LE MERAVIGLIE DELLA

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 dipinto di Rembrant

 
Sarà ora più chiaro come la Cabalà abbia veramente un messaggio insostituibile per il mondo d’oggi. “La pietra che i costruttori hanno rigettato” è proprio la tradizione ebraica, in particolare quella cabalistica. Ritenuta ormai finita ed inutile, noi solo dai cristiani e dai mussulmani, ma anche dai leader del movimento di risveglio della spiritualità nel mondo d’oggi, la Cabalà sta invece per divenire la “testata d’angolo”, cioè l’elemento che solo può portare a termine l’opera di perfezionamento della creazione.

La Bibbia contiene molte profezie, riguardo ogni tempo e luogo. Alcune di esse si sono già avverate, altre sono in via di realizzazione, altre ancora riguardano un futuro più lontano. Il periodo in cui viviamo, noto astrologicamente con nome di “inizio della Età dell’Aquario”, ha due riferimenti diretti nel Pentateuco. Il primo è nel libro dell’Esodo, nell’episodio che racconta come Mosè, dopo essere dovuto fuggire dall’Egitto, mentre si aggirava nel deserto incontrò le figlie di Ietro ad un pozzo. Queste donne, una delle quali, Tzippora, sarebbe in seguito diventata sua moglie, erano impedite dal poter attingere acqua da un gruppo di pastori che le molestavano. Dopo aver scacciato gli importuni, Mosè attinse acqua dal pozzo per le donne.

Ietro qui rappresenta la sapienza esoterica delle nazioni del mondo. Egli infatti possedeva sette nomi iniziatici, uno per ognuna delle principali religioni del mondo. Era inoltre esperto astrologo e mago. Le sue figlie rappresentano le giovani discepole, e questo è il primo segno chiaro che l’episodio sta dicendo qualcosa proprio a proposito della nostra epoca, la prima nella storia nella quale così tante donne hanno accesso alla conoscenza esoterica e al discepolato, riservati nel passato soprattutto agli uomini. Ietro le aveva mandate a “prendere l’acqua con un secchio”, e il verbo ebraico usato per descrivere questa operazione è indicato alla parola DLI, che oltre a significare “secchio” è anche il nome ebraico del segno dell’Aquario. Il pozzo è la sorgente di sapienza esoterica cui aspiriamo, il luogo dove sono contenute le istruzioni sul come raggiungere veramente Dio, l’Oggetto dei nostri desideri più profondi. L’acqua è una forma di coscienza capace di scorrere e fluire dentro di noi e di toglierei la sete esistenziale della nostra insoddisfazione ed incompletezza. L’acqua è anche il simbolo della pienezza emotiva, non solo di una forma di conoscenza intellettuale, ma di un’esperienza profonda, recepita anche dal sentimento. L’Aquario, pur essendo un segno d’aria, rappresenta proprio il fluire di conoscenza superiore dentro l’umanità, onde renderla in grado di superare il presente grado di civiltà e di entrare senza ulteriori indugi nell’età cosmica.

Le figlie di Ietro sono tutte quelle persone in ricerca (il femminile in Cabalà rappresenta il desiderio di ricevere) che ai giorni nostri percorrono le vie delle varie grandi tradizioni spirituali. Tuttavia l’attingere dal pozzo non è facile, in quanto il pozzo è guardato dai “guardiani della soglia”, i cani ringhiosi che tengono lontano i non addetti ai lavori e che hanno il compito di provare la nostra buona intenzione e vedere se siamo degni di guadagnare la gioia immensa che l’acqua di vita contiene. Tuttavia, senza l’aiuto di Mosè le donne non sarebbero riuscite ad avere accesso alla fonte. Non solo Mosè scacciò gli importuni ma, come la Bibbia afferama, “dalò dalà lanu” cioè sollevò l’acqua due volte per le donne. La ripetizione del verbo qui rappresenta il compimento pieno del messaggio contenuto nel glifo astrologico del segno dell’Aquario: due onde che fluiscono in modo parallelo (ecco di nuovo la Cabalà). Le due onde dell’Aquario rappresentano il carattere unificatore che la consapevolezza aquariana deve possedere, onde poter far fluire insieme materiale e spirituale, femminile e maschile, oriente ed occidente, fede e ragione, ed ogni altro tipo di opposti concepibile. La Torà afferma di contenere tutte le chiavi della riunificazione della sapienza iniziale, e senza il diffondersi dei parametri cabalistici, anche negli ambienti non ebrei, non è concepibile il salto di qualità dell’età messianica.

Un analogo messaggio è offerto da un brano della Torà nel libro del Levitico, ed è contenuto nelle parole di un altro degli esponenti dell’esoterismo delle nazioni non ebree, il mago Bil’am, il più grande esperto di magia nera che sia mai esistito. Chiamato da un re nemico di Israele affinchè lo maledisse, Bil’am è impedito di farlo da Dio stesso che invece di parole di maledizione mette in bocca a Bil’am alcune delle profezie più belle che esistono sul conto di Israele. In una di esse questo mago e esperto astrologo afferma:

“ izal main mi dalav …ve tenassè malchutò “ =

“ le acque sgorgheranno dal suo secchio … e il suo regno sarà innalzato”.

Secchio = dli, come visto, è il nome del segno dell’Aquario, che i Saggi dicono che sia proprio il segno di Israele. Israele è paragonato ad un secchio proprio perchè esso è lo strumento usato per attingere l’acqua, “e non c’è acqua se non la Torà”. Dunque, come vide perfino Bil’am, che era tutt’altro che amico di Israele, l’età dell’Aquario sarà quella in cui il regno d’Israele sarà innalzato al di sopra degli altri. Questa è una profezia messianica vera e propria, in quanto il prossimo re d’Israele potrà essere solo il messia figlio di Davide in persona.

Nè questo deve suonare trionfalistico, poichè senza ombra di dubbio tale affermazione non si riferisce ad un regno che replicherà i modelli esistenti, di ogni colore o tipo che siano, ma ad un sistema di governo che sarà l’avvento del regno di Dio in terra, e quindi fondato esclusivamente sulla pace, sul rispetto dell’integrità delle creature, sulla diffusione liberamente accettata della conoscenza mistica ed esoterica. La fratellanza e il benessere sociale saranno dati scontati, ed ognuno potrà esprimere nel migliore modo possibile i suoi talenti, siano essi artistici, pratici, morali, spirituali, mistici o altro. Secondo la Cabalà un tale ordine di cose non deve necessariamente essere preceduto da un altro bagno di sangue, come sostengono invece altri esoteristi. Possiamo già fluire in esso direttamente, senza ulteriori indugi, nella misura in cui sapremo davvero recepire il messaggio della Torà ed adeguarci ad esso sia ne pensiero che nelle azioni.

Nadav Crivelli  www.cabala.org

Fine

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