:: HOME ::

:: ARIETE

:: TORO

:: GEMELLI

:: CANCRO

:: LEONE

:: VERGINE

:: BILANCIA

:: SCORPIONE

:: SAGITTARIO

:: CAPRICORNO

:: ACQUARIO

:: PESCI

 

 
Il senso del riso si riferisce a quel gioviale senso dell'umore che solo può completare ed incoronare il cammino di crescita della personalità. I Pesci, ultimo segno dello Zodiaco, rappresenta il traguardo finale, lo stato da raggiungere. Il "riso" è la capacità di superare amarezze e risentimenti, rimpianti e frustrazioni, tutte quelle sofferenze spesso inconsce ed immotivate che turbano l'anima dei Pesci. Il "riso" nasce dalla constatazione del fatto che le paure che ci bloccavano ed irrigidivano nelle nostre piccolezze erano in realtà vuote ed irreali.

I Pesci è il segno più adatto a scoprire il senso globale di tutte le esperienze della vita, quelle belle e quelle brutte, e a vedere come esse facciano parte di un unico piano. I Pesci sono chiamati a superare la dualità bene-male, e il "riso" - se spontaneo e genuino, invece che forzato o falso - è l'espressione di chi ha raggiunto tale stato, anche se per pochi istanti. Il riso nasce dalla capacità di vedere le cose capovolte, di ridicolizzare quelle numerose esigenze di noi stessi o della società che ci vorrebbero sempre tesi, preoccupati, freddi. Spesso basta una cosa da poco per opprimerci: il riso è la capacità di porre ogni cosa al suo posto e di relativizzare le nostre paure. L'astrologia ebraica, nell'attribuire il senso del riso all'ultimo segno, ci ricorda che la felicità è l'essenza ultima della vita, e che ogni scuola o ideologia, polita o religiosa che sia, se non contiene in se stessa la forza di autocritica e di autosdrammatizzazione, è falsa.

La tribù dei Pesci è quella di Naftali. Questo nome contiene le stesse lettere del l'espressione, NOFET LI, che significa "Mi addolcisco!". Il riso è la capacità di essere dolci. Si fa notare in Cabalà che il trasformare l'amaro in dolce sia ancora più difficile del trasformare l'oscurità in luce. Il compito dei Pesci non è quello di trovare una qualche nuova spiegazione filosofica, morale o teologica che risolva il vecchio problema della presenza del male nell'esistenza umana. Esso consiste piuttosto nello scoprire il luogo ove risiede il fondo di amarezza in ciascuno di noi e nell'addolcirlo, rendendo il proprio carattere più umano, più simpatico, più mite, più felice.

di Nadav Crivelli
www.cabala.org

HOME

 

  Aster Center