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I SETTE PIANETI DELLA TRADIZIONE ED I SETTE GIORNI DELLA SETTIMANA Jean-Louis COUDRET
Gli antichi non conoscevano l’esistenza degli ultimi tre pianeti del sistema solare. Essi utilizzavano i sette corpi celesti visibili ad occhio nudo: Sole e Luna (i due luminari), Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. In effetti, Urano fu scoperto nel 1781 dall’astronomo inglese William HERSCHEL, Nettuno nel 1846 da Urbain LE VERRIER e Plutone, dagli americani Percival LOWELL (nel 1915, per deduzione matematica) e Clyde TOMBAUGH (18 febbraio 1930), per “osservazione diretta”, comparando dei clichés). Il “settenario” tradizionale (o l’ insieme dei 7 corpi celesti) dà il suo nome ai 7 giorni della settimana: “Né gli Egizi né i Greci conoscevano la settimana di sette giorni; mentre era famigliare agli ebrei e ad altri popoli semitici. La settimana planetaria è dunque un prodotto specifico della ibrida cultura ellenica ed essa fu in uso dal II secolo a.C.” ci dice lo storico Wilhem KNAPPICH (Histoire de l’Astrologie”, Ed. Vernal Philippe Lebaud (1986). E’ in quest’epoca che i pianeti furono classificati secondo l’ordine naturale corrispondente alla durata delle loro rivoluzioni: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno(*). Ma l’ordine dei giorni della settimana fu dato con l’esagramma che ne riporta i nomi. In effetti se si pongono i pianeti nel loro ordine naturale attorno ad un cerchio e se si traccia una stella a 7 rami all’interno di questo cerchio senza togliere la mano, si ottiene l’ordine che determina quello dei sette giorni della settimana: Domenica - Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì - Venerdì e Sabato. DOMENICA: (in latino: “dies solis”, all’origine. Che diventa il “giorno del Signore”, dies dominicus, ma resta in inglese ed in tedesco il giorno del Sole. (Sunday o sonntag). LUNEDI (in latino): “lunae dies”, il giorno della Luna. Lunes in spagnolo, Lundi in fancese, monday (o Moon day) in inglese, montag in tedesco). MARTEDI (“martis dies” in latino, o giorno di Marte). Martes in spagnolo,mardi in francese.I Germani, probabilmente prima del I secolo d. C. Avevano rimpiazzato alcuni nomi latini con i nomi di dei locali. Così Ziu o Thi (all’origine, radice di Wednesday in inglese. MERCOLEDI (“mercurii dies”, giorno di Mercurio). Miercoles in spagnolo, Mercredi in francese. Il dio Wotan è all’origine di Wednesday in inglese. GIOVEDI (“jovis dies”, giorno di Giove), Jeudi in francese, Jueves in spagnolo. Il dio Donar è all’origine di donnerstag in tedesco. VENERDI (“veneris dies”, giorno di Venere), Vendredi in francese, Viernes in spagnolo. La dea Freya è all’origine di Freitag in tedesco. Notiamo che frei tag si traduce con giorno libero. In inglese, friday (free day ?). Dopo questo giorno di “libertà” nel senso più “affettivo” del termine (con, qualche volta, in ritorno, qualche problema o malattie d’amore; vedere la radice di Venere) viene un giorno di ben meritato riposo.: SABATO (“sambati dies”; giorno del Sabbat, di sambatum, variante di Sabbatum. Sabado in espagnol, Samedi in francese, ma che è restato “saturday” (o Saturn day, giorno di Saturno) in inglese. Sull’origine di tutti questi nomi, sulla loro etimologia, sui supporti dei loro fondamentali significati, senza dimenticare le corrispondenze tra pianeti e Segni, vi sarebbe molto da dire, da sviluppare. Questo articolo vi avrà dato, comunque, una piccola apertura sulla ricchezza di qualche corrispondenza astrologica, mentre l’opera di Marcel Senard: “Le Zodiaque” - Ed. Traditionnelles, ( ora tradotta in italiano), ne dà una ricca spiegazione. (*) Notiamo che quest’ordine - dal ciclo più corto al ciclo più lungo - è anche quello della “Theorie des ages” dell’astrologo Jean-Pierre NICOLA Teoria nella quale gli “stadi” planetari sono in perfetta corrispondenza con le differenti tappe della maturazione dell’essere umano sviluppate da più decenni dagli psicologi. |