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Riferimento generale:
Il reale... ed i metodi d'approccio.
Riferimenti specifici: La durata dei cicli delle rivoluzioni
siderali, durata esprimibile con delle frequenze.
Questo riferimento eliocentrico ha dato inizio ad una vivace
critica: essendo l'astrologia - metafisicamente o fisicamente?
-geocentrica, sembra illegittimo giustificarla con cicli che
si riferiscono al sole. In realtà, i cicli eliocentrici
danno frequenze semplici, non composte. Si ottengono i cicli
geocentrici (rivoluzioni sinodiche) per aggiunta o sottrazione
tra la frequenza terrestre e quella di un pianeta. Ne deriva
che il tempo-intervallo tra due congiunzioni superiori osservabili
(geocentrismo) si esprime per Mercurio e Venere con: 1/S = 1/T
- 1/A equazione nella quale: S = rivoluzione sinodica A
= rivoluzione siderale della terra T = rivoluzione siderale
del pianeta. Ad esempio, per Mercurio, adottando il giorno
medio e l'anno del calendario giuliano: A = 365,25 jm 1/A
= 0,0027378 T = 88,00 jm 1/T = 0,0113636 da cui si ottiene:
1/S = 0,0113636 - 0,0027378 = 0,0086258 e, finalmente: S = 115,93
jm, rivoluzione sinodica (media) di Mercurio o intervallo di
tempo trascorso tra due congiunzioni superiori Sole-Mercurio.
A decorrere da marzo, la formula si scrive: 1/S = 1/A - 1/T.
Come per Mercurio e Venere, essa opera su delle frequenze.
La dichiarazione d'incompatibilità tra un geocentrismo
astrologico ed un eliocentrismo astronomico fa parte delle grezze
sottigliezze propagandate da "metafisici" che non
cedono la parola a coloro che pretendono di superare (méta:
oltre). Si sono chiesti se gli aspetti planetari dipendessero
dalle frequenze diarmoniche di un periodo, o da divisioni spaziali
che comportano incidenze caratteristiche? L'autore che ci affligge
con l’indice ciclico semplicemente non comprende la differenza
tra spazio e durata, così aggiunge archi percorsi agli
archi non percorsi, come se per calcolare l'età media
di una famiglia, si aggiungesse la speranza di vita di un centenario
ai primi giorni di un neonato. Ma la cosa più incredibile
è che ancora trovino sostenitori ed editori, malgrado
dicano certe sciocchezze.
Con spirito tolomeiano, ma utilizzando questa volta le conoscenze
della nostra epoca, i condizionalisti applicano i cicli siderali
alla psicogenetica. La teoria delle età rappresenta questa
applicazione che consiste semplicemente nell’osservare quali
acquisizioni mentali, psicologiche, fisiologiche, relazionali
si producono nell'evoluzione normale dell'uomo, nella successione
degli intervalli di tempo dato dalle durate di rivoluzioni siderali
prese in ordine crescente. Lontano dai mitici dei, i significati
planetari sono studiati dal vivo negli apprendistati e le acquisizioni
d’ogni età della vita messa in parallelo con il ciclo
più vicino all'età interessata.
Gli altri cicli, in una sequenza determinata dall'intervallo
di due pianeti, non sono eliminati. Sono presi in considerazione
secondo l'importanza dell'aspetto planetario - e più
precisamente secondo l’armonia - messa in discussione. Così,
essendo la rivoluzione siderale di Giove di 12 anni, quella
di Saturno di 29,5 anni circa: l'intervallo di tempo dai 12
ai 29,5 anni si pone sotto il dominio di Saturno, non escludendo
altre componenti, come ad esempio, il passaggio, del pianeta
Urano che viene dopo Saturno, dal primo sestile (attorno ai
14 anni) al primo quadrato (attorno ai 21 anni), poiché
questi aspetti si possono indicare con armonie dei periodi o
delle totalità multiple delle frequenze interessate.
Con due dei pianeti lenti, il condizionalista comprende la fase
dai 14 ai 21 anni come il tempo forte di Saturno modulato da
un'armonia uraniana (da sestile al quadrato). Un aspetto
natale Saturno-Urano non è una posizione solidificata
assolutamente statica, ma rappresenta immediatamente l'adolescenza
come una tappa formativa significativa.
Generalmente, si concepisce un tema d'età: tema universale
che dà per ogni età della vita gli allungamenti
(medie) interni dei pianeti lenti. Questo tema può avere
applicazioni diverse e, soprattutto, di previsione. Permette
una spiegazione dei transiti.
La teoria delle età non si limita a
registrare i lavori della psicogenetica (Piaget, Wallon, Spitz),
ma li chiarisce. Il suo contributo può essere considerato
d’estrema importanza sul piano delle scienze umane e biologiche
e sul piano della filosofia di queste scienze.
Con la teoria delle età, il tempo umano,
il significato della sua durata, si spiegano diversamente da
un semplice svolgimento cronologico. Nello stesso modo in cui
si scompone la luce bianca tramite un prisma, il tema d'età
indica l'organizzazione interna delle componenti di un momento
o età della vita. Si passa da una dimensione temporale
primaria ad una rappresentazione di strutture ritmiche: il "tempo"
si formalizza in schemi geometrici che non hanno nulla a che
vedere con la simbologia spaziale. Ad esempio: la velocità
di cicatrizzazione (Lecomte du Noüy) che ha un suo tempo
biologico è formalmente rappresentabile con un segmento
di ramo d'iperbole. La figura si presta ad estrapolazioni simboliste
ma può accadere. Mentre il "segnale astratto",
dà istantaneamente l’idea del passato-presente-futuro
di un recettore fisiologico, col destino tracciato dalla cicatrizzazione.
Alcune proprietà della curva possono, con prudenza e
rigore, indicare le proprietà del tempo della vita che
non appaiono nello studio puramente cronologico dei processi
vitali. Si ottiene la stessa rappresentazione geometrica
con le velocità lineari dei corpi sottoposti ad una forza
centrale e le loro distanze da questo centro attraente, il prodotto
della velocità dalla radice della distanza che dà
una costante. Un altro segmento di ramo d'iperbole appare nella
distribuzione degli assi equatoriali planetari (6).
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