Attualmente il santuario è una costruzione imponente, che domina da una piccola altura il paese di Tresivio - circa duemila abitanti - situato al centro di un raccordo viario in provincia di Sondrio.

Al primo approccio si nota il contrasto tra la maestosità dell’edificio religioso e l’esiguità del centro abitato.
La diversità è tuttavia spiegata e giustificata dal ruolo davvero rilevante che il luogo ha rivestito nei secoli passati e che ancora ricopre in seno alla religiosità locale in particolare per il culto tributato dalla popolazione della Valtellina alla Madonna Nera. 

IL SANTUARIO

 

Dice la leggenda che quando gli angeli trasportarono la Casa di Nazareth della Madonna da Tersatto (in Istria) a Loreto, una pietra cadde in volo durante il trasporto e che la reliquia, per espressa volontà della Vergine, arrivò fino all’altura antistante alcune capanne di montanari che si erano distinti per buon cuore e per religiosità.
Ritenendo la circostanza un evento prodigioso, la gente del posto volle ringraziare la Vergine del dono.

Fu pertanto costruita una piccola chiesa dedicata al culto mariano, mentre il celeste cimelio fu situato alla base delle fondamenta dell’edificio, affinché esso divenisse oggetto di culto perenne per la popolazione della valle.

In tempi successivi la chiesa fu ampliata ed abbellita proporzionalmente all’espansione della devozione religiosa popolare.

Si dice che qui vi fossero avvenuti miracoli di guarigione e che la statua della Vergine Nera, copia esatta di quella esposta a Loreto, nelle Marche, abbia operato guarigioni miracolose tra coloro che si fossero rivolti alla Madonna con devozione e con fiducia.

Fin qui la leggenda sull’origine del Santuario.

Documenti storici riportano invece che nel 1106 fosse già esistita nel luogo una comunità di frati, presumibilmente benedettini, dotata di una chiesa dedicata al culto mariano, e dipendente dal monastero comasco di Sant’Abbondio.

La presenza della chiesa dovette essere tuttavia anteriore di qualche anno se un altro documento, conservato nell’archivio storico di Sondrio, riferisce che in località “tresivium” fosse esistito un tempietto mariano già nel 1094.

Un ulteriore documento informa che la comunità dei frati fosse caduta in cedimento dopo il 1185, un altro ancora che nel 1248 la presenza della chiesa, qui citata come Santa Maria di Tronchedo, sia stata garantita soltanto dalla pietà religiosa e dal sostentamento delle popolazioni valligiane.

Tuttavia nel 1440 la casata nobiliare locale dei Beccaria ne rilevò la proprietà, costituì un fondo di mantenimento e riservò il diritto di patronato alla famiglia per gli anni futuri.

Rimane anche oggi un mistero il perché della presenza nel posto di una confraternita chiamata “schola Sanctae Mariae” che operò nella chiesa per gran parte del XVI secolo.

La costruzione del Santuario della Beata Vergine Nera di Loreto a Tresivio, così come si presenta attualmente nonostante l’apporto successivo di rimaneggiamenti stilistici, fu iniziata nell’autunno del 1646 per iniziativa di monsignor Lazzaro Carafino, ma i lavori veri e propri ebbero il via soltanto dopo circa trenta anni grazie al vescovo di Como Carlo Ciceri.

Alla famiglia Guicciardi, che finanziò gli interi lavori, venne affidato per tre secoli il diritto di patronato sul sacro edificio.

La nuova costruzione fu eretta sopra le strutture del tempio medievale di Santa Maria di Tronchedo, che ora costituisce la cripta del santuario.

Tra il 1693 ed il 1731 furono completati i campanili situati sulla facciata - la torre campanaria principale fu perfezionata soltanto del 1797 - si lavorò al tetto e alla costruzione della cupola ottagonale.

Al centro dell’edificio, tra le due maggiori cappelle laterali, fu costruita una copia della struttura della Santa Casa presente nella Basilica di Loreto.

Da un rapporto stilato dall’ingegnere Giacomo Orsatti, si evince che nell’anno 1874 il Santuario di Tresivio fosse stato completamente eretto, ma non completamente ultimato.

Si procedette ai lavori di consolidamento delle strutture già presenti, e ad alcune rifiniture interne ed esterne dell’edificio.

La più importante, la dotazione di un nuovo organo realizzato da esperti artigiani di Bergamo.

Nel 1913 la costruzione fu inserita tra gli edifici monumentali d’Italia. Nel 1931 fu elevata alla dignità di Santuario mariano dal vescovo di Como monsignor Alessandro Macchi ed affidato alla cura ed agli offici dei Padri Montorfani.

Ora dipende dalla parrocchia di Tresivio.

Non è stato ancora possibile identificare con esattezza chi abbia progettato la costruzione del Santuario che possiede i tratti di un palazzo tipico dell’architettura nobiliare della Valtellina.

E’certo tuttavia che il misterioso architetto ebbe l’intenzione di conferire alla devozione mariana la grandiosità di una struttura edilizia che, secondo le intenzioni, avrebbe dovuto costituire un forziere solenne dell’effettivo epicentro del culto: la Santa Casa.

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