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di Jean-Pierre Nicola
Dopo la pubblicazione del "Tétrabible" (Denoël
1974), diventava impossibile negare l'orientamento letteralmente
condizionalista di Claudio Tolomeo, matematico, cosmografo e
geografo di Alessandria morto, secondo P. Couderc (1), nel 150
dopo C.
Ha forse letto il lavoro del Principe degli astrologi,
questo studioso che, presentando la sua opera principale,
fa sfoggio di una conoscenza tradizionale esoterica e simbolica?
O questa conoscenza appartiene a qualsiasi epoca, nel rispetto
delle conoscenze acquisite, trattate secondo le norme e i metodi
della logica del suo tempo? In questo caso la nostra conoscenza,
base per il futuro, è una tradizione permanente e, al
contrario di un esoterismo passatista, pratichiamo un simbolismo
vivo sulla base della conoscenza contemporanea per prevedere
quello che ne emergerà.
A proposito di Manilius (29 a.C,-14 d.C), Max Lejbowicz ha
segnalato, in una pagina di storia ("Astrologique"
n° 8), quale fosse il motivo logico, reale che ispirava
il poeta "degli Astrologi" (Denoël 1970): quale
"tradizionalista" citerà mai questo Manilius
che dichiara: "la ragione non conosce ostacoli; nulla la
ferma, né l’immensità delle cose, né i
loro misteri; tutto cede alla sua forza e la sua attività
si estende fino al cielo". Ma anche Couderc o E. Schatzman
vi faranno riferimento.
Gerolamo Cardano (1501-1576), come Tolomeo, ha enunciato
qualche premessa condizionalista subordinando l'interpretazione
agli usi e alle abitudini, all’influenza del padre e della madre,
all'istruzione.
Sono tutte cose da prendere in considerazione, insieme all’età.
Cardano è arrivato perfino a collegare ogni tema a quelli
del gruppo che forma l’ambiente evolutivo: un'intuizione in
cui Paul. Couderc si prende gioco, e questo è un onore
per la scuola condizionalista, della teoria delle età
che implica la formazione e la rivelazione del carattere con
la vita relazionale e le relazioni generazionali.
Lanciata negli anni 64-65, la formula dell’astrologia condizionalista
appare all’inizio del 1979 ad opera di Gérard Simon,
direttore della cattedra di filosofia all'università
di Lille III.
La sua pubblicazione su "Keplero, astronomo-astrologo"
(Gallimard), costituisce ormai un punto di riferimento importantissimo
per quanto riguarda il pensiero condizionalista di Keplero:
"Non attribuisco al cielo il governo delle cose umane,
e ci sono differenze enormi tra le mie osservazioni filosofiche
e le loro fisime (aforismi astrologici) o, se si preferisce
la loro pazzia. Dunque, faccio un esempio personale: conosco
una donna nata sotto un aspetto astrologico simile al mio, ma
con un carattere molto inquieto, senza alcuna propensione per
lo studio (e questo non è stupefacente in una donna)
e che mette a disagio la sua famiglia: è lei stessa la
responsabile delle sue deplorevoli sventure.
Aggiungiamo poi agli aspetti dei pianeti, la condizione di
mia madre quando era incinta... aggiungiamo anche che sono nato
uomo e non donna (dal momento che è inutile che gli astrologi
cerchino di distinguere il sesso nel cielo), in terzo luogo,
sono stato condizionato da mia madre e dal suo temperamento,
più portato allo studio che a qualsiasi altro tipo di
vita; ed in quarto luogo, siccome i miei genitori non erano
ricchi, non avevano terra da darmi affinché io vivessi
di rendita; in quinto luogo, c'erano le scuole, c'erano gli
esempi di dei maestri che si dedicavano ai bambini dotati per
gli studi "(2)”.
G. Simon, commentando questo testo di Keplero, ha precisamente
posto il problema che il fondatore dell'astronomia moderna -
e l'astrologia - si apprestava a risolvere: stabilire una netta
distinzione tra un condizionamento naturale ed una fatalità
sovrannaturale, portando l’oroscopo a testimone più di
uno che dell'altro. Un problema non si risolve con un buon enunciato.
Da Tolomeo a Keplero le soluzioni sono rimaste soltanto abbozzate.
Al giorno d'oggi, il sovrannaturale, la pratica divinatoria
hanno ripreso il volo. Sul piano storico, la "tradizione,
per i più grandi astrologi, era condizionalista. Non
sarebbe il caso di insistere su questo se le tendenze magiste,
anch’esse legate alle origini dell'astrologia, nel loro l’atteggiamento
trionfale, non avessero rudemente soffocato la via naturale.
Queste supposizioni, proposte con alterigia, hanno preso il
sopravvento, sostenute dalle leggi di mercato che odiano tutto
ciò che l’acquirente rifiuta e complicano il meccanismo
di vendita.
Essere condizionalisti, significa tornare alle ipotesi di
Tolomeo, Manilius, Cardano, Keplero per quanto riguarda le basi
razionali, reali, astrometriche per il cielo, biofisiche
per l'uomo. Al di fuori di questi argomenti, ogni specie
di speculazione astrologica è possibile. Esse mescolano
simboli e segnali in un minestrone d’analogismi in cui alcuni
ingredienti astrometrici danno garanzia d'obiettività. Questi
astrologismi si beneficiano di un metodo pretenziosamente irrazionale.
Dico "pretenziosamente" perché la creatività
del pensiero tipico del bambino, del poeta come anche quello
del pensatore originale ed originario, non si può paragonare
allo scimmiottamento di quegli adulti i quali, falliti nella
razionalità, fanno dei sogni più illogici la loro
verità e, dei loro fantasmi dei dogmi. Le fonti, naturali
e sovrannaturali, diversamente riunite, si disperdono ora in
uno scientismo limitato ed uno zozoterismo semplicistico.
I faciloni, avendo compreso che esiste poca o nessuna possibilità
di coerenza dottrinale nel magico-simbolismo contemporaneo,
rifiutano ogni teoria logica: solo i risultati pratici (intendiamo
bene, i loro) contano. Il "sistema", così
com' è, "marcia”, ed il vostro servitore è
soltanto un credulone, della stessa specie di Keplero.
Posso dire, come battuta pessimista che, supponendo che i risultati
siano uguali per entrambi i sistemi in concorrenza, bisognerebbe
comunque prendere in considerazione quello che dispone della
teoria meno assurda a proposito del reale astrometrico.
Dopo aver praticato l'astro-psicologia ed in seguito l'astrologia
condizionalista, oggi affermo che, nonostante i risultati di
cui vedremo i limiti, l'astro-psicologia-magia è un prodotto
irrazionale per il consultante non informato. È ben lontana
dal dare un’interpretazione ottimale dei fattori celesti, il
suo “fai da te” ed il suo psicologismo selvaggio è per
sommi capi azzardato. Le pubblicazioni del COMAC lo dimostreranno.
Attualmente, i bilanci comparati riguardano le concezioni
ed i risultati generali. Il confronto permette di fare il punto:
tra la situazione attuale relativa all’astrologia condizionalista
con i suoi intermittenti studi di approfondimento e quello,
dopo le vie di rinnovamento aperte da Choisnard, delle astrologie
della rinascita? Poiché esistono due possibilità
di spiegazione, quella naturale e quella sovrannaturale, una
classificazione sommaria pone in quella naturale: gli scienziati,
gli statistici ed i condizionalisti e, in quella sovrannaturale:
i tradizionalisti che si definiscono tali, gli psico-symbolisti,
gli esoteristi e gli spiritualisti. Siccome non è
affatto possibile né vantaggioso esaminare nei dettagli
ogni scuola, e quelle più recenti semplicemente le ignoro,
mi attengo a tre correnti: astro-psicologia, astro-statistica,
astro-condizionalista. Con diverse nuances bastano anche
per tutte le altre scuole. Inoltre per non prolungare inutilmente
il mio studio, ho preso in considerazione soltanto i grandi
capitoli dello zodiaco, dei pianeti, delle case e degli aspetti.
La mia intenzione è di dare agli allievi condizionalisti
un primo documento di base per giudicare, comparare e controllare
poiché in assenza di tale documento sarei costretto a
ripetizioni e polemiche che ritarderebbero compiti più
urgenti. In breve, per il futuro desidero non dovermi più
soffermare sulla questione delle gravità planetarie che
è diversamente più pressante. Per una veduta
generale sui vari principi teorici ed i loro rapporti, questi
bilanci comparati saranno utili.
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