenza totale.

 Per il credente, è il divino nella sua Trascendenza assoluta. “Io sono colui che sono” Qui il divino non interviene più negli affari umani.  Non vi è che la legge divina, la Giustizia immanente, l'equità matematica dei giudizi che Dio ha stabilito da ogni eternità.

 Il Divino è l'Infinito, l'Eterno, l'Assoluto e solo questo è importante.

 Plutone non risponde alle nostre domande, non comprende le nostre sofferenze, non ricompensa le nostre virtù. Non ci si può che prosternare davanti al suo mistero ed alla sua immensità, farsi completamente umili ed anonimi per poterlo avvicinare un poco.

 Plutone non esiste, non ha un viso rassicurante, egli è, e le sue vie sono impenetrabili altrettanto come le sue volontà ed i suoi disegni.

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