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Saturno era l'antico re che spodestò il padre Urano
e fu a sua volta detronizzato e sprofondato nel Tartaro, e infine,
secondo altre leggende, regnò sulle lontane isole dei
Beati. Dal mito all'astrologia: gli anelli che circondano
il pianeta Saturno sono la sua corona, e le stelle e i pianeti
da lui accarezzati si cingono di questa corona.
Se un astro che si oppone al Sole acquista un po' della sua
luce regale, Saturno assurge alla dignità solare quando
tesse il suo anello di sosta, mentre la lentezza del suo moto
lo fissa in un ristretto circolo di stelle nel quale è
visibile nel corso dell'intera notte. Saturno si oppone al Sole
anche in senso simbolico perché i suoi domicili (Capricorno
e Acquario) sono opposti a quelli del Sole e della Luna (Leone
e Cancro), e perché rappresenta il freddo, l'esilio,
la restrizione e la privazione.
Ma Saturno è il re esiliato anche perché la
sua luce è meno splendente di quella di Giove e delle
maggiori stelle (infatti Saturno raggiunge al massimo la Magnitudine
0, Sirio ha magnitudine – 1,46, ecc.).
Caratteristica del “vecchio” Saturno è la lentezza
con la quale accarezza le stelle. Pensiamo che attraversa una
costellazione mediamente in due anni e mezzo. Ogni anno percorre
circa 12°, che è quasi lo spazio che la Luna percorre
in media in un giorno. Così che il suo tempo di rivoluzione
è di 29 anni e mezzo, mentre il mese sinodico della Luna
è di 29 giorni e mezzo. Ecco che Saturno e Luna rappresentano
il tempo, tanto che l'asse Cancro – Capricorno, dove si trovano
in domicilio e in esilio, può definirsi asse del tempo,
che conduce dall'infanzia alla vecchiaia, dal principio al compimento.
Il Cancro fu definito la Porta delle anime che si incarnano
e il Capricorno la Porta delle anime che ritornano al cielo,
dopo aver attraversato il trasversale “asse dello spazio” Ariete
– Bilancia che è quello della prova o della giustizia
(la spada e la bilancia) o del giudizio.
Caratteristiche fisiche
Un singolare primato di Saturno è di essere il pianeta
più leggero in proporzione al suo volume, cioè
ha la minore densità media tra tutti i pianeti noti (0,69
grammi per centimetro cubo), sebbene sia stato associato al
piombo, metallo pesante, e all'idea stessa della gravità
e della pesantezza. La relativa leggerezza del pianeta allude
forse alla serenità della mente e all'idea di una giustizia
liberatoria?
Un'altra particolarità è che l'asse magnetico
di Saturno è quasi coincidente con l'asse rotazionale!
Il diametro di Saturno è 9,46 volte quello della Terra.
La magnitudine massima è 0.0! La temperatura è
circa 95°K. La composizione dell'atmosfera del pianeta è:
97% idrogeno; 1,5% elio; 0,1% metano; ecc..
I satelliti sono una ventina e ricordano personaggi e miti
molto interessanti e indicativi della complessità simbolica
del “sistema Saturno”: Pan, Atlante, Prometeo, Pandora, Giano,
Epimeteo, Mimas, Encelado, Teti, Telesto, Calipso, Dione, Elena,
Rea, Titano, Iperione, Giapeto, Febe. Tra i vari satelliti,
Titano a quanto pare ha un'atmosfera, e un raggio notevole di
2575 km!
Saturno e la poesia - L'età dell'oro
I poeti antichi, tra cui Ovidio
(nato a Sulmona il 20 marzo del 43 a. C.), narravano
di una prima età, l'età dell'oro, che era quella
di Saturno: “spontaneamente, senza bisogno di giustizieri,
senza bisogno di leggi, si onoravano la lealtà e la rettitudine.
Non c'erano pene a incutere paura, né parole minacciose
si leggevano su tavole di bronzo…… Non ancora fossati scoscesi
cingevano le città, non c'era la tromba di bronzo, diritta,
non c'erano corni di bronzo, ricurvi, né elmi, né
spade c'erano… E la terra, non obbligata, non toccata dal rastrello
e non squarciata da vomeri, produceva ogni cosa da sé,
e gli uomini si accontentavano dei cibi creatisi spontaneamente…
Era primavera eterna….. Fiumi di latte scorrevano, fiumi di
nèttare; giù lungo il verde leccio stillava il
miele biondo.”
E ancora, nelle Metamorfosi si racconta come “quando Saturno
fu spedito nel Tartaro tenebroso e il mondo si ritrovò
sotto il regno di Giove, subentrò l'età dell'argento…..
Giove ridusse la durata originaria della primavera e fece scorrere
l'anno attraverso inverno, estate e incostante autunno e primavera
breve: le quattro stagioni.”
Insomma l'età aurea di Saturno sarebbe antecedente
all'epoca in cui si formarono le leggi degli uomini e le leggi
celesti che regolano il succedersi delle stagioni e dei segni
zodiacali. Saturno riguarda dunque un ordine antecedente e forse
superiore a quello delle leggi di Giove – Zeus.
Dante Alighieri nella Commedia definisce il mitico Saturno
come il “caro duce, / sotto cui giacque ogni malizia morta”
con evidente riferimento all'età dell'oro.
“O bella età dell'oro….” è il coro dell'Aminta
di Torquato Tasso, bella perché
in quel tempo non vi era la dura legge dell'onore a inibire
i liberi moti amorosi: “…né fu sua dura legge / nota
a quell'alme in libertate avvezze, / ma legge aurea e felice
/ che Natura scolpì: S'ei piace ei lice”.
Forse Saturno, astro del tempo come la Luna, ci parla di
un'età dell'oro così come la Luna descrive una
mitica età dell'infanzia e dell'abbraccio materno. Se
la Luna è il sogno e l'infanzia (a volte felice) del
singolo uomo, Saturno non è forse l'infanzia e il sogno
dell'umanità? E non è il ricordo di quel tempo
gioioso a far nascere il sentimento della privazione e del destino
e d'altro lato l'utopismo di chi aspira ad una nuova stagione
aurea? E forse fa parte dello sviluppo dell'età dell'oro
la scoperta dell'albero della conoscenza e la raggiunta consapevolezza
del bene e del male, che a questa età sembra porre fine.
segue
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