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Un’ombra scura vola nell’aria, possente
e maestosa, è l’aquila, superbamente libera
nei cieli, dove la natura trasmette ancora i suoi
valori. Ne seguo l’ascesa con riverente ammirazione,
osservo l’ampiezza delle sue ali spiegate nel volo,
la sua simulata danza nella brezza leggera, ne ammiro
la grazia finche la vedo posarsi lontano e la sua
figura stagliarsi sullo sfondo imponente d’una vetta.
Moltissimi sono i significati simbolici,
mitologici, spirituali e guerrieri legati all’aquila
ma, prima di addentrarmi nella notazione di questi
suoi legami, esaminiamo la scheda naturalistica di
questo stupendo rapace.
L'aquila reale, formidabile predatrice,
possente e maestosa mentre nel volo descrive ampi
cerchi a grandi altezze, è un grande uccello
rapace diurno dal becco robusto e uncinato, dal collo
guarnito di piume lanceolate e dalle ali molto ampie.
Le sue lunghe zampe sono fornite d’artigli lunghi,
affilati e adunchi, con i quali afferra e lacera
le sue prede.
Uccello dell’ordine degli Accipitriformi e della
famiglia degli Accipitridi, attivo di giorno, nidifica
prevalentemente sulle rocce. E’ diffuso quasi uniformemente
in tutte le zone della terra, ad eccezione delle
latitudini polari. Si conoscono molte specie d’aquila,
ognuna delle quali possiede la propria morfologia,
le proprie abitudini alimentari e il proprio habitat.
In Italia sono presenti due sole specie, la cosiddetta
“aquila crysaetus” e la “hieraetus aquila”, quest’ultima
presente nelle zone montuose della corona delle Alpi.
Consideriamo ora alcune definizioni legate all’aquila
universalmente considerata come un simbolo celeste
e solare. Regina degli uccelli, ne completa il
simbolismo generale che, sotto certi aspetti, è
il medesimo degli angeli e degli stati spirituali
superiori. In certe culture religiose fu paragonata
allo stesso sole. Nella mitologia greca e latina
l’aquila è l’uccello sacro a Zeus, dio del
fulmine e delle nuvole, suo attributo specifico ed
è spesso identificata con lo stesso padre
degli dèi.

Ritroviamo l’Aquila in Cielo raffigurata nella
Costellazione e presentata con le sue stelle in note
leggende.
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L’identificazione dell’aquila con le supreme
divinità è riscontrabile anche nelle
antiche tradizione degli indiani d’America.
Del resto, proprio nel corso delle loro danze
rituali era operata attraverso l’estasi religiosa
la personificazione tra i danzatori e questo volatile,
sia sotto il profilo spirituale sia in quello
propriamente fisico.
Il fischietto d’osso e il mitico casco di penne
d’aquila, il leggendario “War bonnet”, indicativo
del massimo riconoscimento a cui loro aspiravano,
.erano usati nella propiziatoria e spesso sciamanica,
“danza del sole”. comune a molte etnie pellerossa,
azteche e perfino nipponiche.
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L’affinità tra sole e aquila fu riproposta
altresì nella mitologia greca.
Qui fu convinzione che quest’uccello, partito
dall’estremità del mondo, si fosse fermato
sulla verticale dell’ omphalos di Delfi (zona considerata
solare per eccellenza) per seguire poi la traiettoria
del sole (cfr. astronomia “geocentrica”) dal suo
sorgere fino allo zenit, tragitto che avrebbe coinciso
con l’estensione dell’asse del mondo.
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