CONCLUSIONE: LA SCALA UMANA

  

Molti fenomeni citati sopra riguardano gli organismi viventi molto elementari, dei vegetali o degli animali. Ma l’oggetto principale di studi dell’astrologia è l’essere umano. L’affinamento biologico particolare che si riconosce a quest’ultimo non modifica le manifestazioni dei processi naturali che sembrino essere alla base dell’effetto astrologico?

Sembra di sì, nella misura in cui i fattori sociali e psicologici condizionino l’espressione di questi processi fino a renderli perfino irriconoscibili. Basta ricordare a quale grado di complicazione rituale e simbolica l’uomo ha portato le condizioni di soddisfazione dei suoi bisogni elementari più palesi: alimentazione, funzioni sessuali, tipi di riposo, sono diventati nell’uomo, veri percorsi ad ostacoli simbolici perché il soggetto possa raggiungere condizioni giudicate accettabili dalla società: leggi, regole, tradizioni, convenienze, decenze, che si dovrà, riguardo all’altro in una parola, allontanano la soddisfazione bruta talvolta fino a distanze vertiginose.

Questo genio incredibile, che ha l’uomo per complicarsi la vita, è la contropartita delle stesse facoltà che gli assicurano un dominio ineguagliabile sul suo ambiente. Conviene anche adattarvicisi. Poniamo semplicemente la domanda di sapere quali tappe biologiche s’interpongono fra la modulazione dell’espressione del genoma ed il comportamento umano. Secondo l’astrologia il momento della nascita è decisivo per lo stabilirsi di una impronta astrologica dell’essere umano. ora, giustamente, non se ne sa troppo perché, alla fine dei nove mesi, si svolga il parto ad un momento piuttosto che ad un altro. L’utero della donna è circondato da muscoli - il miometrio - composto da cellule - dette miometrali - che possono contrarsi individualmente. La contrazione globale dell’utero è la risultante delle contrazioni sincronizzate di tutte queste cellule; per conduzione intercellulare, ciascuna cellula del miometrio informa le sue vicine della propria contrazione, ma essa passa in seguito ad un periodo refrattario in cui non potrà contrarsi.

Tutto il problema è sapere quali sostanze chimiche facilitino la contrazione intercellulare e modulino la durata del periodo refrattario. Quando le contrazioni si accelerano, “il sistema madre-bambino somiglia in quel momento ad un orologio a pendolo che oscilla sempre più veloce. Ma questa regolarità non è così perfetta come quella dell’orologio a pendolo. Ciò può nascondere, per il fisico, un fenomeno “caotico”.

Ora, nei fenomeni caotici, fattori estremamente deboli od aleatori possono modificare l’evoluzione del sistema osservato. I fattori astrologici possono influire così sul momento della nascita, tenuto conto del livello molto sottile in cui essi interessano il sistema.

In che cosa la nascita può “marcare per la vita” al punto che si possano far figurare le particolarità di questa impronta in un tema astrologico? L’embrione e il feto sono nelle condizioni favorevoli per giocare il ruolo di corpo nero (ricevendo dunque le razioni termiche-ottiche dei pianeti). La fecondazione, la divisione dell’uovo, la segmentazione, la gastrulazione, lo sviluppo fetale, sono processi intrauterini e sono essenzialmente determinati dall’espressione spontanei e poco modulata del genoma ereditario dei genitori. Soprattutto gli organi, ancora incompletamente formati e non autonomi di fronte alla madre, non sono in grado di funzionare secondo lo stesso metabolismo che, più tardi, avrà il bambino. L’attività metabolica del feto comporta temperature interne differenti secondo gli organi, ma senza dubbio più o meno in disarmonia con la restituzione fedele dell’energia planetaria per le lunghezze d’onda corrispondenti.

Le lunghezze d’onda dell’energia radioattiva proprie agli organi dell’essere umano sono probabilmente determinate dalle funzioni di questi organi anch’esse memorizzate nel genoma. Certi organi consumano più energia di altri, la lunghezza d’onda che essi producono ha tendenza ad avvicinarsi alle lunghezze d’onda planetarie, agendo la maggior parte nella ripartizione dell’energia globale.

La specializzazione di queste cellule del corpo umano, che decide fra l’altro il livello d’espressione metabolica, si gioca al momento della vita intrauterina (segmentazione e gastrulazioni). Ciascun tipo di cellule possiede allora un metabolismo che gli è proprio, dunque partecipa all’emissione radioattiva su una lunghezza d’onda che gli è specifica.

Al momento della nascita, ciascun tipo di cellule, ormai in grado di rispondere direttamente all’influenza radioattiva dell’energia planetaria, adatta la sua attività metabolica (e dunque la sua contribuzione all’emissione infrarossa) sull’energia radioattiva fornita dalla lunghezza d’onda planetaria più vicina alla propria emissione radioattiva.

Questa polarizzazione non avviene senza il richiamo delle regole che reggono i livelli di energia dell’atomo e le frequenze corrispondenti ai raggi spettrali specifici, come se, per il corpo umano, per i pianeti e l’atomo non fosse possibile stabilizzare l’attività non importa a quale stato eccitato, ma al contrario ad un numero limitato di stati eccitati possibili.

La nascita giocherebbe dunque il ruolo di liberatore di questi allineamenti di attività metaboliche sulle energie radioattive planetarie, il che comporta importanti modifiche cellulari, ormonali e nervose. Questo allineamento, lungi dall’essere istantaneo (dopo un picco di sovrattività alla nascita) si costruisce progressivamente al momento dei funzionamenti e degli apprendimenti, donde l’importanza delle variazioni cicliche dei segnali dell’energia planetaria. Quello che entra progressivamente nella memoria del genoma codificante, è una griglia di lunghezze d’onda e di intensità energetiche su cui sono restituite le energie planetarie ricevute.

Geneticamente, certi organi possono essere programmati, dalla segmentazione, per un’attività metabolica su un livello d’energia vicina ad una lunghezza d’onda piuttosto che ad un’altra. Ciò significa che, quando il valore della lunghezza d’onda è messo in risalto per delle ragioni gravitazionali, le cellule degli organi in questione esprimono a pieno il loro genoma, perché la gravitazione sembra favorire l’espressione dell’ADN.

Al momento della nascita sembra che i cambiamenti delle secrezioni endocrine, degli ormoni, giochino un ruolo essenziale. La nascita è vissuta dal feto come un brutto momento da superare. Ciò si nota dalla gittata secretoria di cordicoidi e di catecolamine nel sangue del neonato, il che è molto caratteristico di uno stress importante; e, nel maschio, un picco di testosterone è osservabile alla nascita. Non lo si spiega molto bene, ma deve esistere, come presso il ratto, indispensabile ad un comportamento sessuale normale all’età adulta.

Se è vero che una scarica di ormoni alla nascita condizioni certi aspetti della vita adulta, il raggiungimento potrebbe essere generalizzato a tutti gli ormoni. Per esempio, sul piano delle tipologie psicologiche elementari, le differenze tra estrovertiti ed introvertiti hanno nette correzioni ormonali.

Ora, le secrezioni endocrine sono per la maggior parte sotto il controllo di numerosi geni che possono esprimersi o no, e questo, permanentemente o da un tempo all’altro. L’espressione dei geni e le secrezioni endocrine al momento della nascita sono dunque vie di ricerca essenziali.

Beninteso, che queste secrezioni siano più o meno abbondanti alla nascita non può mancare di avere un’influenza sull’attività di tale o tal altro organo sensibile a tale ormone, in maniera elettiva, di tal tipo di tessuto venuto fuori dalla gastrulazione a livello embrionale: ectoderma, mesoderma, endoderma (differenti per il loro livello metabolico, la loro temperatura, la loro potenza di restituzione energetica, i modi biochimici del loro funzionamento) o di tale o tal’altra parte del cervello che gestisce l’uno o l’altro di questi organi o di questi tessuti.

Per esempio, i tessuti che consumano molto glucosio e ossigeno (muscoli striati derivati dal mesoderma) hanno una temperatura e dunque una restituzione energetica molto più elevata della media del corpo, il che li mette in risonanza col livello Esistenza dell’astrologia condizionalista.

Quanto ai legami idrogeno che giocano un così grande ruolo nell’ipotesi astrologica si potrebbe supporre che non possano essere direttamente interessati dalle forti gravitazioni che presso i microrganismi elementari. Presso gli essere evoluti la gravitazione potrebbe soprattutto giocare il ruolo di segnale eccitante a porre l’energia necessaria alla modificazione dei legamenti d’idrogeno nel mezzo nutritivo presunte nel substrato acquoso delle cellule.

Di questo tessuto di ipotesi dobbiamo costituire un programma di esperienze, di cui molte non interessano solamente gli astrologi, ma ben altre discipline. Ci resta da augurarci che questo programma possa essere messo in opera.