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Sarà ora più chiaro come
la Cabalà abbia veramente un messaggio insostituibile
per il mondo d’oggi. “La pietra che i costruttori
hanno rigettato” è proprio la tradizione ebraica,
in particolare quella cabalistica. Ritenuta ormai
finita ed inutile, noi solo dai cristiani e dai mussulmani,
ma anche dai leader del movimento di risveglio della
spiritualità nel mondo d’oggi, la Cabalà
sta invece per divenire la “testata d’angolo”, cioè
l’elemento che solo può portare a termine
l’opera di perfezionamento della creazione.
La Bibbia contiene molte profezie, riguardo ogni
tempo e luogo. Alcune di esse si sono già
avverate, altre sono in via di realizzazione, altre
ancora riguardano un futuro più lontano. Il
periodo in cui viviamo, noto astrologicamente con
nome di “inizio della Età dell’Aquario”, ha
due riferimenti diretti nel Pentateuco. Il primo
è nel libro dell’Esodo, nell’episodio che
racconta come Mosè, dopo essere dovuto fuggire
dall’Egitto, mentre si aggirava nel deserto incontrò
le figlie di Ietro ad un pozzo. Queste donne, una
delle quali, Tzippora, sarebbe in seguito diventata
sua moglie, erano impedite dal poter attingere acqua
da un gruppo di pastori che le molestavano. Dopo
aver scacciato gli importuni, Mosè attinse
acqua dal pozzo per le donne.
Ietro qui rappresenta la sapienza esoterica delle
nazioni del mondo. Egli infatti possedeva sette nomi
iniziatici, uno per ognuna delle principali religioni
del mondo. Era inoltre esperto astrologo e mago.
Le sue figlie rappresentano le giovani discepole,
e questo è il primo segno chiaro che l’episodio
sta dicendo qualcosa proprio a proposito della nostra
epoca, la prima nella storia nella quale così
tante donne hanno accesso alla conoscenza esoterica
e al discepolato, riservati nel passato soprattutto
agli uomini. Ietro le aveva mandate a “prendere l’acqua
con un secchio”, e il verbo ebraico usato per descrivere
questa operazione è indicato alla parola DLI,
che oltre a significare “secchio” è anche
il nome ebraico del segno dell’Aquario. Il pozzo
è la sorgente di sapienza esoterica cui aspiriamo,
il luogo dove sono contenute le istruzioni sul come
raggiungere veramente Dio, l’Oggetto dei nostri desideri
più profondi. L’acqua è una forma di
coscienza capace di scorrere e fluire dentro di noi
e di toglierei la sete esistenziale della nostra
insoddisfazione ed incompletezza. L’acqua è
anche il simbolo della pienezza emotiva, non solo
di una forma di conoscenza intellettuale, ma di un’esperienza
profonda, recepita anche dal sentimento. L’Aquario,
pur essendo un segno d’aria, rappresenta proprio
il fluire di conoscenza superiore dentro l’umanità,
onde renderla in grado di superare il presente grado
di civiltà e di entrare senza ulteriori indugi
nell’età cosmica.
Le figlie di Ietro sono tutte quelle persone in
ricerca (il femminile in Cabalà rappresenta
il desiderio di ricevere) che ai giorni nostri percorrono
le vie delle varie grandi tradizioni spirituali.
Tuttavia l’attingere dal pozzo non è facile,
in quanto il pozzo è guardato dai “guardiani
della soglia”, i cani ringhiosi che tengono lontano
i non addetti ai lavori e che hanno il compito di
provare la nostra buona intenzione e vedere se siamo
degni di guadagnare la gioia immensa che l’acqua
di vita contiene. Tuttavia, senza l’aiuto di Mosè
le donne non sarebbero riuscite ad avere accesso
alla fonte. Non solo Mosè scacciò gli
importuni ma, come la Bibbia afferama, “dalò
dalà lanu” cioè sollevò
l’acqua due volte per le donne. La ripetizione
del verbo qui rappresenta il compimento pieno del
messaggio contenuto nel glifo astrologico del segno
dell’Aquario: due onde che fluiscono in modo parallelo
(ecco di nuovo la Cabalà). Le due onde dell’Aquario
rappresentano il carattere unificatore che la consapevolezza
aquariana deve possedere, onde poter far fluire insieme
materiale e spirituale, femminile e maschile, oriente
ed occidente, fede e ragione, ed ogni altro tipo
di opposti concepibile. La Torà afferma di
contenere tutte le chiavi della riunificazione della
sapienza iniziale, e senza il diffondersi dei parametri
cabalistici, anche negli ambienti non ebrei, non
è concepibile il salto di qualità dell’età
messianica.
Un analogo messaggio è offerto da un brano
della Torà nel libro del Levitico,
ed è contenuto nelle parole di un altro degli
esponenti dell’esoterismo delle nazioni non ebree,
il mago Bil’am, il più grande esperto di magia
nera che sia mai esistito. Chiamato da un re nemico
di Israele affinchè lo maledisse, Bil’am è
impedito di farlo da Dio stesso che invece di parole
di maledizione mette in bocca a Bil’am alcune delle
profezie più belle che esistono sul conto
di Israele. In una di esse questo mago e esperto
astrologo afferma:
“ izal main mi dalav …ve tenassè
malchutò “ =
“ le acque sgorgheranno dal suo
secchio … e il suo regno sarà innalzato”.
Secchio = dli, come visto, è il
nome del segno dell’Aquario, che i Saggi dicono che
sia proprio il segno di Israele. Israele è
paragonato ad un secchio proprio perchè esso
è lo strumento usato per attingere l’acqua,
“e non c’è acqua se non la Torà”. Dunque,
come vide perfino Bil’am, che era tutt’altro che
amico di Israele, l’età dell’Aquario sarà
quella in cui il regno d’Israele sarà innalzato
al di sopra degli altri. Questa è una profezia
messianica vera e propria, in quanto il prossimo
re d’Israele potrà essere solo il messia figlio
di Davide in persona.
Nè questo deve suonare trionfalistico,
poichè senza ombra di dubbio tale affermazione
non si riferisce ad un regno che replicherà
i modelli esistenti, di ogni colore o tipo che siano,
ma ad un sistema di governo che sarà l’avvento
del regno di Dio in terra, e quindi fondato esclusivamente
sulla pace, sul rispetto dell’integrità delle
creature, sulla diffusione liberamente accettata
della conoscenza mistica ed esoterica. La fratellanza
e il benessere sociale saranno dati scontati, ed
ognuno potrà esprimere nel migliore modo possibile
i suoi talenti, siano essi artistici, pratici, morali,
spirituali, mistici o altro. Secondo la Cabalà
un tale ordine di cose non deve necessariamente essere
preceduto da un altro bagno di sangue, come sostengono
invece altri esoteristi. Possiamo già fluire
in esso direttamente, senza ulteriori indugi, nella
misura in cui sapremo davvero recepire il messaggio
della Torà ed adeguarci ad esso sia ne pensiero
che nelle azioni.
Nadav
Crivelli www.cabala.org
Fine
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