di Fernanda Nosenzo Spagnolo

animali reali magici fantastici

 orme

Simbolo vivente di emozioni crudeli ma anche di tenere espressioni mimiche, impavida figura di mitiche scene arcane, emblema di tornei e casate ma anche  guardiano del bosco senza sentieri dove abita il Grande Spirito, lentamente avanza nei nostri pensieri…

Devo dire che mi è sempre piaciuto l’orso, piccolo o grande, vivo, di cristallo o di morbida peluche, insomma orso! Ancor oggi in un gran cesto conservo molti orsacchiotti che via via sono entrati nella mia vita e che mi rammentano fatti, episodi ed anche  persone.

Volendo approfondire la sua conoscenza ho sfogliato diversi libri e così ho conosciuto molti orsi: l’orso bruno, l’orso grizzly, terribile e carnivoro, l’orso nero, ed altri tra cui anche lo Spirit ben, grande orso dal manto bianco che vive libero nelle immense foreste del Grande Orso, nella Columbia Britannica (Canada) e l’Orso polare il cui ambiente naturale è il gelido Polo Nord, dove sulla neve eterna gioca e ruzzola felice.

Ma dalle nostre parti, vagando nei boschi in Slovenia, nel Parco Adamello Brenta o nel Parco degli Abruzzi, inaspettatamente possiamo correre il rischio di un incontro ravvicinato proprio con un orso bruno vegetariano, un po' per scelta e un po' per necessità, a caccia di miele.

Più difficile è invece vedere un orso malese o cinese anche per la caccia spietata che gli fanno gli abitanti di questi luoghi che vendono a peso d’oro gli artigli, le zampe, i denti, la pelliccia e… la bile di questo povero animale che viene utilizzata per farne pillole curative che potrebbero benissimo essere sostituite con prodotti sintetici. Sorte crudele e sofferenze inflitte riflesse nei loro occhi supplici.

Attimi d’avvilimento e di tristezza, di sfiducia nel genere umano e di riflessione che dovrebbero servire ad avvicinarci al mondo della natura e degli elementi con più amore, ma per far ciò bisogna saper ascoltare e percepire gli spiriti dei boschi ed avere una sensibilità particolare che viene soprattutto dall’umiltà.

Bando alla malinconia e torniamo nella foresta, concentrato di forze vive, di energia selvaggia,  dove tutto vibra di colori e di odori e riprendiamo la nostra dissertazione sull’orso.

La scienza zoologica identifica nell'orso un mammifero onnivoro appartenente alla famiglia degli ursidi diffuso in Europa, in America e in Asia.  Suddiviso in varie specie, otto per la precisione, l'orso possiede una testa e un tronco  - quest'ultimo lungo da uno e mezzo ai tre metri - massicci, una coda piccola e quasi invisibile, un mantello lungo e folto, zampe possenti dotate ciascuna di cinque dita armate di grossi artigli. Vive isolato o in piccoli gruppi negli ambienti più vari, dalle zone forestali calde alle regioni polari, e nei mesi più freddi cade in letargo.

Questo dice la scienza. Ma un test psicologico, assai di moda negli anni '80, forniva una serie d’identificazioni e di valutazioni circa la figura di alcuni animali che, secondo una certa corrente di studi sulla psiche umana, avrebbero rappresentato i moti interiori dell'animo. In tal senso, l'orso veniva equiparato alla componente emotiva ed irrazionale dell'animo umano e, unitamente al lupo, anche alle sue sensazioni nei confronti di tutto ciò che compete la sfera dell'occulto.

Per tale valenza psicologica, ma soprattutto per la nutrita serie di tradizioni mitiche  peculiari di molte popolazioni d'Europa, l'orso è a ragione considerato un animale che fa parte del simbolismo magico universale.

Sotto tale aspetto principalmente lo esamineremo... segue >>

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