LE MERAVIGLIE DELLA

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La Cabalà è un rimedio efficacissimo anche contro questi due pericoli. La parola stessa viene dalla radice qabal che significa “ricevere”, nel senso di una tradizione tramandata da generazione a generazione. I cabalisti affermano che la tradizione esoterica era agli inizi un tutto unico e completo, che essa si frammentò solo in seguito, con l’episodio della Torre di Babele. Questo evento fu causato dall’ingorgoglimento degli “iniziati”, di coloro che detenevano le chiavi della conoscenza segreta, e del loro volerla usare per elevarsi al di sopra di tutti gli altri, Dio compreso. Lo stesso errore si sarebbe poi ripetuto molte volte, fino ai giorni nostri. Allora però essi avrebbero potuto riuscirci, dato che la conoscenza esoterica era ancora un tutto unico. Non così oggi, quando i vari frammenti non hanno da soli abbastanza forza da poter innalzare coloro che li posseggono al di sopra di tutti gli altri. Questi frammenti sono presenti in misura maggiore o minore in tutte le religioni, in ogni credo e cultura. Il nostro compito è di rintracciarli ovunque essi si trovino, di ripulirli dalle incrostazioni e di riunificarli. Questo perchè senza la luce della conoscenza- sapienza unificata nessuno riuscirà veramente a trovare la strada verso la pace, e i nostri sforzi rischiano di essere vani. E il lavoro più importante, anche se non è l’unico, lo dobbiamo fare proprio a casa nostra, nell’ambito delle nostre radici, del nostro passato di individui e di popolo.

Ciò non esclude il confronto con i popoli e le tradizioni lontane, ma lo condiziona alla misura con cui ciascuno di noi è abbastanza afferrato nell’ambito di ciò che gli appartiene innanzi tutto. La Cabalà afferma di possedere le chiavi unificatrici di tutti i frammenti di conoscenza divina sparsi qua e là, ed il compito del popolo ebraico nella storia è proprio quello di preservare e di tramandare questa chiave finchè non verrà il momento di usarla in modo pieno ed efficace. Questo momento si sta avvicinando, è l’Età dell’Aquario è la profezia più chiara dell’avvicinarsi dei tempi messianici.

Come fare però ad essere sicuri che una tale affermazione sia vera, e non sia invece il ripetersi del caso in cui una religione pretende di essere l’unica era a discapito delle altre, favorendo quindi odio e separazione invece di amore ed unione? Sia subito chiaro che non c’è una risposta sicura a questa domanda, ma ci si può avvicinare tramite un processo di indagine e di confronto molto schietto ma anche molto difficile. Esso richiede infatti grande disponibilità, intelligenza, cultura, e sincero desiderio di conoscere Dio e la verità. Vedremo in seguito alcuni punti importanti che possono aiutarci a capire la fondatezza di questa affermazione.

Prima però va spiegato come la Cabalà possa essere un rimedio anche al secondo dei mali sopracitati: quello di eliminare ogni differenza, presi come si è dal desiderio di unione. Il significato primo e più importante della radice qabal vuol dire “parallelo. La Cabalà è l’arte dei parallelismi, delle corrispondenze. Il suo studio e la pratica dei suoi esercizi e discipline addestrano la coscienza a percepire l'ordine meraviglioso di tutto il creato, e come questo ordine sia in diretta corrispondenza con i piani di ordini via via superiori, che gradatamente conducono fino a Dio. L'unificazione degli opposti non è fatta dalla Cabalà tramite l’eliminazione spesso brutale delle loro differenze, come spesso succede nel monismo, ma tramite la loro progressiva purificazione e “ripolarizzazione”, il portarli gradatamente da una posizione di “schiena contro schiena” ad una di “faccia a faccia”. In termini pratici ciò significa il favorire dell'estendersi della comunicazione tra di essi, e la rivelazione della loro compatibilità e complementarietà. Il fine del processo suggerito dalla Cabalà non è quindi l’esistere di una presenza monolitica ed uniforme, che ha ingoiato tutte le altre,anche se a questa presenza si dà il nome “Dio”, ma è l’esistere di una serie di entità separate ma profondamente complementari, unificate da una rete di rapporti che si estende in tutte le direzioni, ordinata da valori gerarchici elastici e relativi, i quali permettono lo scambio dei ruoli in modo armonico ed artistico, come avverrebbe in una danza o in una sinfonia perfetta. E tali entità sono le nostre individualità, purificate dalle scorie di egocentrismo che le affliggono in questo mondo, sono le nostre forme di conoscenza e di identità, piccole luci d'umano che paradossalmente contengono il Divino.


Tenteremo ora di dare una risposta alla complessa domanda formulata prima: che cosa ha la Cabalà di così importante e speciale, che non abbiano anche le altre forme di esoterismo presenti nel mondo?

Una delle differenze fondamentali tra le varie mentalità religiose e culturali esistenti è contenuta nella polarità Oriente versus Occidente, che si estrinseca in una moltitudine di modi. L'Ebraismo, di cui la Cabalà è l’anima più vitale, nasce e si sviluppa nel luogo geografico che unisce i due opposti, Est ed Ovest. Inoltre, soprattutto durante gli ultimi duernila anni, la tradizione cabalistica è fiorita sia tra gli Ebrei che vivevano in esilio ad Est di Israele che tra quelli esiliati ad Ovest. Entrambe le scuole sono cresciute in modo autonomo, arrivando però a risultati simili e non contrastanti.

La Cabalà differisce profondamente da ogni altra forma di misticismo poichè essa non è solo vaga e soggettiva, volta a descrivere degli stati o esperienze soprannaturali, diverse ogni volta ed elusive nel loro carattere. La Cabalà è la scienza del trascendente, ed offre una serie di parametri oggettivi per valutare la serietà e la validità delle esperienze spirituali e delle afferma-zioni esoteriche. Non è a caso che la Cabalà faccia un cosi vasto uso di strumenti matematici, e che uno dei suoi sistemi esegetici più importanti sia proprio il calcolo dei valori numerici delle parole ebraiche delle Scritture e lo studio dei fenomeni di corrispondenza, di eguaglianza, di proporzione che si scoprono in esse. Proprio recentemente, studi fatti all’università di Bar Ilan a Tel Aviv, con l’ausilio di un computer, hanno mostrato degli sbalorditivi fenomeni di ricorrenze e coincidenze numeriche presenti nel Pentateuco.

Ma questo è solamente l’inizio. La cosmogonia cabalistica (la descrizione della creazione del mondo) presenta dei lati molto vicini alle più moderne teorie scientifiche. Il “big bang” è stato descritto dai cabalistici centinaia di anni fa con la metafora della SHVIRAT HA KELIM = “Frammentazione dei Recipienti”. Essa fu l’evento che permise la manifestazione di entità separate, chiamate dagli scienziati “particelle subatomiche” e dai cabalisti “puntini”. La vecchiaia del cosmo era già nota ai cabalisti, che sapevano dei cataclismi attraverso cui la vita aveva dovuto passare prima di raggiungere la sua forma attuale. La creazione “ex-nihilo”, ormai ammessa dalla fisica quantistica, è chiamata in Cabalà “yesh mi ain” ed è uno dei vari modi con cui opera la Causa Creatrice (mondo della creazione). La possibilità di trasformare materia in luce e viceversa è da sempre uno degli assiomi fondamentali della Cabalà, come pure l’affermazione che il mondo è stato fatto di luce (vedi la teoria scientifica della “zuppa calda” fatta di fotoni, da cui sarebbe poi emerso il cosmo). Anche la teoria generale della relatività era già stata anticipata dalla Cabalà, poichè si sapeva che una determinata realtà poteva cambiare del tutto la sua polarità e coordinate (da maschile a femminile o viceversa) a seconda delle referenze scelte. Il fatto che viaggiando alla velocità della luce il tempo smetta di scorrere per i cabalisti non era solo una curiosità matematica ma era un’esperienza reale, dato che essi potevano viaggiare nel passato e nel futuro grazie alla loro capacità di accelerare la propria consapevolezza a velocità ancora superiori a quella della luce.

Il miracolo dell’Arca dell’Alleanza che non occupava posto all’interno del Tabernacolo già aveva dimostrato che in campo energetico intensissimo può curvare lo spazio. Una delle assunzioni sempre presenti nel sottofondo mentale di un scienziato in ricerca è quella della fondamentale semplicità e simmetria della creazione. La Cabalà afferma che lo stato più elevato di consapevolezza, al di là della stessa sapienza esoterica, è chiamato pshal = “semplice”. Circa la simmetria insita in ogni dettaglio dell’esistenza, ciò era stato annunciato dal versetto

" ze l‘umat ze barà elohim" =

"questo parallelo a quello creò Dio”.

La scoperta dell’antimateria è stata una clamorosa conferma della citata affermazione biblica.

Un versetto del libro di Giacobbe dice

“mi barà eglei tal?” =

“ che ha creato le gocce di rugiada? “

Ad un'analisi approfondita si scopre che la parola eglei (gocce), usata una volta sola in tutta la Bibbia, viene dalla radice gal che significa “onda”; inoltre la rugiada è da sempre nella simbologia biblica un sinonimo di luce, come affermato nel versetto “ chi tal orot taleha” = “poichè la tua rugiada è una rugiada di luci”. Mettendo insieme i vari elementi ciò che emerge è come la Bibbia già avesse annunciato la natura duale della luce, che a volte si presenta come un fenomeno ondulatorio e a volte come un fenomeno di particelle.

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