Saturno, antico re tra le stelle Æ
di Marco Gambassi


Saturno era l'antico re che spodestò il padre Urano e fu a sua volta detronizzato e sprofondato nel Tartaro, e infine, secondo altre leggende, regnò sulle lontane isole dei Beati.
Dal mito all'astrologia: gli anelli che circondano il pianeta Saturno sono la sua corona, e le stelle e i pianeti da lui accarezzati si cingono di questa corona.

Saturno come re esiliato

Se un astro che si oppone al Sole acquista un po' della sua luce regale, Saturno assurge alla dignità solare quando tesse il suo anello di sosta, mentre la lentezza del suo moto lo fissa in un ristretto circolo di stelle nel quale è visibile nel corso dell'intera notte. Saturno si oppone al Sole anche in senso simbolico perché i suoi domicili (Capricorno e Acquario) sono opposti a quelli del Sole e della Luna (Leone e Cancro), e perché rappresenta il freddo, l'esilio, la restrizione e la privazione.

Ma Saturno è il re esiliato anche perché la sua luce è meno splendente di quella di Giove e delle maggiori stelle (infatti Saturno raggiunge al massimo la Magnitudine 0, Sirio ha magnitudine – 1,46, ecc.).

Caratteristica del “vecchio” Saturno è la lentezza con la quale accarezza le stelle. Pensiamo che attraversa una costellazione mediamente in due anni e mezzo. Ogni anno percorre circa 12°, che è quasi lo spazio che la Luna percorre in media in un giorno. Così che il suo tempo di rivoluzione è di 29 anni e mezzo, mentre il mese sinodico della Luna è di 29 giorni e mezzo. Ecco che Saturno e Luna rappresentano il tempo, tanto che l'asse Cancro – Capricorno, dove si trovano in domicilio e in esilio, può definirsi asse del tempo, che conduce dall'infanzia alla vecchiaia, dal principio al compimento. Il Cancro fu definito la Porta delle anime che si incarnano e il Capricorno la Porta delle anime che ritornano al cielo, dopo aver attraversato il trasversale “asse dello spazio” Ariete – Bilancia che è quello della prova o della giustizia (la spada e la bilancia) o del giudizio.

Caratteristiche fisiche

Un singolare primato di Saturno è di essere il pianeta più leggero in proporzione al suo volume, cioè ha la minore densità media tra tutti i pianeti noti (0,69 grammi per centimetro cubo), sebbene sia stato associato al piombo, metallo pesante, e all'idea stessa della gravità e della pesantezza. La relativa leggerezza del pianeta allude forse alla serenità della mente e all'idea di una giustizia liberatoria?

Un'altra particolarità è che l'asse magnetico di Saturno è quasi coincidente con l'asse rotazionale!

Il diametro di Saturno è 9,46 volte quello della Terra. La magnitudine massima è 0.0! La temperatura è circa 95°K. La composizione dell'atmosfera del pianeta è: 97% idrogeno; 1,5% elio; 0,1% metano; ecc..

I satelliti sono una ventina e ricordano personaggi e miti molto interessanti e indicativi della complessità simbolica del “sistema Saturno”: Pan, Atlante, Prometeo, Pandora, Giano, Epimeteo, Mimas, Encelado, Teti, Telesto, Calipso, Dione, Elena, Rea, Titano, Iperione, Giapeto, Febe. Tra i vari satelliti, Titano a quanto pare ha un'atmosfera, e un raggio notevole di 2575 km!

Saturno e la poesia - L'età dell'oro

I poeti antichi, tra cui Ovidio (nato a Sulmona il 20 marzo del 43 a. C.), narravano di una prima età, l'età dell'oro, che era quella di Saturno: “spontaneamente, senza bisogno di giustizieri, senza bisogno di leggi, si onoravano la lealtà e la rettitudine. Non c'erano pene a incutere paura, né parole minacciose si leggevano su tavole di bronzo…… Non ancora fossati scoscesi cingevano le città, non c'era la tromba di bronzo, diritta, non c'erano corni di bronzo, ricurvi, né elmi, né spade c'erano… E la terra, non obbligata, non toccata dal rastrello e non squarciata da vomeri, produceva ogni cosa da sé, e gli uomini si accontentavano dei cibi creatisi spontaneamente… Era primavera eterna….. Fiumi di latte scorrevano, fiumi di nèttare; giù lungo il verde leccio stillava il miele biondo.”

E ancora, nelle Metamorfosi si racconta come “quando Saturno fu spedito nel Tartaro tenebroso e il mondo si ritrovò sotto il regno di Giove, subentrò l'età dell'argento….. Giove ridusse la durata originaria della primavera e fece scorrere l'anno attraverso inverno, estate e incostante autunno e primavera breve: le quattro stagioni.”

Insomma l'età aurea di Saturno sarebbe antecedente all'epoca in cui si formarono le leggi degli uomini e le leggi celesti che regolano il succedersi delle stagioni e dei segni zodiacali. Saturno riguarda dunque un ordine antecedente e forse superiore a quello delle leggi di Giove – Zeus.

Dante Alighieri nella Commedia definisce il mitico Saturno come il “caro duce, / sotto cui giacque ogni malizia morta” con evidente riferimento all'età dell'oro.

O bella età dell'oro….” è il coro dell'Aminta di Torquato Tasso, bella perché in quel tempo non vi era la dura legge dell'onore a inibire i liberi moti amorosi: “…né fu sua dura legge / nota a quell'alme in libertate avvezze, / ma legge aurea e felice / che Natura scolpì: S'ei piace ei lice”.

Forse Saturno, astro del tempo come la Luna, ci parla di un'età dell'oro così come la Luna descrive una mitica età dell'infanzia e dell'abbraccio materno. Se la Luna è il sogno e l'infanzia (a volte felice) del singolo uomo, Saturno non è forse l'infanzia e il sogno dell'umanità? E non è il ricordo di quel tempo gioioso a far nascere il sentimento della privazione e del destino e d'altro lato l'utopismo di chi aspira ad una nuova stagione aurea? E forse fa parte dello sviluppo dell'età dell'oro la scoperta dell'albero della conoscenza e la raggiunta consapevolezza del bene e del male, che a questa età sembra porre fine.

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