RAZIONALITA’ DELLE RELAZIONI

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3) ASSIEMANDO E CONCLUDENDO

Dai cenni che precedono, appare nitidamente come tutto il “mistero della vita” - dalle sue manifestazioni più elementari, a quelle via via più elevate - sia legato a processi di natura chimico-fisica - processi i quali, per la loro stessa natura, non possono essere “chiusi”, bensì “aperti” alle interazioni con ELEMENTI ed AGENTI di analoga natura. E ciò è più che sufficiente a spiegare l'affermazione di principio, relativa alla “non ripugnanza” dei presupposti dell'Astrologia Genetliaca, né alla ragione, né alle attuali conoscenze scientifiche.

Naturalmente, la “non ripugnanza” dei detti presupposti, non costituisce una vera e propria legittimazione dell'Astrologia, e ciò in quanto le interazioni AMBIENTE - UOMO implicite nei cenni cito-fisiologici testé visti, hanno carattere GENERALE, non PARTICOLARE, e conseguentemente prescindono:

- sia dalla struttura del soggetto subente;
- sia dalla posizione calendariale dei fattori agenti;

laonde parrebbe non potersi invocare, a sostegno dell'assunto astrologico, le “ammissioni” della stessa Scienza Ufficiale: la quale ha ormai accolta detta “fenomenologia” in un'apposita Sezione dei testi di Biologia Umana (ved. Per tutti: G.Viale, LE AZIONI BIOLOGICBE DELLE RADIAZIONI: Treves, Milano, 1934). Al contrario, la generalità di tali “equazioni” può benissimo essere ristretta fino alla 'individualità': la prima, attraverso i ben noti e razionali elementi integratori del tema, ossia quelli chiro-grafologici; e la seconda, anziché direttamente, attraverso l'unica metodologia compatibile con tale problematica: quella statistica - qui intesa nel doppio senso: oggettivo e soggettivo:

- oggettivo, in quanto volta a stabilire le variazioni di taluni eventi terrestri, per rapporto ad altri celesti;

- soggettivo, in quanto volta a correlare tali variazioni, non più con il nostro Globo, bensì con l'Uomo. -

Si tratta di una metodologia da tempo seguita, seppur spesso gravemente inquinata dall'impreparazione dei singoli ricercatori (ne vedremo un esempio più avanti, parlando dei tre “Effetti geomagnetici”); e fra i cui risultati più significativi, mi limito a citare i seguenti cinque:

- L'andamento dell'attività della tiroide, per rapporto: a - sia al moto di traslazione trocoidale della Terra (lo jodio tiroideo, infatti, è maggiore nel periodo settembre-dicembre, quando la velocità del nostro Pianeta è MINIMA; e minore, invece, nel periodo febbraio-maggio, quando essa è MASSIMA); b - sia al moto della Luna intorno alla Terra (l'attività della tiroide, infatti, è fortemente inibita dalla Quadratura Convergente = Ultimo Quarto); e poiché essa (attività) si estrinseca (grazie soprattutto agli ormoni tiroidei, nonché quelli surrenalinici: adrenalina, corticosteroidi, tiroxina, eccetera) su processi ipertermizzanti e metabolici, ne segue che anche questi ultimi debbono variare conformemente alle variazioni defilattività tiroidea indotta dai due moti.

- L'influenza del corso, rispettivamente, nictemerale (rotazione) ed annuale (rivoluzione) del Sole: a - sulla sintesi del DNA governante la struttura dell'RNA cellulare, e quindi la formazione delle rispettive proteine; b - sull'attività nervosa, con predominio di quella del SIMPATICO il giorno, di quella del VAGO la notte; c - sull'evoluzione dei melanomi cutanei. -

- L'andamento di talune patologie per rapporto alle Fasi Lunari, specie per quanto concerne: a - il gemizio delle fistole sierose (gemizio massimo durante il Plenilunio; nullo, durante la Luna Calante); b - la cicatrizzazione delle ustioni, favorita dalla Luna Piena, ed inibita invece dalle altri Fasi). -

- Le modificazioni della tonalità chimica del sangue e degli ergogrammi, per rapporto al flusso ultravioletto (la cui attività peraltro è funzione inversa della quantità di nicotinamide - vitamina PP - presente negli organismi sui quali tale flusso agisce).

- L'influenza: a - di joni positivi sulla produzione di serotonina (vasopressore alla base di taluni “stati umorali” anche a carattere clinico, spinto fino a livelli disabilitanti); b - della luce sullo sviluppo della ghiandola pineale e, quindi, anche sulla produzione di melatonina, nonchè sull'attività sessuale (antagonizzata da quest'ultima). -

Siamo, dunque, in presenza di una mole di osservazioni e dati, che definirei “formidabile” se tale termine non fosse sminuito dalle temperazioni derivanti dalla “asistematicità” delle osservazioni, spesso portate avanti da ricercatori volenterosi si, ma mancanti della necessaria preparazione propedeutica e scientifica.

Mi riferisco, in particolare, a tre “Effetti Geomagnetici”, dei quali fin qui nessun astrologo si è seriamente occupato (evidentemente, perché non al corrente dei progressi dell’Astrofisica; progressi che, invece, ogni buon astrologo dovrebbe sempre seguire): e ciò, nonostante il loro innegabile concorso alla determinazione della effettiva 'portata influenzale' dei tradizionali fattori tematici, considerati tanto a sé stanti, quanto nel loro insieme. - Tali sono (li riassumo brevemente, tanto per una prima idea):

- L'Effetto DI LATITUDINE, per cui l'intensità della radiazione magnetica cresce col crescere della Latitudine utile - ossia fino a 60° gradi Nord e Sud -, cioè a mano a mano che ci si allontana dall'Equatore;

- L'Effetto DI LONGITUDINE, il quale fa sì che l'intensità dei raggi cosmici lungo l'Equatore varii con la Longitudine;

- L'Effetto DI SIMMETRIA, per cui l'intensità della radiazione cosmica, a parità di altezza, presenta una spiccata asimmetria di circa il 10%, tanto orizzontale che verticale. -

Ma pur fermo restando tale sue limitazioni e difettività, mi sembra di poter rigettare egualmente la tesi, non so bene se più ingenua o stizzosa, di quanti pretenderebbero bollare l'Astrologia di vacuità ed irrazionalità, solo per la imponderabilità, sia degli agenti postulati, sia dei suoi esatti meccanismi d’azione.

 Francesco Frisoni

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