ASTROLOGIA NATURALE O ASTROLOGIA CONDIZIONALISTA?

Le parole non sono del tutto innocenti

di Richard Pellard

 

 Precisazioni su:

·            Astrologia moderna

·            Astrologia naturale

·            Astrologia universale

·            Astrologia condizionale o condizionalista ®

·            Il condizionamento

·            La visione del mondo condizionalista.-Filosofia generale

·            Basi ed applicazioni

·            A proposito di un articolo dell’ultimo Fil d’Ariana …

·            L’astrologia, un punto è tutto

 

Era il 1984, poco prima di firmare da Albin-Michel il contratto d’edizione del libro che s’intitolava L’astrologie universelle presentata da Françoise Hardy. Jean-Pierre Nicola, Philippe Pinchon, Bernard Blanchet ed io ci riunimmo per farci venire in mente un aggettivo da poter affiancare al termine “astrologia” nel titolo di quest’opera di cui assumevamo la redazione.

 L’editore ci aveva detto che il termine “condizionalista” in apertura era troppo “hard” e rischiava di far fuggire i lettori. Dato che si trattava di un libro che coinvolgeva il gran pubblico, abbiamo riconosciuto la validità di quest’argomentazione dal punto di vista del marketing.

Tre aggettivi si sono rapidamente imposti: “moderna”,naturale” e “universale”. L’aggettivo “moderno”, era già stato utilizzato da J.P. Nicola nel suo libro “Pour une astrologie moderne” pubblicato da Seuil nel 1977.

Suppongo che all’epoca, l’editore avesse lui stesso suggerito che “condizionalista” era un termine troppo “intellettuale” (traduzione indigesta, non molto di richiamo) per figurare in copertina. Lasciamo per ora da parte i motivi per cui si è passati a scegliere l’aggettivo “moderna”, e occupiamoci del suo significato. Ecco le definizioni che ci dà Larousse: “1: che appartiene al tempo presente o ad un’epoca relativamente recente. 2 Che beneficia dei progressi più recenti. 3 .Che è fatta secondo le tecniche ed il gusto contemporanei.

Ogni epoca qualifica come moderno, nel senso di “contemporaneo e innovatore” quel che, nello sforzo espressionistico che gli è proprio, si oppone alla tradizione”.

L’astrologia condizionalista® che non ha che una quarantina d’anni d’esistenza, risponde a tutti questi criteri. Nata nella seconda metà del XX secolo, essa ha integrato gli sviluppi scientifici in tutti i campi. Tuttavia, se può giustamente essere qualificata “contemporanea” ed “innovatrice”, non si oppone alla tradizione, che prolunga sfrondandola dei suoi rami morti e dandole nuova linfa.

Esistono altri approcci contemporanei dell’astrologia che possono essere qualificati “moderni”? Si, se si riporta il concetto di “modernità” a quello di “gusto contemporaneo”, il che ci richiama alla sua radice “mode”.

L’astrologia psicanalitica, figlia ibrida del tradizionalismo e delle teorie freudiane, ad esempio, è un’illustrazione di questa modernità di pura apparenza: essa non apporta alcuna innovazione, alcun progresso; si accontenta di vestire di concetti passati gli abiti nuovi che si presume facciano “giovane”, “alla moda”, che fanno “in”, “tendenza”. ed al limite, si oppone francamente all’autentica tradizione astrologica che non aveva nulla a che fare con la psicanalisi.

L’astrologia umanista, altra creazione recente, e dunque “moderna”, procede allo stesso modo, truccando la mummia tradizionale sfiorita con un fondo tinta spiritualista new-age, ed abbigliandola con un abito a giacca pseudo junghiano. Non si tratta ancora che di un attenersi al gusto del giorno.

Il concetto di “moderno”, si vede, è ambiguo. Gli accostamenti psicoanalitici ed umanisti dell’astrologia sono alla moda, ma non si saprebbe dire quali siano moderni. Al contrario, il condizionalismo, che non è per nulla alla moda, è pur tuttavia assolutamente moderno e per nulla fuori moda. Diciamo, a mo’ di battuta e di scommessa sul futuro, che è post-moderno” o un concetto furiosamente “moderno” !

Astrologia naturale

L’aggettivo “naturale” è meno ambiguo. Indicava presso Tolomeo (150 d.C.) la parte dell’astrologia che studiava l’influenza degli astri sulla meteorologia, che sembrava assolutamente sicura per i nostri antenati. Abbiamo poi scoperto sperimentalmente che l’astro-meteorologia era un falsa scienza. Ma Tolomeo, grande studioso dei suoi tempi. scriveva anche nel suo Tetrabiblos, a proposito degli astrologi “supernaturalisti” dei suoi tempi che lui davacongedo alle assurdità superflue del popolo, che mancano d’ogni plausibilità, a profitto delle cause naturali fondamentali”.

Oppone inoltre nettamente un concetto magico-simbolista dell’astrologia, che ricusa, ed un concetto “naturale”, di cui fu un ardente difensore nei limiti dei mezzi e del sapere del suo tempo.

Secoli dopo, Keplero è in un’analoga posizione.

Ecco ad esempio ciò che egli scriveva a proposito della dottrina dei quattro Elementi: “Qualsiasi cosa sia ed anche se a buon diritto mi offra questa ingegnosissima imitazione della natura e questa distribuzione delle qualità tra Segni, io non do’ loro maggior valore di quel che si meritano; e non è perché i primi autori hanno preso in prestito una legge dalla natura per le loro arbitrarie speculazioni, che la natura delle cose celesti si sia in tutto sottomessa alle loro speculazioni. 

Gérard Simon, nel suo ottimo libro “Kepler, astronome- astrologue”, ha analizzato molto bene la sua attività d’astrologo: “Keplero si impone tre norme epistemologiche ben chiarite: l’aggiornamento di una concatenazione di cause esclusivamente naturali, la giustificazione matematica delle relazioni ricordate per ordine, la verifica delle une e delle altre per mezzo dell’esperienza”, e vuole” stabilire la distanza tra un condizionamento naturale ed una fatalità soprannaturale”.

Così Keplero era naturalmente condizionalista.®

Secondo il dizionario Larousse, l’aggettivo “naturale” significa “Chi appartiene alla natura, chi ne fa parte e che appartiene al mondo fisico (in opposizione al soprannaturale).

Un approccio naturale dell’astrologia è dunque necessariamente fisico.  Certi scienziati o statistici contemporanei si interrogano sulle eventuali cause fisiche delle influenze zodiaco-planetarie. In seno all’ambiente propriamente astrologico, solo a mia conoscenza l’approccio condizionalista® si riferisce esplicitamente alle leggi della natura, astrofisiche per il cielo, biofisiche per l’uomo.

J.P. Nicola dice le stesse cose nei suoi “Bilans comparés : “Poiché esistono due tipi di spiegazione, la naturale e la soprannaturale, una classificazione sommaria pone, nel naturale: gli scientifici, gli statistici ed i condizionalisti® e, nel soprannaturale: i tradizionalisti che si dicono tali, gli psico-simbolisti, gli esoteristi e gli spiritualisti”.

L’astrologia condizionalista® è dunque un’astrologia naturale, ma ogni approccio naturalista o fisico dell’astrologia non è necessariamente condizionalista. Questo distinguo è essenziale, e torneremo ancora sull’argomento.

A metà degli anni 1980 ho creato un’associazione 1901 il cui intento era di far conoscere il condizionalismo a livello della mia regione. All’inizio, volevo chiamarla CRAC (Centre de Régional d’Astrologie Conditionaliste. Ma c’era già in Bretagna un’associazione con la stessa sigla, creata da Henri Boucher.

 E’ così che naturalmente il mio CRAC si trasforma in CRAN (Centre Régional d’Astrologie Naturelle), Il CRAN in questione si rivelò poco efficace, ma l’espressione “astrologie naturelle” era lanciata.

.L’astrologie universelle presentata da Françoise Hardy era stata sul punto di chiamarsi L’astrologie naturelles.

Abbiamo poi rinunciato perché avevamo ritenuto all’epoca, che l’aggettivo “naturale” facesse tropo “baba-cool” e legumi bio. Dieci anni dopo, nel 1994, ho creato con qualche amico condizionalista ARIANA, Association pour la Recherche et l’information in Astrologie Naturelle. Questa volta, la scelta dell’espressione “astrologia naturale” non dava luogo ad omonimie. Era un termine libero.

 Essendo da una quindicina d’anni un attivo condizionalista avevo avuto modo di notare fino a che punto tale termine provocasse una reazione di rigetto quasi automatico (pavloviano!) presso gli astrologi ed i non astrologi. Bene si spiega  ciò che vuol dire (funzione di “rR” del Sole) e se ben suggerisce la molteplicità di condizionamenti di cui siamo oggetto (funzione “tR” di Mercurio), l’esistenza di questa rappresentazione esercita, a livello venusiano (funzione “eR”), un irrazionale ma reale riflesso di rigetto emozionale (e preciso che Venere non è dominante nel mio tema).

Mi sono dunque detto che poiché il condizionalismo era dopo tutto il principale ed essenziale rappresentante dell’astrologia naturale, e che l’espressione “astrologia naturale” non suscitava alcuna reazione di rigetto a priori, ma al contrario, sarebbe stato molto più facile far passare le teorie e le pratiche condizionaliste senza dover puntare sulla gente con una “parola irritante”, e che se ne poteva facilmente adottare un’altra più neutra con lo stesso significato ad un certo livello, il livello “R” del R.E.T.®

Questa operazione è anche riuscita con ARIANA. Qualche anno più tardi, ho avuto l’opportunità di creare una rivista d’astrologia a grande (relativamente) tiratura. Non ho avuto bisogno d suggerimenti da parte dell’editore per sapere che era impensabile intitolare questa rivista Astrologie conditionaliste.

Se volevo catturare circa 10.000 lettori, è evidente che questo titolo ne avrebbe fatto fuggire la maggior parte. Ed è perciò che non ho esitato un secondo: l’ho battezzata Astrologie naturelle. Per mezzo di questo titolo al tempo stesso intraprendente ed in perfetto adeguamento con lo spirito condizionalista, mi dicevo che senza troppe difficoltà sarei arrivato a trasmettere le mie idee al più gran numero possibile di persone il che si è realmente verificato.

L’astrologia universale

E’ dunque l’aggettivo “universelle” che ha finito per imporsi per il titolo del libro apparso presso Albin-Michel. Tre anni più tardi, nel 1987, le edizioni Dervy pubblicano il mio Manuel d’astrologie conditionaliste® nella collezione La Roue Céleste senza sollevare alcuna difficoltà a proposito del titolo. E’ la prima volta, diciamolo incidentalmente, che una casa editrice pubblica un libro il cui titolo contiene la parola “condizionalista”.

Nel 1992, Dervy accetta di pubblicare una nuova versione del Manuel, più lunga e più completa Il nuovo direttore mi domanda, per motivi commerciali, di non far figurare il termine “condizionalista”® in copertina. Dato che egli mi lascia completamente libero per quanto riguarda il contenuto strettamente condizionalista del libro, accetto volentieri e decido, per restare coerente, di utilizzare l’aggettivo “universelle”.

Definizione dell’aggettivo “universelle” secondo Larousse:

1.Che riguarda l’Universo, il cosmo. 2.Che si estende su tutta la superficie della Terra. 3.Che abbraccia la totalità degli esseri e delle cose”,

La prima definizione non suscita alcun problema. La seconda sottolinea che, ad esempio, solo le definizioni condizionaliste dello zodiaco (declinazioni, fotoperiodi e variazioni d’archi diurni e notturni) sono validi indipendentemente dalle latitudini o longitudini terrestre, contrariamente allo zodiaco "Meteorologico" dei quattro Elementi. Quanto alla terza definizione, è più problematica. L'astrologia condizionalista® o non, non abbraccia la "totalità degli esseri e delle cose" perché non ne è che una parte (essa appartiene al referenziale Relazione del S.O.R.I, e non al referenziale Integrazione); ma ha tuttavia la vocazione di trattare l’universale partendo dal suo approccio particolare.

Se l’équipe redazionale del libro apparso presso Albin-Michel aveva scelto, dopo una matura riflessione, di accostare l’aggettivo “universale” al termine “astrologia”, c’erano pure altri motivi qui sotto descritti, per una ragione politica deliberata. Se in un lavoro consacrato all’astrologia “universale”, non si ritrovava che l’astrologia condizionalista®, ciò voleva dire che quella sola aveva vocazione universale, tutti gli altri approcci magico-simbolisti erano così messi nella categoria del “particolare”. E’ la stessa logica che mi ha portato a ribattezzare il Manuel

Astrologia condizionale o condizionalista®

E’ con Keplero che appare nettamente il concetto di “condizione”: “Il cielo non dà all’uomo le sue abitudini, la sua storia, la sua fortuna, i suoi figli, la sua ricchezza, la sua donna, ma forgia la sua condizione”.

La parola “condizione” ha un doppio significato: da un lato designa la “maniera di essere, lo stato di una persona o di una cosa”, e dall’altra parte le “circostanze esterne alle quali sono sottomesse le persone e le cose”.

 Questo duplice significato implica che la maniera d’essere e lo stato delle persone e delle cose sono sempre subordinate a delle circostanze esterne, ad un ambiente con il quale esse sono in relazione ed interazione.

Ne risulta che per capire un essere od una cosa, è indispensabile collocarlo all’incrocio delle molteplici influenze che li determinano. Esiste qui, credo, una perfetta dimensione generale della filosofia condizionalista.

 L’astrologia condizionalista® si è in un primo tempo chiamata condizionale: “Arriviamo ad un’astrologia condizionale, dove l’influenza astrale trova la sua ampiezza agendo sui centri affettivi per mezzo dei riflessi legati alle rappresentazioni corticali”, scrive J.P. Nicola in La condition solaire, opera fondatrice del condizionalismo apparsa nel 1964. Sarà soltanto nel 1978 che apparirà il neologismo “condizionalista”, proposto da Bernard Froussart. Perché questo cambiamento di denominazione?

L’aggettivo “conditionnelle” significa “Chi dipende da certe condizioni”.

Dire che l’astrologia è condizionale, è dunque suggerire che le influenze zodiaco-planetarie sono relative e modulate da altri condizionamenti extra-astrologici. Trasformando “conditionelle” in “condizionalista”, si passa da una semplice constatazione-connotazione descrittiva all’affermazione di un corpo di dottrina funzionale, di una filosofia analitica, di un concetto del mondo sintetico.

Il condizionamento

Prima di esporre le grandi linee di questo concetto, torniamo su quello di “condizionamento”. Ecco le definizioni fornite da Larousse: “1.Azione di condizionare, fatto di essere condizionato. 2. Confezione di presentazione e di vendita di una merce. 3. Elaborazione presso l’uomo, l’animale di un riflesso condizionale. 4. Procedura per mezzo della quale si stabilisce un comportamento nuovo presso un essere vivente creando un insieme più o meno sistematico di riflessi condizionali”.

La definizione n.1, molto generica, non solleva problemi. Dato che è risultato che l’uomo non è una sardina che gli astri mettono dentro una scatola, la n.2 può essere eliminata. La definizione n.3 è relativa ad un condizionamento naturale, nel senso di non artificiale: questi riflessi condizionali sono indotti presso gli esseri viventi dalle loro interazioni d’adattamento con il loro ambiente e le circostanze con cui sono confrontate.

In mezzo a questi condizionamenti, taluni sono aperiodici, strutturali (ex.: adattamenti del metabolismo umano o animale alle condizioni climatiche delle zone polari in cui regna sempre un freddo intenso) e d’altre periodiche, temporali (ex.. adattamento del metabolismo umano o animale alla foto periodicità solare).

 In quanto alla definizione n.4, essa fa esplicitamente riferimento ai lavori del neurofisiologo Ivan Pavlov, cui fa menzione in La condition solaire. E questa volta si tratta di un condizionamento artificiale, voluto dall’Uomo. Questo tipo di condizionamento è di natura esclusivamente periodica: in effetti, pur essendo efficace, è indispensabile che gli stessi stimoli siano ripetuti ad intervalli regolari ed accompagnati dalle stesse ricompense o punizioni.

Gli astro-simbolisti o astro-spiritualisti hanno spesso rimproverato ai condizionalisti il loro riferimento al concetto di “condizionamento” che non manca mai di sfrontatezza poiché la sola spiegazione del loro concetto soprannaturale, non fisico dell’astrologia, è il misterioso condizionamento implicito della psiche umana per mezzo di puri simboli.

Gli stessi critici si screditano, anche la loro critica non va più accettata? Nulla è più certo. Per capire il perché, vediamo quale è il significato del condizionamento nel senso pavloviano.

Quando un “cane di Pavlov” o qualsiasi altro cane ingurgita una soluzione acida (“eccitante incondizionale”), si produce immediatamente un riflesso di salivazione (“riflesso incondizionale”). Se lo sperimentatore fa regolarmente funzionare una suoneria (”eccitante condizionale”) prima di far trangugiare una soluzione acida al cane, quest’ultimo si metterà a perdere saliva (“riflesso condizionale”) nel momento stesso in cui sentirà la suoneria.

 Il condizionamento nel senso pavloviano, basato su degli automatismi artificiali ripetitivi, è di tipo periodico, e non strutturale. In questo senso, l’assimilazione punto su punto del condizionamento astrologico al condizionamento pavloviano non è appropriato. In effetti, il condizionamento astrologico a volte è di natura aperiodica, strutturale (la struttura dell’Uomo è determinata dalla struttura del sistema solare) e di natura periodica, temporale (l’Uomo è sincronizzato con i ritmi ed i cicli zodiacali-planetari).

Contrariamente al condizionamento temporale pavloviano, il condizionamento strutturale non ha bisogno di un insegnamento ripetitivo. Il metabolismo basale di un piccolo Lappone che nasce di là del cerchio polare artico è strutturalmente condizionato dai grandi freddi, adattato alle basse temperature; ed inoltre il neonato è strutturalmente condizionato per la configurazione geocentrica del sistema solare al momento della nascita, ma al tempo stesso, questa struttura nel tempo dimostra di dar luogo alla nascita di un condizionamento ripetitivo.

Un transfuga del condizionalismo che non ha compreso nulla delle interazioni tra Tempo e Struttura. Bernard Blanchet, fa esattamente la stessa confusione dei magico-simbolisti quando scrive che “affinché sia condizionato dal mio tema natale, occorrerebbe che io venissi al mondo a diverse riprese sotto lo stesso cielo! E per essere condizionato a che cosa? A nascere!” E di porsi un grosso problema: “Come posso essere condizionato da un transito di Plutone che non si è mai prodotto nella mia vita e che non si produrrà mai?” In un concetto puramente pavloviano del condizionamento, egli ha ragione, ma ha torto, poiché il condizionamento astrologico non è fondamentale per il tipo pavloviano.

Se il condizionalismo fa riferimento ai lavori di Pavlov, è perché egli ha scoperto sperimentalmente i meccanismi dell’attività nervosa superiore per mezzo dei quali operano le influenze zodiacali planetarie, e non perché l’Uomo-cane emette saliva al minimo transito-soneria di Plutone.

 L’Uomo non ha bisogno di nascere diverse volte sotto lo stesso cielo per essere dal punto di vista strutturale da lui condizionato, è sufficiente una sola volta. Tuttavia, un transito di Plutone è anche una modifica strutturale condizionante che non ha bisogno di ripetersi per essere efficiente.

Quindi il condizionamento astrologico è anche un condizionamento periodico. La prova è sperimentalmente data dall’individuo che ripete gli stessi schemi di risposte agli stessi transiti planetari e dalla Teoria delle Età.

Che cosa diventa allora un transito di Plutone che avviene una sola volta nella vita? Notiamo anzitutto che, nel suo movimento circumterrestre apparente, Plutone nella sfera locale, riviene ogni giorno sulla posizione che occupava alla nascita dell’individuo.  Se quest’individuo è nato alla levata di Plutone, quest’ultimo ripassa ogni 24 ore all’Ascendente: si tratta così di un condizionamento periodico. Inoltre gli astrologi esperti sono al corrente che gli effetti di un transito di Plutone o di Nettuno, i pianeti più lenti, è il più imprevedibile, giustamente poiché non sono transiti ripetitivi e dunque privi d’automatizzazione e di rinforzo delle risposte.

Per il condizionalismo, il condizionamento opera a volte a livello dell’Energia, dello Spazio, del Tempo e della Struttura. Il condizionamento nel senso pavloviano non si basa che sul Tempo lineare, quello delle relazioni di causa ed effetto semplici. E’ così difficile da capire?

La visione del mondo condizionalista

Dal punto di vista “grande E” quello della realtà del linguaggio come si propaga o si diffonde, abbiamo notato che i termini “naturale”, “universale” e “condizionalista®” sono relativamente equivalenti e che J.P. Nicola e coloro che fanno valere le proprie scoperte, possono indifferentemente utilizzarle come simboli, emblemi o bandiere secondo le circostanze e soprattutto del prurito allergico che crea il termine “condizionalista®” presso coloro che non vogliono o non possono comprenderne od accettarne il senso e la portata.

L’astrologia condizionalista® è naturale ed universale, certamente, ma è innanzi tutto l’astrologia condizionalista® e non altra cosa.

Lasciamo stare l’aggettivo “universale”, troppo vago e impreciso, ed osserviamo il concetto d’astrologia “naturale”, che definisce tutti gli approcci fisici delle relazioni tra l’Uomo ed il sistema solare e prendiamo l’esempio di Percival Seymour, astronomo inglese contemporaneo. Direttore di un osservatorio astronomico e tuttavia molto favorevole ad una spiegazione naturale dell’astrologia (specie rarissima!), ha pubblicato nel 1988 il risultato delle sue ricerche secondo le quali l’interazione tra il campo magnetico terrestre e l’attrazione gravitazionale dei pianeti giustificherebbe l’influenza di questi ultimi sul nostro sistema nervoso.

Le ipotesi teoriche che egli sviluppa sono molto criticabili per diverse ragioni su cui non è il caso di soffermarsi qui. Seymour ha sviluppato un approccio naturale e fisico dell’astrologia e, anzitutto scientifico nel referenziale, “Oggetto”, ha affrontato il duro compito di tentare di trovare quali leggi fisiche ancora sconosciute potrebbero essere all’origine delle influenze astrali, senza minimamente preoccuparsi della realtà dei significati attribuiti ai Segni ed ai Pianeti né della correlazione tra questi significati e le strutture del sistema solare. In tal modo, il suo ipotetico cammino, pur “naturale” che sia, non ha nulla di condizionalista.

Quest’esempio è sufficiente per illustrare che se l’approccio condizionalista fa parte della categoria “astrologia naturale”, essa non potrebbe essere semplicemente confusa con quella.

Il condizionalismo non si accontenta, come Seymour, di combinare astutamente le leggi fisiche note per legittimare scientificamente  l’esistenza di un’astrologia classica di cui non discute per nulla le basi.

Il condizionalismo non si riduce soltanto ad un approccio scientifico dell’astrologia, ma è anche e soprattutto una concezione coerente del mondo globale le cui basi sono le seguenti:

Filosofia generale

 - Postulato d’obiettività del reale: le realtà, osservabili o non, esistenti indipendentemente dalla testimonianza dei nostri sensi.

Il reale lo si apprende in tutte le sue dimensioni: “manifestato, potenziale o virtuale, noto o sconosciuto, Il reale dell’uomo, del suo ambiente interno ed esterno, sociale, familiare, geosolare, anche metafisico.

Il reale delle relazioni ed interazioni tra l’uomo e le idee, le idee ed i simboli, i simboli ed i fatti”.

 - Postulato dell’unità e dell’omogeneità del vivo e del non-vivo, dell’Uomo nella sua globalità corpo-anima-spirito con l’Universo visibile ed invisibile.

 -  Postulato della relatività dell’astrologia: l’astrologia non conosce tutto, non spiega tutto. Essa non è che il sapere che tiene conto delle relazioni ed interazioni tra l’Uomo ed il sistema solare.

  - Postulato del carattere relativo e discontinuo delle influenze celesti.

ll vissuto e l’attualizzazione delle tendenze psicologiche che esse esprimono variano in ampiezza, qualità ed intensità in funzione delle influenze terrestri (eredità, sesso, socio-culturale, educazione, ecc.).

 - Postulato della non soggettività del tema natale. L’oroscopo non è il Soggetto. ma la rappresentazione delle posizioni planetarie geocentriche al momento della sua nascita. E’ una “proposizione di funzionamento” celeste che si declina in funzione delle “proposizioni di funzionamento” terrestri.

Basi ed applicazioni

Le basi dell’astrologia condizionalista vertono sui seguenti dati:

 - dati astrometrici del sistema solare sotto i suoi referenziali: eliocentrico,    geocentrico, topocentrico, antropocentrico.

     -l’astronomia e le sue relazioni con le altre discipline sia scientifiche sia filosofiche.

 I dati acquisiti da conoscere per la ricerca condizionalista:

- gli zodiaci fotoperiodici per il Sole, basati sui rapporti degli archi-diurni & notturni per i pianeti (topocentrici), e lo zodiaco universale (geocentrico) delle declinazioni.

   - i cicli del sistema solare (particolarmente quelli dei pianeti principali) e le loro relazioni con l’atomistica.

L’applicazione di queste basi porta alle seguenti definizioni:

Per i Segni:

-         definizione dello zodiaco riflessologico e dei suoi sviluppi.

-         - Per i Pianeti:

 -  definizione della Teoria dell’Età giustificata dai cicli eliocentrici.

-         -definizione del sistema R.E.T.® (Rappresentazione Esistenza-Trascendenza) in rapporto con una teoria condizionalista® (inedita e protetta)

sull’informazione usuale.

Per la filosofia generale dell’astrologia e l’eventuale studio dei condizionamenti celesti oltre a quelli di Segni & Pianeti:

--definizione del sistema S.O.R.I. (Soggetto-Oggetto-Relazione-Integrazione) in rapporto con tutti i modelli di differenziazione dei determinismi universali costituiti con referenziali (culturali o naturali, simbolici o logici, razionali od irrazionali).

--definizione del Logoscopio in rapporto con le funzioni unversali8 le cui funzioni planetarie non sono che delle particolari illustrazioni.

Grazie all Logoscopio, si possono utilizzare le definizioni del R.E.T.® e dello zodiaco riflessologico indipendentemente dall’astrologia per analizzare il reale in tutte le sue dimensioni.

Con il S.O.R.I. ed il Logoscopio, si accede ad una méta-astrologia, ad una vasta, dinamica, originale e profonda visione del mondo che supera da ogni parte il quadro strettamente astrologico.

Con questa prospettiva, essere condizionalista è molto di più che essere semplicemente astrologo ed il condizionalismo soprattutto non è una semplice variante dell’astrologia naturale.

A proposito di un articolo dell’ultimo FIL DI ARIANA

Nel suo articolo Astrologia e fisica contemporanea apparso nell’ultimo numero del FIL di ARIANA, Maurice Worme ha scritto a proposito del tema di Louis de Broglie, la seguente frase: "In astrologia naturale (la sottolineatura di naturale è mia), l'estate è da mettere in relazione con la nozione di signorie dello spazio"(p.46)

Avendo letto quest’articolo. J.P. Nicola mi ha fatto presente il suo disaccordo circa l’utilizzazione del termine “astrologia naturale”. Effettivamente, Maurice Worme avrebbe dovuto utilizzare il termine “astrologia condizionalista”®, poiché la messa in relazione dei Segni estivi con la nozione di spazio è un concetto condizionalista.  Non ci sono altre gatte da pelare, ma è giusto dare ad ognuno quel che gli appartiene, e così anche nella logica del “grande R”, lo richiedono omogeneità e coerenza.

Quest’incidente mi spinge a ricordare che i termini “astrologia naturale” e “astrologia universale” sono stati creati solo per permettere al condizionalismo di intrufolarsi nelle maglie delle censure implicite od esplicite, e per facilitare l’accesso dei principianti in astrologia o dei delusi dell’astrologia classica alle teorie e pratiche condizionaliste, che sono assoggettate, nell’ambiente astrologico magico-simbolista. ad una disinformazione quasi sistematica.

Questi singolari individui (che però non alterano in nulla il condizionalismo) nel far ciò sono molto in gamba, ma non sono che degli imitatori: non ci si deve dimenticare di prendere alcuni per dei lifting ideologici.L’astrologia, un punto è tutto

Esistono delle astrologie? No. Dietro tutti gli aggettivi singolari che designano le “scuole” e le “correnti”, non ve ne è che una.  I magico-simbolisti di ogni tipo sono degli usurpatori che farebbero meglio a fare i tarocchi, leggere i fondi di caffè o consultare la sfera di cristallo piuttosto che ridicolizzare l’astrologia e rendere un cattivo servizio ai loro consultanti giocando con degli astri-simboli di cui non capiscono nulla.

L’astrologia condizionalista si chiamerebbe allora semplicemente astrologia, come la biologia si chiama biologia e l’astronomia, astronomia. Liberata dall’astrologia potrebbe allora occupare il posto che le spetta.

Suprema arroganza condizionalista?  No, suprema lucidità. Ma è pur vero che la lucidità passa sempre per arroganza agli occhi degli ignoranti.

Gli astrologi magico-simbolisti e gli anti-astrologi scientisti occupano una posizione dominante, i deliri irrazionali dei primi nutrono i deliri razionali dei secondi, questa liberazione non si risolverà domani. Dunque, non abbiamo, ancora finito di essere condizionalisti.l

 Le parole non sono  del tutto innocentii.

                                                                        Richard Pellard, 17/10/1999

torna all'home page

scrivimi