RAZIONALITA’ DELLE RELAZIONI

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2) BREVI RICHIAMI DI NEUROFISIOLOGIA

Se la funzione nutrizionale (anabolismo-catabolismo) si fonda sul "ricambio" acido-basico
(La nutrizione si effettua grazie alla attrazione di particelle simili…, ebbe ad affermare, con gentile intuito, il matematico Giovanni Bernoulli nel suo DE  NUTRITIONE; ed è una affermazione anticipante "in nuce" le più recenti "acquisizioni" della Citologia - ossia:
a - che tale attrazione-repulsione dipende dal rapporto acido-basico sia dei due costituenti fondamentali della cellula - il "nucleo" ed il "citosol" - sia del sangue;
b - che tali caratteri chimici sono "determinati" dalla differenza jonica fra i relativi costituenti, cioè dal relativo potenziale elettrico; onde: c - la legittimità del trasferimento dei fondamentali processi vitali dal piano biochimico al piano elettrico)
se l'attività nutriziale, dicevo, si fonda sulla "pendenza" acido-basica, altrettanto avviene della funzione di "comunicazione" sia delle varie cellule fra loro, sia fra queste e le diverse parti dell'organismo: per cui questo - come già ai suoi tempi "intuito" dal fisico svedese E. Swedemborg, quanto nella sua OPERA PHILOSOPICA ET MINERARIA scriveva che "l'architettura del cervello è in stretto rapporto con le varie parti del corpo e che la corteccia cerebrale era la sede delle attività psichiche superiori..." per cui questo - ripeto - risulta come "un tutto organico mutuamente coordinato ed integrato".
Infatti (ed in particolare), nella maggior parte degli organismi superiori le comunicazioni intracellulari avvengono mediante due tipi di trasmissioni
- la trasmissione ormonale
- la trasmissione neuronale
entrambe le quali utilizzano 'messaggeri chimici' destinati ad entrare in contatto con "recettori" specifici, situati in apposite cellule-bersaglio, atte a "riconoscerli" e a tradurli in risposte biologiche di tipo elettrico e metabolico.

Tralasciando pure qui (per non complicare troppo il discorso) il modo:

a) come il cervello dirige e controlla la formazione del funzionamento delle 'sinapsi' (ossia le terminazioni assoniche od anche "bottoni sinaptici"), nonché i relativi potenziali d'azione (potenziali a dare un'idea della cui importanza, basterà ricordare: 1° - da un lato, che quando ai neuroni neoformati viene impedito di generarli, le strutture che stabiliscono le sinapsi si "congelano" in uno stato immaturo; per cui né si accrescono, né riescono a stabilire nuovi contatti sinaptici, od a subire cambiamenti di altro tipo; - 2° - dall'altro, che è proprio su tali POTENZIALI che si estrinseca l'attività dei veleni animali, e ciò attraverso la "perturbazione", sia della loro PROPAGAZIONE, sia della loro INATTIVAZIONE: per cui le terminazioni presinaptiche non "tornano" più allo stato di riposo, ma permangono nello stato di "tensione" paralizzatrice della loro funzione);

b) - come ancora i neurotrasmettitori - soprattutto quelli cerebrali - riescono a regolare il trasporto jonico e, quindi, la produzione di impulsi elettrici, nelle cellule sulle quali agiscono.

Tralasciando pure escursioni di tale tipo, per la parte specificamente afferente, aggiungo quanto segue (e vedremo in sede di "conclusioni" la stretta pertinenza, con il nostro tema, del presente 'excursus' nel campo neurobiologico):

AA - Che, nonostante le notevoli "differenze" fra i due sistemi di comunicazione intercellulare (mentre, infatti, i neuroni "inviano" messaggi discreti ad uno specifico insieme di cellule-bersaglio attraverso la liberazione di una sostanza "neurotrasmettitrice" diretta verso talune "cellule bersaglio" nelle quali la medesima si lega ai recettori presenti sulla superficie delle medesime, determinando mutamenti chimici, sia sulla membrana delle anzidette cellule, sia al loro interno. L'azione degli ormoni, invece, è meno 'diretta'. E la loro utilizzazione è sostanzialmente condizionata dai recettori posti sulle 'cellule bersaglio', le quali 'riconoscono' unicamente le molecole ormonali, che le sono destinate, e che esse 'sottraggono' dal "circolo", portandole al proprio interno); nonostante ciò - dicevo - al "livello molecolare" i due sistemi non sono così diversi, come potrebbe apparire a prima vista. - Entrambi infatti operano facendo si che peculiari messaggeri chimici entrino in contatto con recettori specifici, situati sulle cellule bersaglio.-

BB - Che fra i vari neurotrasmettitori (attualmente se ne conoscono una CINQUANTINA, ma non è detto che non ve ne siano altri), il più importante è il CALCIO (tanto da essere definito 'il secondo "messaggero"!), seguito dal SODIO e dal POTASSIO. Ma dal momento che in questa sede:
- non è della "entità" della loro azione
- bensì dello "schema-tipo" della stessa
che debbo trattare, preciso che, stando alle più recenti ricerche può ritenersi sicuro che, quando il potenziale d'azione di una sinapsi chimica raggiunge la terminazione del neurone presinaptico, esso produce la secrezione di una piccola quantità di un neurotrasmettitore, che si deposita nelle strutture subcellulari presenti in gran numero nelle terminazioni post-sinaptiche.

CC - Che mentre detto potenziale d'azione, dopo una brevissima inversione del potenziale elettrico intracellulare (il quale, per effetto soprattutto della entrata di ioni sodio (Na+) e ioni calcio (Ca++), scende da 70-90 millivolt della 'condizione di riposo', a circa 30 millivolt; per poi tornare a risalire, per l'uscita dalla cellula di ioni potassio K+, ai valori di riposo); le "strutture sub­cellulari", venendo a contatto con strutture specializzate della parte interna della membrana cellulare (i cosi detti "siti attivi"), si aprono, versando il loro contenuto nello spazio intersinaptico: il quale, interagendo con lo specifico recettore sulla membrana del neurone post-sinaptico, causa una "piccola variazione" del potenziale di membrana (potenziale post-sinaptico); variazione che, nel caso di liberazione simultanea di migliaia di "quanti" (liberazione causata prevalentemente dall'ingresso nella terminazione presinaptica, di Ca++, durante la fase del potenziale di azione), produce una più ampia "variazione" (dell'ordine di millivolt), dei normale potenziale post-sinaptico. -

Benchè l'importanza assunta in tale "processo" dal potenziale elettrico e, per esso, dagli elementi chimici che lo "determinano" appaia chiarissimo, nondimeno mi sembra opportuno, a vieppiù sottolinearne la specifica rilevanza, aggiungere quanto segue:

AAA - Che la fusione delle "vescicole sinaptiche" con la membrana presinaptica, è  un evento controllato rigorosamente, in frazioni di millisecondo, dall'influsso del calcio extra-cellulare, attraverso un canale sensibile alle variazioni del potenziale della membrana neuronale; dopo di che, le vescicole vengono rapidamente e selettivamente recuperate con un processo di "endocitosi", e nuovamente caricate di neuro-trasmettitore, attraverso un tipico processo di "trasporto attivo".

BBB - Che, data l'enorme rapidità della trasmissione sinaptica, solo le vescicole già ancorate alla membrana presinaptica sono coinvolte nella fase più precoce della liberazione dì neuro-trasmettitore; mentre i "siti" resi disponibili dalle vescicole "fuse" colla membrana presinaptica, saranno quindi occupati da vescicole provenienti dalla riserva, previa dissociazione del "cito­scheletro" e riconoscimento dei siti attivi sulla 'membrana presinaptica' ai quali  "ancorarsi" correttamente.-

CCC - Che la quantità di neurotrasmettitore liberato per "impulso nervoso", può ritenersi proporzionale, istante per istante, all'entità dell'INSIEME di vescicole disponibili per la "esocitosi"; laonde si può pensare al complesso processo di liberazione di neurotrasmettitore, come costituito da uno stadio preparatorio di liberazione delle vescicole sinaptiche, del "sequestro" operato dal citoscheletro e da una sequenza di variazioni necessarie, comprendenti l'ancoraggio e la fusione finale colla membrana postsinaptica.

DDD - Che i neuroni possono variare l'efficienza dell'accoppiamento: ECCITAZIONE ELETTRICA - GENERAZIONE DI NEUROTRASMETTITORE - durante vari stadi funzionali, in base alle necessità del momento.

Così, durante periodi di elevata frequenza di scarica, o per azione di afferenze facilitatorie, il numero di quanti di neurotrasniettitori liberati da un singolo impulso nervoso, può aumentare di diverse volte rispetto ai "valori" che si osservano in condizioni di riposo (le basi molecolari di questo fenomeno coinvolgono variazioni nelle concentrazioni intracellulari di secondi messaggeri, e nei processi di FOSFORILAZIONE/DEFOSFORILAZIONE di proteine specifiche all'interno di variazioni nella porzione di vescicole sinaptiche "presenti' nell'INSIEME di vescicole di riserva acdcennate SUB/AAA).

EEE - Che in tutte le condizioni in cui la concentrazione di calcio all'interno del terminale presinaptico aumenta (come avviene in seguito alla mobilizzazione di calcio dai depositi intracellulari, ad opera di secondi messaggeri, come la SINAPSINA I P3), si verifica un aumento della disponibilità delle vescicole sinaptiche per l'esocitosi. - Le sinapsine (= associazioni di molecole che appaiono durante lo sviluppo delle sinapsi e nei neuroni maturi), farebbero quindi parte di un meccanismo molecolare, mediante il quale l'attività delle cellule nervose regola l'efficienza della liberazione di neurotrasmettitori dai terminali, giocando così un ruolo determinante nella 'trasmissione dell'informazione' e nella 'plasticità' del sistema nervoso.

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