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santi e misteri

di Fernanda Nosenzo Spagnolo

 

Santi e sant'agostino

 

INTRODUZIONE

 Secondo l'accezione comune, con il termine "santo" si designa una qualifica data ad un personaggio cristiano, più o meno storico o leggendario, il quale è o è stato inserito nel "corpo mistico della cristianità", ovvero nella Chiesa, sulla base della sua profonda fede e delle sue opere.

Più particolarmente però, per "santo" dovrebbe intendersi quel cristiano (o quella cristiana) che, dopo una vita totalmente conforme alle norme evangeliche e dopo accurate indagini e processi sugli scritti o sulle opere, su miracoli eventuali o atteggiamenti di carità cristiana ottemperati in vita, viene canonizzato attraverso tappe giuridiche di diritto ecclesiastico progressive, ovvero viene elevato alla gloria degli altari, proposto al culto devozionale dei fedeli e alla imitazione da parte dei cristiani.

Al santo - figura religiosa peraltro presente in altre religioni non cristiane - la Chiesa propone di prestare il culto della cosiddetta "dulìa", ovvero di venerazione. Tramite il santo tale culto, secondo le norme del dogmatismo cattolico, rifluisce su Dio, in quanto è fonte unica e suprema di santità. Pertanto la dulìa rientra tra i dogmi della fede, anche se l'osservanza non è assolutamente necessaria ai fini della salvezza finale dell'anima umana. Le confessioni cristiane protestanti, al contrario, negano tale culto come prodotto di invenzioni del tutto umane, offensive all'azione mediatrice di Cristo, unica e assoluta fonte di salvezza (cfr. Luteranesimo e calvinismo, soprattutto).

Dal canto suo, il Cattolicesimo afferma che la dulìa dei santi sia utile in quanto permette di riconoscere la potenza di Dio  nei suoi servi, e poiché i santi possono interporre la propria opera verso la mediazione di Cristo, per essere essi, infine, modelli da imitare per ogni buon cristiano.

C'è da dire che il culto dei santi non esisteva nel Cristianesimo delle origini. L'esempio veniva dato dai Martiri della Cristianità, giacché più vicini al modello sacrificale che fu lo stesso Gesù Cristo. Ne confermerebbero tale concezione le costruzioni dei primitivi luoghi di culto, chiese e basiliche, costruite sui resti mortali dei martiri. Poi gradatamente divennero esempi, ed oggetti di culto cristiano, anche i non-martiri che erano vissuti in modo conforme al più puro modello di vita cristiana. I primissimi santi vennero canonizzati per volontà popolare e pubblicamente, e tale usanza si protrasse per tutto il Medioevo, seguita da una sorta di ratifica da parte delle autorità religiose - spesso del pontefice romano - della volontà popolare. Fu papa Urbano III a istituire un apposito processo ordinario nelle diocesi per la "santificazione" dei vari personaggi, diocesi in cui fioriva il culto di quella persona. Questo pontefice, successivamente, istituì un altro processo di canonizzazione tenuto dalla cosiddetta "Congregazione dei Riti". Nei secoli successivi, vari pontefici stabilirono norme sempre più precise e severe nella canonizzazione. Ad esempio, un santo avrebbe potuto essere dichiarato tale solamente se si fosse accertato il verificarsi di un miracolo, dovuto alla sua intercessione, dopo la sua morte. Attualmente, secondo le norme stabilite da papa Pio X, la canonizzazione è proclamata dopo un processo ordinario, dopo l'esame di una commissione ecclesiastica ante preparatoria, preparatoria e generale sulla "eroicità delle fede" e sulla virtù del futuro santo. Segue l'esame del culto specifico e la sua approvazione.

 La Chiesa cattolica celebra la dulìa di circa seicento santi, più o meno noti e significativi per la religione a cui apparteniamo. Ad essi è riservata una data annuale di ricorrenza festiva che, spesso, può coincidere nella dislocazione del "calendario ecclesiastico" tra le diverse personalità santificate.

Per la maggioranza dei santi, non esistono purtroppo dati storici precisi, essendo la loro vita spesso relegata nei meandri del mito e della leggenda. Altrettanto spesso sono stati santificati personaggi non cristiani, ovvero personalità talmente potenti e presenti nelle tradizioni locali pre-cristiane - o coo-cristiane - da indurre gli evangelizzatori ad inserirli nella fede di Cristo, precipuamente per motivi politici.

Il lavoro presentato nel dossier "Santi e Misteri" prende in esame 83 personalità, antiche e moderne, elevate dalla Chiesa agli onori degli altari. Lungi dall' essere una ricerca puramente biografica, si è voluto focalizzare gli aspetti della loro vita più misterici ed iniziatici sulla scorta, tuttavia, del pensiero cristiano. Si è scoperto così che nelle opere e nelle vicende dei vari santi sono contenuti elementi di studio contemplati dalla moderna parapsicologia (cfr. precognizione, bilocazione, levitazione, materializzazioni, etc.) e valenze religiose universali, spesso appannaggio di culti e tradizioni differenti e differenziate dal Cristianesimo (cfr. tema reincarnazionista, motivi orientali ed esoterici, gnosticismo, etc.). Ed è emerso, in sostanza, un concetto basilare dello spirito religioso di ogni tempo: la realtà della unicità e della universalità della presenza divina nell'uomo al di sopra delle varie confessioni, della professione cristiana dei singoli santi, dello stesso pensiero scientifico e storico che ci è stato di modello nella presente ricerca.

 

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