|

|
INTRODUZIONE
|

|
Secondo
l'accezione comune, con il
termine "santo" si
designa una qualifica data
ad un personaggio cristiano,
più o meno storico o
leggendario, il quale è
o è stato inserito nel
"corpo mistico della cristianità",
ovvero nella Chiesa, sulla
base della sua profonda fede
e delle sue opere.
Più particolarmente
però, per "santo"
dovrebbe intendersi quel cristiano
(o quella cristiana) che, dopo
una vita totalmente conforme
alle norme evangeliche e dopo
accurate indagini e processi
sugli scritti o sulle opere,
su miracoli eventuali o atteggiamenti
di carità cristiana
ottemperati in vita, viene
canonizzato attraverso tappe
giuridiche di diritto ecclesiastico
progressive, ovvero viene elevato
alla gloria degli altari, proposto
al culto devozionale dei fedeli
e alla imitazione da parte
dei cristiani.
Al santo - figura religiosa
peraltro presente in altre
religioni non cristiane - la
Chiesa propone di prestare
il culto della cosiddetta "dulìa",
ovvero di venerazione. Tramite
il santo tale culto, secondo
le norme del dogmatismo cattolico,
rifluisce su Dio, in quanto
è fonte unica e suprema
di santità. Pertanto
la dulìa rientra
tra i dogmi della fede, anche
se l'osservanza non è
assolutamente necessaria ai
fini della salvezza finale
dell'anima umana. Le confessioni
cristiane protestanti, al contrario,
negano tale culto come prodotto
di invenzioni del tutto umane,
offensive all'azione mediatrice
di Cristo, unica e assoluta
fonte di salvezza (cfr. Luteranesimo
e calvinismo, soprattutto).
Dal canto suo, il Cattolicesimo
afferma che la dulìa
dei santi sia utile in quanto
permette di riconoscere la
potenza di Dio nei suoi
servi, e poiché i santi
possono interporre la propria
opera verso la mediazione di
Cristo, per essere essi, infine,
modelli da imitare per ogni
buon cristiano.
C'è da dire che il
culto dei santi non esisteva
nel Cristianesimo delle origini.
L'esempio veniva dato dai Martiri
della Cristianità, giacché
più vicini al modello
sacrificale che fu lo stesso
Gesù Cristo. Ne confermerebbero
tale concezione le costruzioni
dei primitivi luoghi di culto,
chiese e basiliche, costruite
sui resti mortali dei martiri.
Poi gradatamente divennero
esempi, ed oggetti di culto
cristiano, anche i non-martiri
che erano vissuti in modo conforme
al più puro modello
di vita cristiana. I primissimi
santi vennero canonizzati per
volontà popolare e pubblicamente,
e tale usanza si protrasse
per tutto il Medioevo, seguita
da una sorta di ratifica da
parte delle autorità
religiose - spesso del pontefice
romano - della volontà
popolare. Fu papa Urbano III
a istituire un apposito processo
ordinario nelle diocesi per
la "santificazione"
dei vari personaggi, diocesi
in cui fioriva il culto di
quella persona. Questo pontefice,
successivamente, istituì
un altro processo di canonizzazione
tenuto dalla cosiddetta "Congregazione
dei Riti". Nei secoli
successivi, vari pontefici
stabilirono norme sempre più
precise e severe nella canonizzazione.
Ad esempio, un santo avrebbe
potuto essere dichiarato tale
solamente se si fosse accertato
il verificarsi di un miracolo,
dovuto alla sua intercessione,
dopo la sua morte. Attualmente,
secondo le norme stabilite
da papa Pio X, la canonizzazione
è proclamata dopo un
processo ordinario, dopo l'esame
di una commissione ecclesiastica
ante preparatoria, preparatoria
e generale sulla "eroicità
delle fede" e sulla virtù
del futuro santo. Segue l'esame
del culto specifico e la sua
approvazione.
La Chiesa
cattolica celebra la dulìa
di circa seicento santi, più
o meno noti e significativi
per la religione a cui apparteniamo.
Ad essi è riservata
una data annuale di ricorrenza
festiva che, spesso, può
coincidere nella dislocazione
del "calendario ecclesiastico"
tra le diverse personalità
santificate.
Per la maggioranza dei santi,
non esistono purtroppo dati
storici precisi, essendo la
loro vita spesso relegata nei
meandri del mito e della leggenda.
Altrettanto spesso sono stati
santificati personaggi non
cristiani, ovvero personalità
talmente potenti e presenti
nelle tradizioni locali pre-cristiane
- o coo-cristiane - da indurre
gli evangelizzatori ad inserirli
nella fede di Cristo, precipuamente
per motivi politici.
Il lavoro presentato nel
dossier "Santi e Misteri"
prende in esame 83 personalità,
antiche e moderne, elevate
dalla Chiesa agli onori degli
altari. Lungi dall' essere
una ricerca puramente biografica,
si è voluto focalizzare
gli aspetti della loro vita
più misterici ed iniziatici
sulla scorta, tuttavia, del
pensiero cristiano. Si è
scoperto così che nelle
opere e nelle vicende dei vari
santi sono contenuti elementi
di studio contemplati dalla
moderna parapsicologia (cfr.
precognizione, bilocazione,
levitazione, materializzazioni,
etc.) e valenze religiose universali,
spesso appannaggio di culti
e tradizioni differenti e differenziate
dal Cristianesimo (cfr. tema
reincarnazionista, motivi orientali
ed esoterici, gnosticismo,
etc.). Ed è emerso,
in sostanza, un concetto basilare
dello spirito religioso di
ogni tempo: la realtà
della unicità e della
universalità della presenza
divina nell'uomo al di sopra
delle varie confessioni, della
professione cristiana dei singoli
santi, dello stesso pensiero
scientifico e storico che ci
è stato di modello nella
presente ricerca.

|