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Qui giunti, devo ammettere che avrei ancora molto da dire su questo
straordinario animale, figura centrale nella lunga eccezionale storia
del genere umano: potrei parlare dei forti cavalli da lavoro, di quelli
scattanti da corsa o ricordare con voi i cavalli guerrieri, quello famoso
di Alessandro Magno, di El Cid, di Gengis Khan, di Tamerlano, di Napoleone
e di altri, richiamare alla memoria in nome della storia quelli della
famosa carica degli Scot Grey a Waterloo, degli Ussari ungheresi e del
nostro valoroso Savoia Cavalleria o citare altre battaglie che li hanno
visti protagonisti con i loro cavalieri.

Potremmo parlare anche di quelli vincenti che lo sport ha reso famosi
ad esempio Ribot e lo sfolgorante Varenne, ma per finire posso solo ricordarvi
che molti studiosi, come i paleontologi ad esempio, hanno dedicato nel
passato a quest'animale, tempo ed energie. Ed ancor oggi, nel controllo
continuo dei luoghi d'osservazione, alcuni informatori hanno da poco
segnalato la presenza dei bianchi cavalli Tarpan che si credevano estinti,
mentre invece alcuni esemplari vivono liberi e selvaggi nella Tundra
della Russia meridionale.

Altre attente considerazioni sulle varie razze ci provengono dagli
allevatori impegnati soprattutto nella loro selezione.
E’ interessante ammettere che ogni esemplare equino può indubbiamente
accendere una sua storia e infiammare le memorie personali o collettive
dove i miti, le cui origini si perdono nei secoli, spesso s’intrecciano
tra loro, diventano attendibili e, attraverso antiche leggende, danno
infine vita ad un clima di contrasto tra antico e moderno, tra racconto
e realtà che affascina e interessa.

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