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agostino di tagaste

di Fernanda Nosenzo Spagnolo

libro con rosario

 

sant'Agostino

 

AGOSTINO di TAGASTE (o di IPPONA)

 simbolo ecclesiastico

Filosofo e teologo sommo, dottore della Chiesa, è ancor oggi universalmente considerato il più grande pensatore del Cristianesimo delle origini e della dottrina cosiddetta "Patristica". Dal suo pensiero trassero spunti i maggiori movimenti esoterici medievali, in Europa e in Asia minore (cfr. Ordine Templare e gli altri Ordini Cavallereschi, "Fedeli d'Amore" e Stilnovisti, Rosa+Croce, etc.), che elaborarono il pensiero religioso di Agostino originando nuove forme di spiritualità, pur mantenendone intatto il fulcro essenziale.

Aurelio Agostino nacque a Tagaste, in Numidia  (oggi Souk-Ahras, Algeria,) nel 354 da un ufficiale dell'esercito di Roma e da tale Monica, donna pia e cristiana che infuse in Agostino lo spirito cristiano fin dai primi anni di vita.

A circa tredici anni Agostino si trasferì a Madaura per compiere gli studi di grammatica e di retorica e, completatili, tornò a Tagaste tre anni più tardi. Iniziò allora una vita dedita agli ozii e alla dissoluzione, sposò una giovane libica dalla quale ebbe un figlio; Adeodato. Grazie all'aiuto mecenatesco di un certo Romaniano, Agostino poté dare un indirizzo alla sua vita. Con una cospicua somma di danaro si recò a Cartagine dove intraprese nuovi studi sulla filosofia e sulla letteratura della Roma antica. Lesse e commentò l'Hortensius di Cicerone, testo che, per sua stessa ammissione, provocò un'enorme influenza sulla sua filosofia negli anni della maturità.

Tornato nella città natale, aderì alle filosofie manicheiste e prese ad insegnare grammatica in scuole pubbliche frequentate da rampolli dell'aristocrazia e dei funzionari romani.

Nel 379 tornò a Cartagine, dove fondò una scuola qualificata e numerosa, dedicandosi alla scrittura di opere di filosofia. In seguito ad una disputa letteraria avuta con Fausto, uno dei più accreditati esponenti del Manicheismo del tempo, Agostino si distaccò da quella filosofia.

Intraprese allora un viaggio a Roma, ove rimase alcuni anni dedicandosi all'insegnamento della filosofia e maturando gradatamente la sua spiritualità cristiana. Durante il soggiorno romano, inoltre, iniziò lo studio sullo Scetticismo degli Accademici greci, filosofia cui si sentì particolarmente attratto e giudicato valido correttivo al dogmatismo manicheo.

Con l'aiuto di un certo Simmaco, Agostino riuscì ad ottenere una cattedra d'insegnamento a Milano, dove si trasferì nel 387. Chiamò a sé la madre, la sposa e il figlio. In questa città prese a frequentare Ambrogio, i cui insegnamenti provocarono in Agostino il definitivo distacco dalla filosofia manichea. Prese anche a studiare con profondità Plotino e si convertì al Cristianesimo. A questo periodo risale l'elaborazione filosofica dei primi due concetti agostiniani: dell'idea di Male come privazione ontologica e della realtà spirituale immanente negli uomini. Si trattò, in sostanza, del superamento del dualismo materialista dei Manichei. (segue) >>

 

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