ATTUALITA' -  NEWS  - MOSTRE

OSCAR 76
Anno 2004 - La notte degli Oscar - 
 
Questo l'elenco dei premi assegnati alla 76.esima edizione degli Oscar.
 
FILM
Il signore degli anelli - Il ritorno del re - 
 
REGIA
Peter Jackson - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
ATTORE PROTAGONISTA
Sean Penn - Mystic River
 
ATTRICE PROTAGONISTA
Charlize Theron - Monster
 
ATTORE NON PROTAGONISTA
Tim Robbins - Mystic River
 
ATTRICE NON PROTAGONISTA
Reneé Zellweger - Cold Mountain
 
FILM STRANIERO
Le invasioni barbariche (Canada) di Denys Arcand
 
FILM DI ANIMAZIONE
Alla ricerca di Nemo (Buena Vista)
 
SCENEGGIATURA ORIGINALE
Sofia Coppola - Lost in Translation
 
SCENOGRAFIA
Grant Major, Dan Hennah e Alan Lee
 - Il signore degli anelli – Il ritorno del re
 
FOTOGRAFIA
Russel Boyd - Master and Commander
 
EFFETTI SPECIALI
Jim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook, Alex Funke
 – Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
COLONNA SONORA
Howard Shore - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
CANZONE ORIGINALE
"Into the West" di Annie Lennox, Fran Walsh e Howard Shore 
– Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
TRUCCO
Richard Taylor e Peter King
 - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
MONTAGGIO
Jamie Selkirk - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
COSTUMI
Ngila Dickson e Richard Taylor
 - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Fran Walsh, Philippa Boyens e Peter Jackson
- Il signore degli anelli – Il ritorno del re
 
MIXAGGIO AUDIO
Cristopher Boyes, Michale Semanick, Michael Hedges, Hammond Peek
 - Il signore degli anelli - Il ritorno del re
 
SONORO
Richard King - Master and commander
 
CORTOMETRAGGIO
Two Soldiers di Aaron Schneider e Andrew J. Sacks
 
CORTO ANIMATO
Harvie Krumpet di Adam Elliot
 
DOCUMENTARIO
The Fog of War di Michael Williams
 
CORTO DOCUMENTARIO
Chernobyl Heart di Marianne DeLeo.

 


LA RELIGIONE DEGLI DEI DEL NORD

 Dopo mille anni la Danimarca riabilita gli dei Odino e Thor

Lo Stato ne riconosce il culto

 

Chi non mastica troppo di culture e religioni nordiche né ha seguito forse le gesta sugli albi della Marvel, dove Jack Kirby lo disegnava con il mantello rosso, il cimiero alato e il martello magico, forgiato nel mitico metallo “uru”.

Eppure Tho, a differenza di Capitan America e Devil, non è solo un supereroe ma una divinità, oggetto di un culto religioso ben radicato. E da ieri, dopo mille anni di ostracismo, ha anche il sigillo ufficiale della Chiesa luterana.

La Danimarca ha infatti deciso di riconoscere ufficialmente i 240 membri di Forn Sidr (Gli usi antichi), come membri di una comunità religiosa a tutti gli effetti.

Con la conseguenza che i seguaci di Thor e Odino ora potranno celebrare matrimoni con i loro riti, che avranno pieno valore legale e godranno anche dell’esenzione delle tasse, riconosciute alle altre 90 comunità religiose danesi.

Il ministro della Chiesa (evangelica luterana), il sacerdote Tove Fergo, ha firmato il decreto che sancisce la fine della messa al bando proprio di giovedì, giorno drlla settimana che in danese è “Torsdag” ovvero il giorno di Thor.

Oltre al dio del tuono, i seguaci venerano anche il padre Odino,- dio della guerra, della poesia, della saggezza e della morte – e la madre Freja, dea dell’amore e della bellezza.

In Islanda e in Norvegia il culto di Odino è riconosciuto da tempo. In Danimarca una richiesta formale di riconoscimento era stata avanzata nel 1999.

Il ministro l’ha accolta dopo il parere positivo di una commissione, in nome di una “libertà religiosa”.

Ora, spiega la presidente Tissel Jacobsen, “potremo finalmente seppellire i nostri morti in pace, non era facile essere seguaci di Odino e dover essere seppelliti in zone in cui si è costretti ad ascoltare per sempre il suono delle campane”.

Forn Sidr non è una associazione religiosa tradizionale “I rapporti con Dio sono strettamente personali” – è scritto in un documento – lasciamo volentieri il dogmatismo ai monoteisti.

Non desideriamo salvare il mondo né le persone.

Chi vuole essere salvato farebbe meglio a scegliere un’altra strada. E d’altronde, nel caso in cui uno non voglia essere salvato, sarebbe un crimine intervenire”.

Il culto non prevede proselitismo, né strutture gerarchiche, né “guru”. Ci sono quattro riti, la primavera, il soslstizio d’inverno e d'estate e il matrimonio.

Le cerimonie si svolgono in luoghi sacri, dove gli adepti si pongono in circolo, e fanno girare il corno, che è il loro simbolo.

I neonati non vengono battezzati, ma toccati sul ginocchio per segnalare la loro accettazione da parte della comunità.“Gli adepti di questo credo – spiega la sacerdotessa Jacobsen – sono persone normali e moderne.

Alcuni credono in queste divinità fisicamente. Io credo piuttosto in loro come una specie di forze naturali interne ed esterne”.

                                                                                                                                       AL.T.*

 * Corriere della Sera-7 novembre 2003


MAGIE

 Nell’abbazia duecentesca di Daoulas (Finisterre)) è stata ricreata fino al 9 Marzo 2004 l’atmosfera in cui “vivevano” i mitici protagonisti del mondo fiabesco.

Fate, elfi e draghi:

sfilano gli antenati di Harry Potter

 

L’immaginario non morirà mai. Ciò che è “meraviglioso” deve per forza essere una “dimensione” dell’animo umano. Un tempo si diceva così, se ne aveva la convinzione.

Ecco perché, tra le mura duecentesche dell’abbazia di Daoulas (a sud dI Brest l’antica Berestie), oggi si prova la penosa sensazione che molte forze, all’esterno, tentino di oscurare gli ultimi residui della fantasia. Forse anche nel caso di Harry Potter che, come sappiamo, è “manipolato” nella versione filmica dagli stratagemmi virtuali di un computer.

Nei luoghi di Daoulas, che in passato echeggiarono di salmi e canti sacri intonati da frati in fila indiana, sembra di essere trascinati verso l’alto delle Dancing fairies, le fate danzanti del pittore ottocentesco August Maimstrom. Più che una mostra, afferma Ulderico Munzi, giornalista del Corriere della Sera, l’abbazia ci offre un’esperienza magica.

L’esposizione è intitolata Fées, elfes et dragons.

Uno scenario di fate, elfi e draghi che avvolge il visitatore, lo esalta e allo stesso tempo lo eccita, come se fosse stretto fra le braccia della Dama senza pietà (1902) raffigurata nei quadri dei romantici Waterhouse e Dicksee. (1853-1928).

Era dolce e sinuosa La belle dame cantata dal poeta Keats, ma maledetta. Aveva amato inutilmente il paladino Lancillotto e attirava i cavalieri erranti, rubando loro l’anima e la vita con un solo lungo bacio.

E’ l’atmosfera e poi il gioco delle luci che nell’abbazia diffondono l’illusione d’essere perduti in una foresta dove tutto può accadere.

Italo Calvino scriveva in questo modo degli esseri fiabeschi del mondo celtico: “Il primo attributo è la leggerezza. Piccoli di statura con corpi di natura analoga a quella di una nube condensata, vivono sottoterra, ma alle volte sono portati in alto volando a mezz’aria.

Solo chi è dotato di una seconda vista li può percepire e sempre per brevi istanti perché appaiono e scompaiono”.C’è ancora una “seconda vista”, nei nostri giorni?

La mostra difende la visione delle virtù magiche. Quadri venuti da tutto il mondo, stampe, antichi manoscritti della Biblioteca Nazionale di Parigi che, solo a toccarli, potrebbero andare in polvere, ricostruzioni di vita ultraterrena, tutto appare come un’estrema difesa contro l’invasione dell’obesa empietà moderna.

Sotto le armature dei paladini di Re Artù, s’indovinano muscoli di acciaio e corpi svelti. Morgana era splendida, tutte le “Dames du Lac” erano dotate fisicamente di un’infinita dolcezza avvolgente, come diceva il pittore Arthur Rackham. Pur avendo la parte inferiore del corpo a forma di serpente – il che si manifestava dolo guardandola di sabato -, Melusina era una creatura di una pastosità sensuale inimmaginabile. Persino Merlino non era repellente e gli elfi e altri gnomi mostravano una bruttezza accattivante.

Le fate nacquero, racconta la mostra, otto secoli fa. Erano le eredi, come altre creature fantastiche, di divinità dell’epoca classica , amavano mischiarsi agli uomini e fare all’amore.

Apparvero accanto ai cavalieri della Tavola Rotonda.

Erano gli anni di un Rinascimento del XII secolo.

Dovunque si costruivano cattedrali e monasteri, la fede sembrava più ardente che mai, ogni potere funzionava sotto il controllo della Chiesa. 

Vigeva il “politicamente corretto” di allora.

Un popolo di fate, maghi. Elfi e cavalieri dotati di poteri straordinari, in uno sfondo di foreste e isole incantate, di langhe splendide e e malefiche, di draghi scintillanti e spade magiche, tentò di ergersi contro tale ordine teologicamente matematico che proceda solo l’orrore della peste e dell’inferno.

Il nero era riservato solo al mondo della religione. Anche “entità cosmiche” come i draghi – racconta ancora il curatore dell’esposizione dell’abbazia di Daoulas – dovettero arretrare.

C’era sempre un San Giorgio che infilava una lancia nelle loro fauci.

La realtà fiabesca s’infiammò ancora nell’Ottocento.

Poi, conclude, si spense definitivamente.

Unica ed ultima spiaggia intellettuale, un sacro Graal da cercare nelle galassie.

_________________________________________________________________________________________

ANCONA dal 15 Febbraio al 23 Marzo 2003  alla Mole  Vanvitelliana - Zona Porto

IMMAGINI DELLA TERRA DI MEZZO

nell'eterna lotta fra il Bene ed il Male,

Viaggio nel mondo di Tolkien attraverso le opere dei più importanti illustratori internazionali de:

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Collettiva di oltre 40 artisti di fama internazionale con esposizione di 137 tra quadri, olii, disegni e sculture, alcuni dei quali escono per la prima volta da gallerie d'arte o collezioni private statunitensi, inglesi e sudafricale. "Immagini della Terra di Mezzo", vista l'altissima qualità delle opere esposte e l'importanza degli artisti presenti, si appresta a diventare una pietra miliare nel campo delle esposizioni d'arte riguardanti l'affascinante genere fantasy.

 

Organizzata   da  MarcheMeeting e dal Comune di Ancona ,questa  mostra itinerante, dopo aver fatto tappa a Milano è giunta ad Ancona.

 Nel  programma- calendario degli eventi collaterali sono da tenere in considerazione la presentazione del libro:"Gli Eroi del libro del Signore degli Anelli" di Paolo Gulisano, i concerti di musica celtica, gli incontri conviviali e i Tornei di giochi di ruoli

 

Ultimamente, l'uscita sugli schermi cinematografici di tutto il mondo,  della  Trilogia del "Signore degli Anelli" a firma del Regista Peter Jackson  che,  mediante le moderne tecnologie ha saputo rappresentare verosimilmente e in modo spettacolare e meraviglioso questa saga epica, sta ottenendo un  grande successo a livello mondiale.

Da Jackson è messa in risalto l' importante opera dello scrittore inglese John Ronald Reuel Tolkien, (1892-1973), grande studioso di miti e simboli nordici e scandinavi. 

 

Nella narrazione,  ricca di simbolismo, di metafore, s'incrociano costantemente i fenomeni atmosferici, gli eventi del passato a quelli di tutti i giorni mentre nell'eterna lotta fra il Bene ed il Male, emerge l'arcaico  significato dell'Anello Unico e del suo forte potere esoterico ed ermetico. E' maggiormente nel suo significato simbolico che si focalizzano espressioni ricche di riferimenti sacrali, mentre nella scenografia, nei paesaggi e nei personaggi   della Terra di Mezzo, terra fatata e reale,  si palesano  e si esprimono  i rapporti tra potere e magia, tra  veggenza e saggezza

 

A questo punto una riflessione sul potere delle emozioni è d'obbligo!

 

Un  manifesto posto all'ingresso riporta  a caratteri cubitali queste  espressive parole contenute nel libro di Tolkien

 

"Tre anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,

Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra,

Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,

Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra

Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.

Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,

Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,

Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende."

 

E  per chi non ha letto i libri, qualche nota riguardante l'opera di Tolkien:

"Il Signore degli Anelli", composto da sei romanzi pubblicati in tre volumi in Gran Bretagna fra il 1946 e il 1956, è uno dei massimi cicli narrativi di questo secolo.

 Con questa storia chiarissima ed enigmatica, J.P. Tolkien (1892-1973) sommo studioso di letteratura inglese medievale e anglosassone, ha creato un mondo immaginario ma tutto oggettivato, all'antica maniera epica e assolutamente verosimile. Non è un caso che Il Signore degli Anelli, tradotto in numerosissime lingue, sia divenuto popolare in tutto il mondo, letto con facilità immediata dai bambini e goduto dai lettori di raffinata cultura.

 Come scrive Elémire Zolla nell'introduzione, quest'opera "si divulgò smisuratamente senza bisogno di persuasioni o di avalli, perché parlava per simboli e figure di un mondo perenne oltre che arcaico, dunque, più presente a noi nel presente".

Temi e strutture: i temi che attraversano Il Signore degli Anelli sono moltissimi e, fatto di cui lo scrittore si rammaricava, passibili di molte interpretazioni.

Alcuni hanno dato maggior valore al tema del contatto dell'uomo con la natura,  altri vi hanno scorto una denuncia contro le dittature, altri ancora hanno sottolineato i temi religiosi.Il tema predominante rimane comunque la dualità fra il Bene e il Male (presente anche nella natura dei personaggi positivi), la dualità della Natura, che rapisce  i sensi, vigorosa, lussureggiante, magica ma anche sterile, cupa e ostile sotto la minacciosa ombra di Mordor.Forte il tema del potere dal fascino oscuro e logorante, che solo in apparenza facilita l'esistenza ma in realtà rende schiavi incapaci di sopravvivere a se stessi.Naturalmente non mancano tutti i temi cari al genere cavalleresco quali la fedeltà, l'amicizia, il coraggio, l'amore e il tradimento.Dal punto di vista strutturale Tolkien sceglie di essere un narratore onniscente e arricchisce il testo di molte descrizioni, di dialoghi, di poesie e di canzoni (che in futuro musicherà) che fanno sprofondare il lettore in una realtà parallela viva e seducente.

Stile: lo stile di Tolkien è uno stile dettagliato e minuzioso nei particolari per nulla ridondante, è come un fluido che si adatta alla situazione e all'ambiente: gotico nella descrizione della Terra di Mordor, solenne nei momenti importanti, più voluttuoso durante il soggiorno nell'incantata terra degli Elfi. Libro appassionante e a più livelli d'interpretazione il "Signore degli Anelli" narra una vicenda piuttosto complessa, poiché ricca di rimandi a vicende narrate in altri libri di Tolkien o addirittura rimaste solo nella mente dell'autore.

Le opere in mostra sono in ordine cronologico secondo quanto indicato nel capolavoro di J.J.R.Tolkien, qui di seguito un breve riassunto del testo che permette di seguire il racconto attraverso le realizzazioni esposte.

La premessa: tutto si svolge in un mondo fantastico, la "Terra di Mezzo" popolata da diverse razze di cui quattro sono principali: gli uomini, gli elfi (che sono gli unici immortali anche se possono essere uccisi), i nani e gli hobbit.

Questi ultimi fisicamente sono simili a degli uomini in piccolo, ma con grandi piedi pelosi. Al centro della vicenda cìè l'anello del potere che casualmente si trova nelle mani di un hobbit: Bilbo Baggins.

L'anello ha una caratteristica: se viene messo al dito rende invisibile rendendo il portatore in grado di percepire il mondo degli spieiri. Se utilizzato dal suo creatore (Sauron) o da un esperto di magia però, gli conferisce un potere senza limiti.

La storia dell'anello: si racconta  che anticamente l'emissario del Male, Sauron (+ lui il Signore degli anelli che dà il nome al libro) abbia insegnato agli elfi a creare degli anelli magici. Sauron crea tre anelli per gli elfi, 7 per i nani, 9 per gli uomini. Infine crea un unico anello per sé, il più potente di tutti, che serve a controllare tutti gli altri anelli.

Legando il potere magico di queste diverse potere degli anelli da lui creati egli potrà così sconfiggerle. Gli elfi si rendono conto però dell'inganno di Sauron e nascondono i propri anelli. I 7 anelli dei nani vengono successivamente distrutti o ripresi da Sauron, mentre i 9 anelli destinati alla razza umana finiscono per rendere schiavi i re-negromanti a cui sono stati dati. Questi ultimi finiranno poi per diventare dei Nargul, creature simili a sèettri, ma in grado di interagire con il mondo reale, al servizio di Sauron

Dopo alterne vicende una grande coalizione guidata da Gil Galad uno dei signori degli elfi e da Elendil, il re di Gondor, il regno degli uomini da sempre avversari di Sauron, si scontra contro il Signore degli Anelli e lo sconfigge. Gil Galad e Elendil muoiono uccisi da Sauron ma Isildur, il figlio di Elendir, taglia il dito della mano di Sauron in cui porta l'anello e si impossessa del prezioso oggetto. Sauron, privo di gran parte della sua forza è costretto a lasciare il campo. L'anello però non porta fortuna a Isildor che dopo qualche giorno cade vittima di un agguafo degli Oechw.

Morendo Isildor perde l'anello che finisce nel fiume Anduin.Lì vi rimane per centinaia d'anni fino a quando non viene trovato per caso da due fratelli di una tribù affine agli hobbit.

La natura malvagia dell'anello si manifesta anche in questo caso:  i due fratelli litigano per il possesso dell'anello e uno uccide l'altro. Gollum, questo il nome dell'assassino, si rifugia all'interno di una caverna dove nasconde l'anello. Decine d'anni dopol'hobbit Bilbo Baggins, entra casualmente nella caverna dove fovr vivr Gollum e gli prende l'anello. Scoperto da Gollumstupidamente gli rivela il suo vero nomeGollum tenta di ucciderlo ma Bilbo scappa.

La compagnia dell'anello: la storia dell'anello è la premessa cronologica indispensabile per comprendere la successiva vicenda. Sono passati circa 50 anni da quando Bilbo si è impossessato dell'anello, ma l'anziano hobbit, che è ritornato a vivere ne "La Contea", il paese degli hobbit, non è a conoscenza della vera natura dell'oggetto di cui è venuto in possesso. Bilbo riceve frequentemente le visite di Gandalf, uno stregone che lo ha accompagnato nella precedente avventura (narrata nel libro "Lo Hobbit", Adelphi editore) quella che ha permesso all'hobbit di venire in possesso dell'anello. Gandalf convince Bilbo a lasciare l'anello a suo nipote Frodo. Bilbo lo fa e abbandona la Contea.

L'anello passa così a Frodo. Dopo qualche anno Gandalf ritorna e gettando l'anello nel fuoco del camino ha la prova di quanto sospettava da tempo. L'anello preso da Bilbo e ora in possesso di Frodo è l'anello di Sauron. Gandalf rivela a Frodo che l'anello può essere distrutto in un solo modo: lanciandolo nella voragine di Monte Fato, un vulcano dove si trovano le fucine in cui l'anello fu creato. Ma Monte Fato è vicinissimo alla Torre Oscura, la fortezza in cui vive Sauron. Il "Signore degli Anelli" inoltre ha riacquistato la sua antica forza e si prepara a lanciare una guerra per asservire i popoli liberi. Gandalf consiglia a Frodo di partire portando con sé amici fidati e di recarsi al Gran Burrone (Rivendell) la casa di Elrond, uno dei signori degli Elfi che li potrà consigliare sul da farsi. Gandalf suggerisce di viaggiare con amici fidati. E così fa Frodo che verrà accompagnato da Sam, il suo giardiniere e dai compagni di lunga data Merry e Pipino.Frodo si allontana da casa appena in tempo. I Nazgul, che hanno assunto le sembianze di cavalieri vestiti di nero su cavalli neri sono già sulle loro tracce. Sauron infatti è riuscito a catturare Gollum da cui ha saputo che l'anello era entrato in possesso del signor Baggins.

Comincia un avventuroso inseguimento: gli hobbit sfuggono per un pelo alla cattura.

Per sviare il n emico che è sulle loro tracce si avviano per una strada pericolosa e si trovano ad affrontare due momenti di grande difficoltà. Una prima volta vengono imprigionati dagli alberi della Vecchia Foresta e una seconda volta vengono catturati da uno spettro dei tumuli. In entrambe le occasioni vengono dsòvsti da Tom Bombadil, un misterioso personaggio, su cui l'anello non ha alcun potere (Questa parte verrà omessa nel film).

L'arrivo a Brea - Faticosamente gli hobbit giungono a Brea dove alla Locanda del Puledro Impennato, incontrano Aragorn. Questi non è altro che il discendente di Isildur, l'erede al trono di Gondor, regno ora governato dai Sovrintendenti, pronto a riprendersi il regno una volta sconfitto Sauron. Aragom attendeva gli hobbit su richiesta di Gandalf suo amico di sempre e riesce a convincerli a viaggiare insieme.

 Il ritardo di Gandalf è dovuto a un ritardo imprevisto. Lo stregone è stato chiamato a Isengard da Saruman il più potente degli appartenti al suo ordine. Vuole infatti convincere Gandalf ad aiutarlo ad impossessarsi dell'anello. Ma Gandalf rifiuta e Saruman lo imprigiona in una torre della sua fortezza. Riuscirà a scappare solo grazie all'aiuto di Gwair, un'aquila gigantesca che lo preleverà dalla torre. Intanto gli hobbit accompagnati da Aragorn sono sempre inseguiti dai Nazgul, che li raggiungono a Colle Vento.

Nello scontro Feodo viene ferito da una pugnalata . I cavalieri neri vengono messi in fuga da Aragorn che incita gli hobbit a riprendere la corsa. Frodo peggiora; una scheggia della lama con cui è stato colpito si fa strada verso il cuore.

Dopo 15 giorni arrivano al guado del Bruinen qui sono soccorsi da un signore degli elfi Glorfindel (nel film verranno invece aiutati da Arwen figlia di Elrond e promessa sposa di Aragorn). Frodo riesce ad attraversare il guado; i Nazgul vengono investiti da una inondazione scatenata da Gandalf, ma la marea d'acqua ucciderà soltanto i loro cavalli.

Nasce la compagnia, A casa di Elrond a Gran Burrone si tiene un consiglio tra le diverse persone giunte da ogni parte della terra di mezzo. Frodo rincontra Bilbo che si è recato da Elrond per scrivere la storia della sua vita e delle vicende legate agli hobbit. Alla fine si decide a creare una compagnia di nove persone guidata da Gandalf: oltre ai 4 hobbit e ad Aragorn ne fanno parte anche Legolas, un elfo, Gimli, un nano e Boromir il figlio di Denethor il Sovrintendente di Gondor giunto da Elrond per chiedere aiuto dato che gli eserciti di Sauron sono pronti a scagliarsi contro la sua città.Il compito della compagnia è accompagnare il portatore dell'anello Frodo fino al Monte Fato dove l'anello deve essere gettato per essere distrutto.

Le tempeste lanciate da Saruman costringono però i nove a dover abbandonare la strada prescelta ed avventurarsi nelle pericolose miniere di Moria. Qui in agguato li attendono centinaia di Orchi  e un pericolo ancora più grande: un Barlog, un demone utilizzato anticamente dallo spirito del Male, Melkor (di cui Sauron è un semplice emissario) per torturare i prigionieri. Lo scontro è feroce, la compagnia riesce a fuggire ma Gandalf cade avvinto al Barlog in un abisso.

Gli otto superstiti proseguono il cammino fino ad arrivare a Lotlhorien, un magico reame creato dagli elfi nella foresta. A seguirli però c'é una nuova minaccia: si tratta di Gollum, la creatura che ha scoperto decenni prima l'anello nel fiume Anduin.La compagnia si ferma per qualche giorno a Lothlorien dove la regina degli elfi Galadriel fa loro alcuni doni e mostra a Frodo alcune potenziali scene del futuro che lo attende.

La compagnia riprende il viaggio via fiume grazie alle barche avute da Galadriel. Dopo qualche tempo vengono attaccati dagli orchi e decidono di fermarsi per vedere il da farsi. Frodo sale un colle, lì viene raggiunto da Boromir che tenta d'impadronirsi dell'anello. Frodo scappa e raggiunto da Sam si allontana verso Mordor, la terra di Sauron.

Le due Torri: subito dopo la fuga di Frodo un gruppo di orchi  attacca Merry e Pipino: Boromir ripresosi dal suo gesto di follia tenta di difenderli e viene ucciso. I due hobbit vengono rapiti. Aragorn, Legolas e Gimli decidono di mettersi all'inseguimento dei rapitori lasciando che Frodo vada incontro al suo destino (qui ha termine il primo film dedicato alla trilogia).

L'inseguimento comincia ma i tre non riusciranno mai a raggiungere gli orchi. S'imbattono invece in Eomer capo militare del regno di Rohan. Eomer li aiuta a cercare gli hobbit. Ma di quest'ultimi non vi è traccia. Gli hobbit infatti approfittando dell'attacco dei cavalieri di Rohan, sono riusciti a fuggire. Pipino e Merry finiscono nella foresta di Fangorn, bosco abitatao dagli Ent creature simili agli alberi ma dotati d'intelligenza e capacità di movimento.

E' proprio a Fangorn che incontrano Barbalbero il capo degli Ent.

 E successivamente finiscono per imbattersi anche in Gandalf che loro credevano morto. Gandalf racconta loro di essere riuscito a uccidere il Barlog dopo un lungo combattimento e di essere arrivato lì per chiudere definitivamente il suo confronto con Saruman.

Quest'ultimo infatti ha radunato nella sua fortezza un grande esercito di Orchi, uomini e Trolls per impossessarsi del regno di Rohan e impadronirsi poi dell'anello grazie al quale lo stregone potrebbe riuscire a prendere il posto di Sauron.Intanto Aragorn, Legolas e Gimli dopo aver incontrato anche loro Gandalf, giungono a Edoras capitale del Regno di Rohan.

Gandalf li aiuta a sottrarre re Theoden dalle grinfie di Vermilinguo, ufficialmente consigliere del re, ma in realtù spia al servizio di Saruman.

Theoden si desta dall'inerzia in cui lo aveva condotto Vermilinguo e decide di mobiilitare l'esercito per combattere Saruman. Le forze dei cavalieri di Rohan sono però di molto inferiori a quelle di Saruman.

Una parte delle forze di Rohan si trasferisce al afosso di Helm, una fortezza che sta per essere attaccata dall'esercito di Saruman. I soldati di Rohan a cui si sono uniti Aragorn, Legolas e Gimli arrivano appena in tempo: una volta entrati nella fortezza si scatena la battaglia che dura per tutta la notte e termina con la sconfitta delle forze di Saruman.

Gandalf infatti è riuscito a mobilitare migliaia di Ent che con la loro forza prodigiosa distruggono le armate dello stregone malvagio. Non solo. Gli Ent hanno attaccato anche la fortezza di Isengard, dove abita Saruman, ridotta ora ad uno sfacelo. Gandalf, Aragorn, Theoden, Legolas e Gimli si recano lì dove rincontreranno con loro grande gioia anche Merry e Pipino.

Ganfalf colloquia con Saruman e alla fine distrugge il bastone del comando dello stregone malvagio e lo manda in esislio in compagnia di Vermilinguo.

 Non c'é però tempo da perdere. Minas Tirit, la capitale del regno di Gondor, il principale avversario di Sauron, sta per essere attaccata proprio dalle forze del malvagio Signore degli Anelli.

Gandalf corre in avanti portando con sé Pipino sul suo cavallo Ombromanto il più veloce destriero eisistente.

E' proprio mentre si mettono in marcia che scorgono un Nazcul che vola nel cielo. Sauron ha infatti fornito ai neri cavalieri, dei destrieri alati sui quaie muoversi.

La guerra vera e propria è iniziata. Frodo yenta di entrare a Mordor - Mentre si svolgono queste vicende, Frodo e Sam si stanno dirigendo verso Mordor, la terra di Sauron dove si trova anche il Monte Fato, il vulcano in cui l'anello deve essere gettato per essere distrutto. I due sono seguiti da Gollum.

Per evitare di essere catturati o uccisi dall'infida creatura, i due hobbit decidono di catturarlo. Vi riescono e lo obbligano ad accompagnarli verso la loro meta, terra che Gollum conosce bene per essere stato imprigionato lì da Sauron. Gollum promette di essere fedele a Frodo ma nel suo cuore cova il tradimento.

Gli hobbit e Gollum arrivano al cancello principale del regno di Mordor: ma è impossibile entrare.

Gollum suggerisce allora un'altra strada che passa per le scale di Cirith Ungole la torre di guardia di Minas Morgul.

Prima di arrivarvi però s'imbattono in Faramir, fratello di Boromir, inviato dal padre con 300 arcieri per un'azione  di "commando" contro i sudroni, uomini alleati di Sauron.

Lasciato Faramir, i tre giungono al valico: ma li attende la trappola tesa da Gollum.

Il vecchio portatore dell'anello si è infatti messo d'accordo con Shelob, un mostro a forma di ragno gigantesco.

I tre entrano in una galleria dove Shelob colpisce Frodo, ma Sam riesce a prendere la spada del portatore dell'anello e a ferire gravemente il mostro che scappa.

Ma Gollum attacca Sam e tenta di strangolarlo: l'hobbit si difende come può e anche Gollum è costretto alla fuga.

Sam si china sul corpo di Frodo e, credendolo morto gli prende l'anello e la spada. Poi si allontana per tentare di compiere la missione. In quel mentre però, un battaglione di orchi giunge dalla torre di Minas Morgul: richiamato dall'attività di Shelob.

Gli orchi trovano il corpo di Frodo e lo portano via.

Un dialogo tra due orchi chiarisce a Sam la verità.Frodo non è morto, ma solo incosciente. Il veleno di Shelob non uccide, ma addormenta: il mostro infatti ama divorare vive le sue prede. Sam si mette l'anello e corre alla ricerca di Frodo. Troppo tardi: gli orchi gli orchi sono giunti nella torre di Minas Morgul e si chiudono il cancello alle spalle . Frodo è vivo ma prigioniero del nemico.

Il ritorno del Re: anche nel terzo volume del Signore degli Anelli, come nel secondo, la vicenda si svolge su diversi piani.Il terzo libro comincia con l'arivo di Gandalf e Pipino a Gondor. il regno guidato dal Sovrintendente Denethor è in guerra. Ma Denethor vuole sapere tutto sulla sorte di suo figlio Boromir.

Pipino offre a Denethor i suoi sevizi, ma ormai il nemico è alle porte.

L'immenso esercito di Sauron assedia la città. Uno degli ultimi a mettersi in salvo è Faramir che però è colpito da una freccia avvelenata e rischia di morire.

L'assalto alle mura di Mordor comincia. Lo guida il capo dei Nazgul . Il terrore sprigionato dal capitano dei cavalieri neri influenza i difensori che riescono a combattere solo grazie all'opera di Gandalf.

La vista del secondo figlio morente fa impazzire Denethor che si dà fuoco insieme a Faramir. Quest'ultimo viene salvato da Pipino, ma il vecchio Sovrintendente muore tra le fiamme.

L'attacco alle mura sembra aver successo. Il cancello di Gondor viene distrutto e solo Gandalf resiste davanti alla porta a fronteggiare il capitano dei Nazgul. Ma uno squillo di tromba lacera l'aria. Sta arrivando l'esercito di Rohan.

A guidarlo è re Theoden con la sua figlia Eowin, in incognito e vestita da uomo e Merry che viaggia con Eowyn sullo stesso cavallo. Lo scontro tra i due eserciti è terribile. Theoden viene ucciso, Eowyn si scontra con il capitano dei Nazgul che viene prima colpito da Merry e poi ucciso da Eowyn che resta gravemente ferita nel combattimento.

Ma a dare la vittoria a Gondor è solo l'arrivo di Aragorn che è riuscito a radunare un grande esercito dopo essere passato per una via misteriosa: il sentiero dei morti. Lì ha ricevuto aiuto da parte degli  spiriti di  combattenti defunti che lo hanno a sconfiggere un grande esercito di Sauron che stava per attaccare la città di Gondor.

La battaglia è vinta ma le forze che Sauron può mettere in campo sono immense. Viene deciso di creare un esercito di 7.000 uomini per andare all'ingresso principale di Mordor e distogliere l'attenzione di Sauron dal proprio territorio in modo da rendere più agevole la missione di Frodo.

L'esercito guidato da Aragorn e Gandalf si reca al Morannon, il cancello che costituisce l'ingresso principale della torre di Mordor e lì scatta la trappola di Sauron, decine di migliai di uomini, Orchi e Trolls si scagliano contro gli uomini di Aragorn.

I Nazgul alati si scagliano contro gli uomini di Gondor.

Il destino dell'anello si compie: l'azione si sposta nuovamente nella torre di Minas Morgul.

Sam vede fuggire uno degli orchi dalla torre. All'interno si è verificato infatti un combattimento furioso tra gli orchi: oggetto del cpntendere la cotta di maglia di mithril, un materiale più resistente dell'acciaio e più prezioso dell'oro, indossato da Frodo e regalatagli da Bilbo.

Sam entra nella torre: gli orchi sono tutti morti tranne uno; Sam lo ferisce e recupera Frodo che si è ripreso. I due scappano e riescono a sfuggire all'inseguimento degli uomini di Sauron:

Inizia l'ultima marcia verso Monte Fato. Ma l'anello man mano che si avvicina al luogo in cui fu forgiato, diventa sempre più difficile da portare: l'anello vuole "infatti" tornare dal suo padrone Sauron.

Dopo diverse avventure i due riescono ad arrivare a Monte Fato. Ma lì giunti, Frodo si accorge di essere diventato schiavo dell'anello: di non essere cioè in grado di gettarlo nella bocca del vulcano.

Gollum, tuttavia, che non ha mai smesso di seguirli, attacca Frodo che per scappare s'infila l'anello.

A quel punto Sauron si rende conto della presenza di Frodo e lancia i Nazgul alla caccia dell'hobbit. Gollum stacca con un morso il dito della mano in cui Frodo porta l'anello, ma così facendo scivola e precipita nel vulcano.

L'anello viene distrutto e con lui Sauron e i Nazgul. Frodo e Sam verranno salvati dalle aquile condotte da Gandalf. Il vulcano infatti erutta e distrugge ogni cosa nel raggio di miglia.

Il ritorno a casa Le avventure degli hobbit non sono finite. Prima assistono al matrimonio di Aragorn con Arwen. Il loro amico Aragorn diventa re di Gondor. I quattro hobbit ritornano a casa. Ma lì scopriranno che le cose sono cambiate. Saruman e Vermilinguo si sono impadroniti della contea.

Gli hobbit organizzano però un piccolo esercito di connazionali, affrontano Saruman e i suoi uomini e lo uccidono. La pace torna sulla contea ma Frodo soffre ancora per le ferite subite durante la guerra dell'anello.

Per questo motivo decide di partire per sempre andando con una nave elfica al di là del mare.

Qualche cenno biografico e bibliografico su Tolkien.

 John Ronald Reuel Tolkien è famoso in tutto il mondo, i suoi libri sono stati ristampati più volte. in molte lingue del globo, perchè ha saputo scrivere una grande saga che ancora oggi riesce a parlare al cuore dei lettori.

John Ronald Reul Tolkien nacque a Bloemfontein, nel Sud Africa, il 3 gennaio 1892 alle  07h15 (TU) da genitori inglesi nativi di Birmingham.

Alla morte del padre, avvenuta nel 1896, la famiglia si trasferì in Inghilterra, a Sarehole, nei pressi di Birmingham. Alla morte della madre, da cui Tolkien ereditò l'amore per le lingue e le antiche leggende, fu educato da un sacerdote cattolico degli Oratoriani, P. Francis Xavier Morgan.

 Nel 1915 ottenne il titolo di Bachelor of Arts presso l' Exeter College di Oxford. Tornato ad Oxford dopo aver combattuto nella Prima Guerra Mondiale, divenne Master of Arts nel 1919, e collaborò all'Oxford English Dictionary. Fu insegnante di lingua e letteratura anglosassone dal 1925 al 1945, e quindi di lingua e letteratura inglese fino al suo ritiro dall'attività di insegnante.

Morì a Bournemouth il 2 settembre 1973.

Bibliografia

 

"The Hobbit" - traduzione italiana "Lo Hobbit" - 1936;

"On Fairy-Stories" - 1938

"Leaf by Niggle" - 1939

"Farmer Giles of Ham" - Trad. It. "Il cacciatore di draghi" - 1949;

"The Fellowship of the Ring" - 1954

"The Two Towers" - 1955

"The return of the King" - 1955; - Questi tre compongono la trilogia "The Lord of the Rings" - "Il signore degli Anelli"

"Tree and Leaf" - 1955 - Riunisce On Fairy-Stories e Leaf by Niggle

"The adventures of Tom Bombadil" - 1962

"Smith of Wootton Major" -1967

"The Homecoming of Beorhtnoth Beorhthelm's Son" - 1975 - Questi tre raccolti insieme e pubblicati nella versione italiana col titolo "Albero e Foglia" nel 1976

 

Tutte le opere citate sono state pubblicate da George Allen & Unwin, Londra.

Postumo alla morte dell'autore, grazie agli sforzi del figlio, è stato pubblicato "il Silmarillion" (titolo italiano), una saga sui Tempi Remoti che fa da base a tutta la bibliografia di Tolkien.