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 Il cavallo inoltre, per la rapidità della sua corsa fu associato al tempo.
Fu connesso altresì allo "spirito del grano" (cfr. teorie di James Frazer). In quest'ultimo significato, il ruolo dell'animale è stato documentato in molte tradizioni dell'Europa continentale. In Francia e in Germania, ad esempio, fino a non molti anni fa era usanza che nel tempo della mietitura il cavallo più giovane di un paese fosse festeggiato con cure particolari, affinché garantisse la nuova germinazione del cereale.

In certi paesi dell'Irlanda nord occidentale, ancor oggi persiste l'usanza di gettare il simulacro di un cavallo sopra un falò nel periodo della mietitura, affinché lo spirito benefico del cavallo garantisca un raccolto abbondante nell'anno successivo.

Considerato poi che il cavallo poteva garantire la fertilità dei campi, l'animale fu spesso associato anche all'elemento acqua. Si riteneva che avesse il potere di far sgorgare le sorgenti con un colpo di zoccolo inferto contro la terra e che sapesse individuare il percorso delle vene acquifere sotterranee. Lo stesso cavallo Pegaso, secondo la mitologia greca, fece scaturire la sorgente Ippocrene - la "sorgente del cavallo" - non lontano da un bosco sacro alle Muse. Ecco perché il cavallo divenne una sorta d’epifania divina.

carro del sole

I cavalli trainano il carro del sole, e all'astro sono consacrati. Nell’iconografia classica dell'antica Grecia il carro del sole è tirato da quattro destrieri bianchi, mentre quello della luna da quattro buoi dal manto pezzato.
Il cavallo diviene l'attributo principale del dio Apollo, nella sua qualità d’auriga della biga solare. 

Anche nella Bibbia sono contenuti riferimenti al carro del sole trainato da quattro cavalli, così come il profeta Elia è rapito in cielo su di un carro di fuoco portato in volo da quattro destrieri dal colore dorato.
Un'immagine similare è presente nell'antica letteratura induista ed in certe tradizioni buddiste. In quest'ultimo caso, il cavallo è considerato sostanzialmente il simbolo dei sensi umani relazionati allo spirito: questi trascinerebbero caoticamente la mente dell'uomo qualora non fossero guidati dal sè, ovvero dal "signore del carro".

Nella religione islamica il cavallo fu considerato il simbolo del vento, del tempo e degli impetuosi desideri umani. Il suo simbolismo si collega per certi versi al mito greco del vento Borea, il quale generò dei cavalli aeriformi e velocissimi unendosi ad una delle Erinni, ad una delle Arpie e con le giumente d’Erittonio.

Un altro aspetto solare e positivo del simbolismo equino fu in relazione al tema della bellezza e del potere ottenuti dall'uomo attraverso il dominio dello spirito sui sensi. Così visto il cavallo diventò emblema della regalità.

Tale concezione trasparì esplicitamente nell'"Apocalisse" di Giovanni: qui le armate angeliche che accompagnano il Cristo cavalcano bianchi destrieri.

Anche in alcuni antichi affreschi presenti nella cattedrale d’Auxerre compare Cristo che cavalca un destriero bianco insieme ad angeli armati anch'essi in groppa a cavalli candidi. Cristo ha in mano uno scettro, simbolo di regalità e d’autorità sui popoli.

Un cavallo bianco con in testa un'aureola dorata è raffigurato in un affresco della cattedrale di Notre-Dame di Montmorillon. In effetti, il cavallo bianco fu spesso equiparato al simbolo della maestà peculiare dei santi, dei conquistatori spirituali e degli eroi.

Tutte le grandi figure messianiche sono state raffigurate o tramandate in groppa ad un cavallo bianco:  Cristo, Maometto ed Abramo, lo stesso Visnù e Buddha.

maometto

Le antiche popolazioni celtiche ravvisarono nel cavallo i pregi della forza fisica e della velocità. Il cavallo fu la cavalcatura del dio del vento Baerh, divinità molto citata nelle saghe islandesi dei primi secoli. I suoi otto cavalli corrisposero agli otto venti principali che devastavano o che accarezzavano le coste islandesi.

In un capitello presente nel duomo della città di Tavant, è raffigurato un uomo sopra un destriero alato che insegue una figura femminile in groppa ad un serpente.
Nell'Irlanda primitiva sembra anche che il cavallo sia stato il simbolo della longevità, della protezione e della vecchiaia vissuta con saggezza.

 In conclusione, si pensa che il cavallo abbia costituito uno degli archetipi fondamentali della mente e della memoria dell'uomo. Il suo simbolismo si estende in due poli distinti, sia verso l'alto che verso il basso e passa con la stessa prontezza dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dagli istinti all'azione e sintetizza pertanto gli opposti in una manifestazione continua, facendo dell'animale un'idea concretizzata totalmente universale.


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