I dodici Sensi del Libro della Formazione


di
Nadav Crivelli


 Incominceremo col fare alcune considerazioni generali sui "SENSI" descritti nel
LIBRO DELLA FORMAZIONE

 Ogni mese il testo propone alla nostra attenzione una delle dodici vie archetipe fondamentali che ci connettono con la realtà interiore e circostante, dandoci modo di conoscerla, di esperimentarla  e di intergrare i suoi molteplici lati, spesso contradditori. Queste vie si chiamano "sensi" (hushim).
La radice ebraica HUSH (Heit - Vav - Shin) significa sia "sentire" che "veloce". Il primo significato è  all'origine dell'accezione usata dal "SEFER YETZIRA"; i "hushim" sono modi di sentire, di percepire. Ma all' occhio attento della Cabalà anche l' altro significato ha un insegnamento per noi. Si tratta di "rendere veloce" la nostra percezione, di accelerare i processi cognitivi, togliendoli da quel torpore che spesso ci impedisce di interagire in modo efficace col mondo circostante.

Nel connettere ogni mese dell' anno con un "senso", il LIBRO DELLA FORMAZIONE ci invita a concentrarci sul suo uso e significato durante tutta la durata del mese, per cercare di "rettificarlo". La "rettificazione" di un determinato senso consiste nel renderlo sempre meno l'espressione di una reazione inconscia ed abitudinaria a determinati stimoli, e sempre di più il canale della crescita, dell'espansione e del rinnovamento della coscienza. Per far ciò occorre rendere più veloce la sua opera. Non si intende qui una semplice rapidità di riflessi, per quanto utile ciò possa essere, specie nel  mondo moderno, sempre più vorticoso. "Velocità" qui è la capacità di liberarsi dai condizionamenti passati che programmano il funzionamento dei nostri sensi.
Ognuno di noi è legato a formule particolari nel suo modo di:

parlare, pensare, andare, vedere, sentire, fare,

toccare, odorare, dormire, arrabbiarsi, mangiare, ridere.

Tanto più abitudinarie ed inconscie sono le espressioni di queste attività, tanto più esse vengono chiamate "lente".
Applicando queste considerazioni al modello dei due emisferi cranici, destro e sinistro, la lentezza è la qualità del lato sinistro, col suo bisogno di verbalizzare ogni pensiero, di spiegarlo in lunghe catene di causa ed effetto. La velocità invece appartiene a quello destro, che è simultaneo, paradossale, intuitivo. In Cabalà le due facoltà pesanti connesse con questi emisferi si chiamano CHOKMA' (SAPIENZA) E BINA' (INTELLIGENZA). La sapienza risiede a destra e la sua qualità fisica più tipica è la velocità. Essa è spesso simbolicamente connessa con l'atto del vedere. L'Intelligenza risiede a sinistra ed è connessa con l'atto del sentire. Come è noto, il suono viaggia ad una velocità molto inferiore a quella della luce.

La rettificazione dei sensi consiste nel renderli sempre di più strumenti a disposizione dell' intuizione mistica, analogica e simbolica. In linea di massima, la cultura occidentale ha dato una preferenza esagerata alle funzioni cranici del'emisfero sinistro. Parte del compito assolto dallo studio della Cabalà e dalla pratica da lei proposta è quello di riportare in equilibrio i due modi di pensare e di sviluppare il "terzo cervello", chiamato in Cabalà DA'AT (CONOSCENZA UNITIVA), il cui compito è quello di unificare gli altri due.

Resta da spiegare come mai si parli qui di dodici sensi, invece dei soliti cinque tradizionalmente descritti. Una spiegazione completa comporterebbe il doversi rifare ai concetti basilari della Cabalà troppo complessi per venir trattati in questa sede. Basti qui far notare una peculiarità anatomica del cervello umano che possiede un profondo significato agli occhi di quanti considerano il corpo umano come l'espressione di una sapienza superiore, come lo specchio materiale di un disegno che è per natura divino. Il cervello possiede dodici paia di nervi principali al suo interno, così cme riferito dai testi di anatomia. Pur se le loro funzioni non necessariamente coincidono con le espressioni sensoriali citate, tuttavia ciò dimostra quanto il numero 12 sia strettamente connesso con la nostra struttura biofisica e psicologica. Agli occhi della mente esoterica questi particolari sono molto significativi, per nulla casuali, e la Cabalà fa spesso riferimento alle corrispondenze esistenti tra funzioni spirituali e determinati organi fisiologici del corpo umano.

I dodici paia di nervi cerebrali vengono equiparati a dodici antenne , pronte a ricevere informazioni riguardanti lo sviluppo coscienziale umano, e insegnamenti su come effettuare il salto di qualità che si sta preparando in questp periodo.

Ogni mese siamo tutti chiamati a focalizzarci sul "senso" in questione, a renderci conto delle incrostazioni  e delle vecchie abitudini che lo bloccano o lo rallentano. In particolare, a seconda del segno zodiacale di nascita o dell'enfasi che uno o più di esse ricevono nel nostro tema natale, siamo chiamati a lavorare soprattutto  su quel senso o su quei sensi.

 I DODICI SENSI E I DODICI SEGNI DELLO ZODIACO

 LA VIA PER LA RETTIFICAZIONE DEI LATI FONDAMENTALI DEL CARATTERE UMANO

 Il Libro della Formazione ( Sefer Yetzira'), tra le molte e fertili connessioni tra Cabalà e astrologia, contiene un'interessantissima lista di dodici "sensi" della personalità, dodici espressioni del nostro continuo desiderio di sperimentare noi stessi e la realtà circostante, dodici canali aperti per mettere in comunicazione i vari livelli della creazione, superando l'esperienza della separazione che ci condanna ad un senso d'isolamento. In genere, lo scopo del Libro della Formazione (Sefer Yetzirà) è di fornirci una serie di informazioni ed insegnamenti tali da renderci capaci di riconoscere il messaggio divino contenuto nelle componenti principali della creazione: i segni, i mesi, i pianeti, gli elementi, i giorni della settimana, le direzioni dello spazio, le varie parti del corpo ecc... In particolare, per quanto riguarda la sua parte astrologica, il Libro della Formazione (Sefer Yetzira') vuole creare in noi la sensibilità all'opera di Dio che è racchiusa nei cicli del tempo e della natura, nella moltitudine delle stelle e dei pianeti. Ciò ha lo scopo di evitare l'errore di coloro i quali, nelle parole del profeta Isaia:

" l'opera di Dio non hanno osservato, e il lavoro delle Sue mani non hanno visto ".

 Nella persona consapevole i dodici sensi sono l'espressione di foze istintive, di "abitudini". Esse esprimono solamente le forze condizionatrici, spesso di natura inferiore, che governano la vita di colui che non ha ancora superato e addomesticato i quattro istinti basilari che abbiamo in comune con le specie animali:
a) l' istinto di sopravvivenza
b) quello sessuale e riproduttivo
c) l'istinto territoriale
d) il desiderio di potere.
La rettificazione del carattere consiste nel rendere sempre più consapevoli i dodici "sensi" che descriveremo in queste pagine, superando i condizionamenti e le abitudini inferiori e addestrandoli ad essere gli strumenti della consapevolezza superiore risvegliata. Così facendo, anche a livello fisico, i dodici paia di nervi cranici e i dodici meridiani fondamentali dell'agopuntura, che attraversano il corpo intero, diventeranno i canali tramite i quali le forze cosmiche super-coscienti fluiranno liberamente in noi e ci guideranno a prossimo livello dell'evoluzione umana: quello dell' Età della Pace Messianica, universale e cosmica.

Ecco la lista dei dodici sensi posti in relazione coi segni zodiacali a cui appartengono

ARIETE

PAROLA

TORO

PENSIERO RIFLESSIVO

GEMELLI

ANDARE

CANCRO

VEDERE

LEONE

SENTIRE

VERGINE

FARE

BILANCIA

TATTO

SCORPIONE

ODORATO

SAGITTARIO

SONNO

CAPRICORNO

IRA

ACQUARIO

MANGIARE

PESCI

RIDERE

Come si vede, oltre ai cinque sensi tradizionamente noti, se ne sono aggiunti altri sette.
Li spiegheremo uno per uno.

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Ariete

Toro

Gemelli

Cancro

Leone

Vergine

Bilancia

Sciorpione

Sagittario

Capricorno

Acquario

Pesci

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