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E' questo il "senso" più difficile da capire, l'unico a risvegliare conno-tazioni unicamente negative. Il Capricorno è il segno della vecchiaia, e il senso della rabbia ben si addice al carattere brontoloso ed irascibile di certi vecchi, che dalla vita non hanno certo imparato troppo. Il Capricorno è il segno nel quale l'ambizione di riuscita e di successo arrivano al loro massi-mo; nel mondo d'oggi, in cui le ambizioni sono spesso frustrate, la reazione tipica a ciò è facilmente quella della rabbia e del rancore. Anche nella persona le cui ambizioni si sono concretizzate rimane sovente un fondo irascibile, prepotente, difficile da trattare, come risultato delle lotte sostenute e della durezza di cuore acquisita nel combattere. Ovviamente tutte queste accezioni della "rabbia" sono negative, e vanno "rettificate". I Saggi d'Israele affermano che la rabbia è l'emozione più dannosa, e che va evita-ta in ogni modo. Tuttavia c'è un fondo di negatività in noi che sovente trova ampia espressione nelle nostre azioni. L'astrologia ebraica insegna che la rettificazione della "rabbia" passa attraverso diverse fasi. Innanzi tutto la rabbia dovrebbe nascere solo di fronte alla violazione delle norme di giustizia e di eguaglianza su cui ogni società dovrebbe essere basata.

Il Capricorno è il segno nel quale la coscienza sociale è la più sviluppata, ed è molto sensibile alla mistificazione degli ideali della vita collettiva. Inoltre, la rabbia è solo permessa contro se stessi, in piccole dosi, quando ci scopriamo in fallo. Infine, l'uso più nobile della rabbia è quando esso sfocia nella capacità di giudizio. La vera maturità sociale è espressa dalla capacità di valutare oggettivamente una realtà conflittuale (all'opposto del segno del Cancro, il più soggettivo) e dall'esprimere un giudizio efficace. Giudicare significa assolvere una parte e condannare l'altra, e l'energia negativa trova sfogo e sublimazione nella condanna, se questa è giusta e meritata.

Per tali motivi la tribù del Capricorno è quella di Dan, che significa "giudice". Infatti da quella tribù provenivano i giudici d'Israele, come pure i guerrieri più valenti, come Sansone, che battè da solo i filistei. Nel caso del guerriero la "rabbia" trova pieno sfogo contro il nemico della società.

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