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AGOSTINO
di TAGASTE (o di IPPONA)
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Filosofo e teologo sommo,
dottore della Chiesa, è
ancor oggi universalmente considerato
il più grande pensatore
del Cristianesimo delle origini
e della dottrina cosiddetta
"Patristica". Dal
suo pensiero trassero spunti
i maggiori movimenti esoterici
medievali, in Europa e in Asia
minore (cfr. Ordine Templare
e gli altri Ordini Cavallereschi,
"Fedeli d'Amore"
e Stilnovisti, Rosa+Croce,
etc.), che elaborarono il pensiero
religioso di Agostino originando
nuove forme di spiritualità,
pur mantenendone intatto il
fulcro essenziale.
Aurelio Agostino nacque
a Tagaste, in Numidia (oggi
Souk-Ahras, Algeria,) nel 354
da un ufficiale dell'esercito
di Roma e da tale Monica, donna
pia e cristiana che infuse
in Agostino lo spirito cristiano
fin dai primi anni di vita.
A circa tredici anni Agostino
si trasferì a Madaura
per compiere gli studi di grammatica
e di retorica e, completatili,
tornò a Tagaste tre
anni più tardi. Iniziò
allora una vita dedita agli
ozii e alla dissoluzione, sposò
una giovane libica dalla quale
ebbe un figlio; Adeodato. Grazie
all'aiuto mecenatesco di un
certo Romaniano, Agostino poté
dare un indirizzo alla sua
vita. Con una cospicua somma
di danaro si recò a
Cartagine dove intraprese nuovi
studi sulla filosofia e sulla
letteratura della Roma antica.
Lesse e commentò l'Hortensius
di Cicerone, testo che, per
sua stessa ammissione, provocò
un'enorme influenza sulla sua
filosofia negli anni della
maturità.
Tornato nella città
natale, aderì alle filosofie
manicheiste e prese ad insegnare
grammatica in scuole pubbliche
frequentate da rampolli dell'aristocrazia
e dei funzionari romani.
Nel 379 tornò a Cartagine,
dove fondò una scuola
qualificata e numerosa, dedicandosi
alla scrittura di opere di
filosofia. In seguito ad una
disputa letteraria avuta con
Fausto, uno dei più
accreditati esponenti del Manicheismo
del tempo, Agostino si distaccò
da quella filosofia.
Intraprese allora un viaggio
a Roma, ove rimase alcuni anni
dedicandosi all'insegnamento
della filosofia e maturando
gradatamente la sua spiritualità
cristiana. Durante il soggiorno
romano, inoltre, iniziò
lo studio sullo Scetticismo
degli Accademici greci, filosofia
cui si sentì particolarmente
attratto e giudicato valido
correttivo al dogmatismo manicheo.
Con l'aiuto di un certo
Simmaco, Agostino riuscì
ad ottenere una cattedra d'insegnamento
a Milano, dove si trasferì
nel 387. Chiamò a sé
la madre, la sposa e il figlio.
In questa città prese
a frequentare Ambrogio, i cui
insegnamenti provocarono in
Agostino il definitivo distacco
dalla filosofia manichea. Prese
anche a studiare con profondità
Plotino e si convertì
al Cristianesimo. A questo
periodo risale l'elaborazione
filosofica dei primi due concetti
agostiniani: dell'idea di Male
come privazione ontologica
e della realtà spirituale
immanente negli uomini. Si
trattò, in sostanza,
del superamento del dualismo
materialista dei Manichei.
(segue)
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